Giappone, piano da 10,5 miliardi per il turismo: per gli ospiti internazionali metà soggiorno sarà free


Esplorare la spettacolare isola settentrionale di Hokkaido, la più montuosa e fresca, in estate. O magari scoprire gli splendori di Kyoto – i cui templi non sono nel cuore della città moderna ma letteralmente la circondano in un’estensione che si sposa bene con l’idea stessa di distanziamento – prima che il turismo torni a farla da padrone. O comunque prima dell’anno olimpico slittato al 2021. Che qualcuno, dall’Italia o dall’Occidente riesca a farlo nel breve termine è ancora tutt’altro che scontato. Ma il Giappone, tra i primi Paesi a dover combattere il Coronavirus, ma anche tra i primi ad averlo fatto in modo efficace, sta provando con tutte le sue forze a rendere possibile quella che ad oggi sembra ancora un’impresa.

Un piano da circa 11 miliardi di euro è stato appena annunciato dal capo dell’Agenzia del turismo del Paese del Sol Levante, Hiroshi Tabata. Segue di pochissimo la proclamazione della fine dello stato di emergenza, ad opera del premier Shinzo Abe, che con una settimana di anticipo rispetto al previsto ha alzato le barriere nelle ultime cinque prefetture soggete a restrizioni, Tokyo, Chiba, Kanagawa, Saitama e la stessa Hokkaido.


Giappone, piano da 10,5 miliardi per il turismo: per gli ospiti internazionali metà soggiorno sarà free

Kyoto, il Fushimi-Inari Taisha

Punto forte, per i forestieri, del piano nippponico, una campagna di agevolazioni e sconti che dovrebbe coprire la metà delle spese dei turisti internazionali. I dettagli verranno divulgati presto. Le offerte saranno disponibili attraverso il sito ufficiale dell’ente del turismo giapponese. Essenzialmente, agli ospiti verrà offerta una notte ogni tre trascorse nell’arcipelago, oltre a biglietti gratis per siti e musei archeologici: qualcosa di simile a quanto prospettato, a inizio mese, dalla Sicilia, ma non ancora messo in opera. Possibili anche agevolazioni negli abbonamenti ferroviari – chi ha frequentato Tokyo e dintorni ne conosce l’utilità e la convenienza, anche a prezzo pieno, rispetto al costo delle singole tratte -. Il tutto dovrebbe essere operativo entro luglio, nonostante, al momento, il Paese non abbia ancora aperto le frontiere al turismo.

Tra i primi Paesi a ricevere il contagio dalla Cina, il Giappone ha saputo contenere la pandemia: in un territorio da 126 milioni di abitanti, accalcati su densità mediamente doppie rispetto a Paesi europei dalle estensioni simili – Italia in primis – Tokyo ha avuto “appena” 16.500 casi per 783 decessi.



Source link

Frecciarossa Torino-Reggio Calabria, da giugno esordisce il treno “del sole”


Per la prima volta i Frecciarossa arrivano a Reggio Calabria. E direttamente da Torino, senza cambi a Roma. Da oggi sono infatti disponibili nei sistemi di vendita di Trenitalia i biglietti per il servizio, che per la prima volta colllegherà Torino con la città continentale dello Stretto. Sinora, a Reggio arrivavano soltanto dei Frecciargento e dei Frecciabianca, ma con partenza da Roma.

Inoltre, per collegare anche la Sicilia alle città servite dall’Alta velocità, insieme al biglietto delle Frecce sarà possibile acquistare anche quello della nave veloce BluJet (Gruppo FS Italiane) fra Villa San Giovanni e Messina. Gli orari delle navi e dei treni sono integrati per garantire un facile interscambio fra i due mezzi di trasporto.

Con questo nuovo collegamento – dichiara Gianfranco Battisti, amministratore delegato e direttore generale del Gruppo FS Italiane – per la prima volta il Frecciarossa arriva a Reggio Calabria. Il treno simbolo dell’eccellenza italiana nell’Alta velocità collegherà Reggio Calabria al Sistema AV. Un nuovo servizio che avvicina le persone, nel momento in cui il Paese deve ripartire. L’arrivo del Frecciarossa contribuirà alla ripartenza e al rilancio dell’economia e del settore turistico della Calabria e dell’intero Sud Italia”.

in riproduzione….

Le altre novità Trenitalia

Il collegamento giornaliero in Frecciarossa da e per Reggio Calabria è la principale novità dell’offerta di Trenitalia (Gruppo FS Italiane) che da inizio giugno prevede 74 Frecce e 48 InterCity sulle principali direttrici del Paese, raddoppiando il numero di treni a disposizione dal secondo step della Fase 2 dell’emergenza sanitaria COVID-19, iniziato il 18 maggio.

L’offerta di Trenitalia cresce con un numero di collegamenti congruo alla richiesta di mobilità di questo periodo, tenendo conto della disponibilità di posti al 50% per il sistema di prenotazione “a scacchiera” che garantisce il rispetto del distanziamento sociale.

Per quanto riguarda i collegamenti Nord-Sud, da giugno, a disposizione dei viaggiatori da e per la Calabria, tornano anche i due Frecciargento fra Bolzano e Sibari. Hanno invece viaggiato già durante la Fase 1 dell’emergenza sanitaria, i Frecciabianca che collegano Roma alla Calabria.

in riproduzione….

Le dotazioni igieniche

A bordo di Frecciarossa e Frecciargento è distribuito un safety kit gratuito (mascherina, gel igienizzante per mani, guanti in lattice e poggiatesta monouso), insieme a una lattina d’acqua per tutti i passeggeri. Inquadrando con lo smartphone il QR code posizionato sui tavolini, i passeggeri possono visualizzare le informazioni sulle attività e i processi di pulizia e sanificazione dei treni.
 



Source link

Coronavirus, riaprono i confini tra Estonia, Lettonia e Lituania: negli Stati Baltici la prima bolla Schengen nel dopo-pandemia


Mentre nella maggior parte dei Paesi europei, Italia in primis, restano forti limitazioni agli spostamenti e agli ingressi, da oggi i cittadini di Estonia, Lituania e Lettonia potranno muoversi liberamente tra le tre Repubbliche baltiche via mare, terra e aria. Si tratta di fatto della prima “bolla” dove è possibile varcare liberamente i confini nell’area Ue, normalmente, in attesa di prossimi corridoi che, al momento, escludono l’Italia.

Resta in vigore in tutti i tre Stati l’obbligo di quarantena di due settimane per i visitatori in arrivo da altri Paesi. In Estonia, Lituania e Lettonia. Mercoledì, nessuna delle tre nazioni ha registrato più di sette nuovi contagi. Tutte e tre insieme hanno registrato meno di 150 morti.


Coronavirus, riaprono i confini tra Estonia, Lettonia e Lituania: negli Stati Baltici la prima bolla Schengen nel dopo-pandemia

Riapertura stanotte tra Estonia (Ikla) e Lettonia

“Estonia, Lituania e Lettonia hanno creato una mini Schengen in Europa, un’area senza confini interni”, ha affermato il presidente lettone, Egils Levits, citato dai media locali. “Da oggi – ha aggiunto – tutti noi sei milioni di baltici siamo liberi di attraversare i confini tra i nostri Paesi. Questo è importante soprattutto per la Lettonia perché Lituania ed Estonia sono i nostri principali partner economici”.




Source link

Vacanze. Sorpresa dal cicloturismo: gli italiani in viaggio in bici saranno di più che nel 2019


Turismo in profondo rosso: un sostegno potrebbe arrivare dalla vacanza a due ruote, che per sua stessa vocazione è in molti casi “di prossimità”: Lo sostengono Isnart-Unioncamere e Legambiente, dell rapporto appena elaborato sulle tendenze e sull’economina del turismo a pedali per questo travagliato 2020.

Secondo il rapporto, nonostante tutto, i cicloturisti italiani nell’anno in corso potrebbero superare per numero quelli del 2019, totalizzando 25,9 milioni di pernottamenti nelle strutture italiane, contro i 20,5 dell’anno passato, con un saldo positivo del 26 per cento. Nel 2019 i turisti a pedali sono stati circa 55 milioni, pari al 61 per cento degli arrivi totali, e hanno speso complessivamente 4,7 per cento, pari al 5,6 per cento del totale, di cui 3 però generate dai flussi internazionali. La spesa media giornaliera procapite del cicloturista si attesta sul 75 euro. Purtroppo, i due terzi del movimento arrivava dall’estero, e su quel fronte le prospettive restano tutt’altro che rosee, però il probabile contributo dall’interno – che sembrava tutt’altro che scontato – fonda su due considerazioni: il fatto stesso che sino ad ora quasi nessuno è partito, e i 500 euro di contributo che gli italiani dovrebbero ottenere per l’acquisto di biciclette. Il tutto, tra l’altro, permetterà di recuperare quote in alcune aree poco frequentate del Belpaese, specie all’interno. Quello che lo studio prospetta, è un considerevole trend di brevi soggiorni autunnali – di 2-3 giorni – capace di alleviare criticità di numeri e di bilancio.

 Il cicloturismo può essere una componente importante per sostenere la ripresa del turismo e per fruire delle bellezze dei territori italiani all’insegna dell’Ambiente e della Sostenibilità: esprime i caratteri distintivi della Low Touch Economy – sicurezza, salute, distanziamento, corto raggio. Diventa un candidato d’eccellenza alle esigenze di “nuova normalità” per il superamento dell’emergenza coronavirus. I dati relativi al 2019 indicano che il movimento predilige il corto raggio: i cicloturisti – spiega il rapporto – tendono a muoversi nella stessa area di residenza o, al più, in quelle limitrofe; i turisti in bicicletta in Lombardia ed Emilia-Romagna prediligono destinazioni di prossimità, mentre veneti e toscani arrivano a spingersi a Sud raggiungendo Sicilia e Calabria. Per quanto riguarda i turisti internazionali, tedeschi ed austriaci si concentrano in Trentino, i francesi si distribuiscono più o meno equamente tra Lombardia, Trentino e Sardegna (che è il terzo mercato di riferimento anche dei britannici).

Il Trentino-Alto Adige è la regione che da sola intercetta la fetta più consistente (30% del totale) dell’intero flusso mentre le ciclovie più gettonate sono Trieste – Lignano Sabbiadoro -Venezia (43%), Ciclovia del Garda (43%), Ciclovia Tirrenica “Liguria-Toscana-Lazio” (29%), Ciclovia Adriatica (29%) e Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese (29%).

In Italia nel 2019 sono state vendute 1,7 milioni di biciclette (3 al minuto), e quasi 2 milioni di italiani la usano come mezzo di trasporto quotidiano. Cifre, queste, che sembrano destinate ad aumentare. L’utilizzo della bicicletta – continua il rapporto – consente di risparmiare l’emissione di 1,5 milioni di tonnellate di CO2 ogni anno, rappresenta una risposta ideale al bisogno di rigenerarsi dopo una fase di disagio. La bicicletta garantisce un naturale distanziamento fisico ed adattabilità e versatilità in contesti di qualsiasi tipo ed è particolarmente adatto ad un turismo di prossimità.

Secondo i tour operator specializzati in cicloturismo, il pacchetto medio corrisponde a 7 notti, per un valore di circa 900 euro, e può essere itinerante o a base fissa. Il peso del cicloturismo sulla domanda turistica complessiva dell’Italia è in media il 6%, mentre nelle regioni a più alta vocazione cicloturistica l’incidenza è notevolmente più marcata, del 15-20 per cento.

“Nell’attuale situazione di crisi determinata dall’emergenza Covid-19, occorre ricercare anche prospettive di opportunità – dichiara Roberto Di Vincenzo, presidente di Isnart -, e lo sviluppo del cicloturismo è sicuramente tra queste. È quindi importante introdurre incentivi alla smart mobility e agli acquisti di mezzi di mobilità alternativa”.

“Le cifre del rapporto – dichiara Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – dimostrano ancora una volta, se mai ce ne fosse stato bisogno, come il cicloturismo possa rappresentare una risposta utile alla crisi. È utile dal punto di vista sanitario, per le distanze e l’attività motoria, dal punto di vista ambientale, e all’economia. E infine è utile per fare rete sui territori”.



Source link

L’invenzione #WhenWetravelAgain; i viaggi dei sogni si raccontano in un tweet


Forse più dei viaggi in realtà virtuale o aumentata, più delle applicazioni o delle esperienze a distanza, pur sempre incredibilmente coinvolgenti, può la suggestione. Meglio: la nostalgia, gli obiettivi, la memoria. Anzi: i sogni. Per questo Pól Ó Conghaile, un editor di viaggi che lavora per il quotidiano Irish Independent, ha lanciato un’operazione su Twitter. Racchiusa in un hashtag di successo che, da solo, dice tutto: #WhenWeTravelAgain. Quando torneremo a viaggiare, o quando viaggeremo ancora. E che sta spopolando sul social dell’uccellino. Mentre metà dell’umanità è chiusa in casa per le misure più o meno stringenti legate al contenimento del coronavirus – a quasi quattro miliardi di persone è chiesto (e in certi casi ordinato) di rimanere nelle proprie abitazioni e limitare al massimo gli spostamenti, autorizzati solo per questioni essenziali – il reporter ha immaginato una specie di riflessione collettiva in digitale. Sulle mete che vorremmo visitare per prime, una volta recuperata la libertà. Sul significato intimo di “viaggiare”. Ma anche un modo per respirare, almeno per un attimo, dalla cascata di angoscianti notizie su Covid-19.
 
“Trovo molto difficile osservare la natura da uno schermo e sono sovraccarico, come tutti, dalla mole di notizie sul coronavirus” ha spiegato a Lonely Planet. “Così un giorno ho fatto una passeggiata per schiarirmi le idee e ho iniziato a pensare a dove vorrei andare quando tutto sarà finito. Mi ha fatto sentire bene, e così ho deciso di condividere l’idea”. Uno spunto semplice ma di successo. Basta scorrere i contenuti pubblicati su Twitter sotto quell’hashtag per godere di un incredibile giro del mondo non solo fra le destinazioni dei sogni delle persone, spesso meno esotiche di quanto si pensi, ma anche nelle loro menti e nei loro pensieri. C’è chi vorrebbe farsi una birra di fronte al selciato del gigante, un affioramento roccioso molto particolare in Irlanda del Nord, a pochi chilometri da Bushmills, composto da 40mila colonne basaltiche di origine vulcanica e intorno al quale ruotano storie e leggende. Oppure chi condivide vecchie foto di viaggio, dai bambini indiani agli avvolgenti tramonti dai rooftop di Hong Kong.
 


L'invenzione #WhenWetravelAgain; i viaggi dei sogni si raccontano in un tweet

Ciascuno posta la sua foto, spesso con una frase, un verso, un pensiero o una citazione che rafforzano e spiegano le ragioni di quella scelta, cercando di lenire la nostalgia per una dimensione evidentemente centrale per la nostra vita. Chi non smette di sognare le camminate nel Connemara, l’aspra e meravigliosa regione nella contea di Galway, in Irlanda, chi invita i viaggiatori (per ora solo social) in Puglia, a Martina Franca, e chi dice che vorrebbe tornare presto a Roma, Venezia, Bologna e Ravenna. Spazio ovviamente anche per contenuti più leggeri, come chi sogna – più prosaicamente – una paella in Andalucia o chi rimarrebbe soddisfatto semplicemente di farsi una bella nuotata vicino casa o nel suo posto segreto del cuore. Ancora, molti utenti pubblicano foto di animali selvatici dal Sudafrica, skyline di metropoli in giro per il mondo, tramonti dal deserto nei pressi di Dubai, suggestive immagini scattate nel corso di un volo aereo, i ponti di New York e mille altre sfumature del viaggio.
 
Tutto è iniziato quando Ó Conghaile ha postato il 30 marzo scorso, primo di questa lunga catena digitale, l’immagine di un surfer su una spiaggia deserta di Dunfanaghy, un piccolo centro della costa settentrionale del Donegal, meta turistica sull’Atlantico settentrionale. Dice di aver scelto questa immagine per il suo forte significato di libertà. Quella libertà che oggi ci manca ma che torneremo ad avere in futuro. La risposta al suo tweet e all’operazione è stata enorme e così, ogni giorno alle 8 di sera, il reporter sceglie la sua preferita del giorno e la rilancia. Continuando ad alimentare questa traversata collettiva fra ricordi e desideri, frustrazioni e ambizioni per i prossimi mesi.
 
“Sono state pubblicate centinaia di foto, dall’Opena House di Sydney ai caffè parigini o i fari della Wild Atlantic Way fino alle spiagge sabbiose dell’Algarve”, in Portogallo, spiega il giornalista. “Senz’altro è triste non poterli visitare oggi, ma ricordarli e osservarli è anche estremamente ispirante”. Cosa sta uscendo da questa seduta di condivisione sulla piattaforma statunitense? Secondo l’inventore dell’hashtag il tema forte è ovviamente la mancanza generalizzata del viaggio: “Il mondo si è ristretto in modo velocissimo – spiega ancora – anche se ci sono pure altri spunti. Il mare e gli oceani sono estremamente presenti, e credo dipenda dal fatto che la loro placidità sia un sollievo in questa fase. Non mancano grandi momenti come i safari ma anche quelli più piccoli, come le camminate nei pressi di casa. Non c’è un solo modo di viaggiare”.
 
Ancora poche settimane fa, per una manciata di euro, si poteva decollare per quasi qualsiasi posto in Europa. “Adesso è impossibile – chiude Ó Conghaile – e dobbiamo ritrovare il nostro equilibrio”. Per quanto lo riguarda, vorrebbe visitare i paesi sull’oceano indiano anche se intende prima completare la sua meta preferita: l’Irlanda. “Adesso siamo costretti a terra ma trovo ogni giorno nuove ispirazioni per viaggi futuri grazie alle fantastiche immagini condivise con #WhenWeTravelAgain”.






Source link

Enit: prenotazioni estive a picco, ma l’immagine Italia resiste



Il crollo che tutti ormai hanno inteso. Forse anche peggio. Ma c’è qualche piccolo segnale positivo, almeno nelle intenzioni di viaggio, nella passione per l’Italia, che dall’estero, rimane immutata. Certo, i turisti stranieri, che fino a ieri influivano sul ricavato del turismo italiano per il 40 per cento, non si vedranno per un bel po’. Ma dovremo resistere, e forse l’immutata fiducia del mercato può venire in aiuto.

Sono i segnali che traspaiono dal bollettino diramato oggi dall’Ufficio studi dell’Enit, che fotografa con i dati su pernottamenti e spesa le prospettive per questo imprevedibile 2020. Il primo trimestre è stato salvato da gennaio-febbraio ancora in crescita ma per l’estate le prenotazioni sono comunque in stallo. Si prevede un impatto sulla spesa turistica in entrata dall’estero che si traduce in un calo di quasi 20 miliardi di euro nel 2020 rispetto al livello del 2019. Per i pernottamenti internazionali complessivi si prevede un calo di 102 milioni nel 2020, rispetto al 2019. Gli hotel a 3 e 4 stelle hanno perso finora un fatturato di circa 2,5 miliardi.

L’Enit segnala anche un impatto sulla stagionalità: le località legate ai mesi di punta estivi saranno maggiormente colpite, così come coloro che acquisiscono una quota maggiore di visitatori da più mercati in outgoing stagionale (come i paesi a lungo raggio), perché i viaggi saranno più limitati da maggio a fine agosto. Quanto agli arrivi aeroportuali internazionali tra gennaio e marzo 2020, si evidenzia un calo generalizzato del -38,2% rispetto al primo trimestre del 2019, che vede in testa la diminuzione in Asia e Pacifico con il -48,7%, seguita al secondo posto dall’Europa col -36,4%, dall’Africa e Medio Oriente col -29% e dalle Americhe al -26,7%.  In Europa è l’area del Centro-Est europeo a subire il calo più profondo pari al -40,7%, seguita dall’Europa Occidentale col -39,7% e dal Sud Europa col -39,2% mentre l’Europa del Nord limita il danno al -33,9%.

Nonostante il momento di sofferenza del turismo italiano, il Bel Paese è nel cuore dei viaggiatori: “invocato” sui social con 162 milioni di interazioni sul travel italia nell’ultimo mese – riporta il bollettino Enit. Il “lifestyle italiano tornerà più forte di prima” scrive ancora l’Agenzia.

Le prenotazioni confermate fino al 12 aprile per l’estate 2020 vedono il turismo italiano “resistente” nonostante un calo del -57,5% dal persistere della pandemia. Seguono per variazione negativa Spagna (-56,7%), Gran Bretagna (-54,7%), Francia (-54%), Paesi Bassi (-52,8%), Portogallo (-50,7%). Tassi di decremento inferiori in Grecia (-47,7%), Russia (-42,6%) e Irlanda (-42,6%). Impatti maggiori si rilevano sui viaggi dai mercati a lungo raggio (dal -50% al -79%), seguiti dal medio raggio (paesi emergenti europei dal -44% al -70%) e dal trasporto a corto raggio (Europa occidentale dal -39% al -69%).



Source link

Nuotare in piscina sospesi nel vuoto. A Murcia la prima vasca da brivido d’Europa


Acqua salata e un chilometro di superficie. Tuffarsi nella laguna blu di San Alfonso del Mar, in Cile, è come fare un bagno al mare. Invece è una piscina. Grazie a design e tecnologia, oggi anche una nuotata può essere un’esperienza. Adrenalinica, se ci si trova al Golden Nugget di Las Vegas, dove ci s’immerge proprio accanto all’acquario degli squali. Vertiginosa, se ci si tuffa all’attico del Marina Bay Sands Hotel di Singapore, facendo le vasche a 150 metri d’altezza con l’idea di nuotare tra le nuvole. O profondamente rilassante, galleggiando nell’infinity pool del Begawan Giri Hotel, tra le foreste spirituali di Ubud, Bali.

Ma non è necessario attraversare oceani. Anche in Europa, tra qualche tempo, sarà possibile tuffarsi in una piscina da record: la vasca a sbalzo più grande del Vecchio Continente (e la seconda più grande del mondo). Sorgerà a Murcia, nell’area sud-est della Spagna, la nuova piscina: lunga ben 42 metri, sarà sospesa a trenta metri nel vuoto su ogni lato, e offrirà nuotate panoramiche spettacolari, con una vista da cartolina a 360 gradi sulla città.

Avveniristiche, panoramiche, uniche, grazie alla creatività e all’ingegno di artisti e designer, nel tempo le piscine sono diventate molto più di una vasca di acqua fresca in cui immergersi. E la piscina in cantiere a Murcia ne è la riprova. Progettata dallo studio spagnolo Clavel Arquitectos Asociados, si tratta ovviamente di una struttura dal design avveniristico, che offre un’esperienza estrema, a chi avrà il coraggio di tuffarsi.


Nuotare in piscina sospesi nel vuoto. A Murcia la prima vasca da brivido d'Europa

Clavel Arquitectos Asociados

La costruzione fa parte di un nuovo complesso di intrattenimento, che si chiama Odiseo, si ispira a un Partenone greco in versione futuristica e si estende su una superficie totale di 15.000 metri quadrati. All’interno dello spazio ci sarà un po’ di tutto, a partire da un grande casinò. E poi diversi ambienti dedicati al divertimento, alla musica e alla cultura, dal teatro alla discoteca, fino alla moderna sala concerti.

Per completare l’opera, Odiseo ospiterà anche un ristorante stellato, guidato dallo chef di Alicante Nazario Cano. Un progetto, insomma, costato la modica cifra di 30 milioni di euro, che punta ad attrarre più turisti a Murcia (secondo le stime, il nuovo polo dovrebbe attirare 300.000 visitatori solo nel primo anno), spingendo la cittadina spagnola a diventare anche un centro di movida.

Il pezzo forte di questa isola del divertimento è la piscina, che verrà costruita sul rooftop, all’interno di un vero bosco sopraelevato, un giardino lussureggiante con centinaia di piante e fiori, che offrirà ai visitatori un effetto scenografico unico.

Non c’è ancora una data d’apertura (prima dell’emergenza Covid l’inaugurazione della piscina doveva essere in tempo per l’estate). Ma una cosa è certa: una volta completata, la vasca che fluttua nel vuoto trasformerà ogni bracciata in un’esperienza memorabile. Vietata a chi soffre di vertigini però: lì su è come fare una nuotata tra le nuvole.



Source link

Alto Adige. Bocciato link sciistico con l’Austria. “Basta con i valichi, di questi tempi pensiamo alla natura”


No, quel valico con l’Austria non s’ha da fare. La Giunta provinciale di Bolzano ha bocciato oggi il progetto di un nuovo impianto sciistico che avrebbe dovuto collegare la vallata altoatesina di Melago con il ghiacciaio della Kaunertal, in territorio tirolese. In tempi di distanziamento sociale e di app che monitorano gli spostamenti un nuovo confine da tener d’occhio, seppur riservato a pochi sciatori, deve essere sembrata l’ultima delle priorità. Un’idea, semmai, capace di fa scoprire un’inaspettata, reciproca diffidenza ai cosiddetti versanti Nord e Sud del Tirolo, due entità che ai più mediterranei tra noi paiono perennemente unite a scagliarsi contro tutto quanto profumi di Belpaese.

Il progetto avrebbe dovuto integrare le aree sciistiche di Vallelunga, nel comune di Curon Venosta, un paese di poco più di duemila abitanti di cui molti conoscono – anche solo per fotografia – la chiesa per metà sommersa dal lago sommerso dalla creazione di un lago artificiale nell’ultimo dopoguerra Il tutto avrebbe poi permesso agli amanti della neve di varcare in confine italoaustriaco nei due sensi. Il tutto avrebbe garantito alla piccola località atesina l’annessione a un comprensorio che vanta fama e flussi di ospiti di una certa consistenza: un bel salto di categoria. Ora, dopo che se ne  parla da una trentina d’anni, con non poca vis polemica tra le fazioni di favorevoli e contrari, non se ne farà più nulla.

Nel comunicato della Provincia si legge che le valutazioni sugli aspetti socio-economici dell’intervento, espresse dagli esperti della commissione con il supporto scientifico della Libera Università di Bolzano non riconoscono una ricaduta socio-economica apprezzabile sull’intera regione dell’Alta Val Venosta (di cui la Vallelunga è un’alta propaggine laterale situata a Nord-Nord-est, n. d. r.). Un parere  – si legge – confermato nella sua completezza anche dall’Avvocatura della Provincia.


Alto Adige. Bocciato link sciistico con l'Austria. "Basta con i valichi, di questi tempi pensiamo alla natura"

Curon Venosta con il campanile che emerge dal lago

Nel riconoscere che sullo sviluppo economico di quell’area, che non è più dolomitica e soffre della sua posizione, stretta nella morsa tra le meraviglie dei Monti Pallidi e una vallata austriaca che già ha (aveva?) una certa dimestichezza con il turismo globale, l’assessora Maria Hochgruber Kuenzer, che ha firmato lo stop, sottolinea come “proprio la situazione attuale induce alla riflessione e mostra che la natura intatta può costituire una preziosa risorsa per lo sviluppo futuro”.

Insomma, uno stop all’ennesima possibile invasione futura della vacanza mordi e fuggi e al contempo un elogio alla riscoperta della natura e della lentezza, che si estrinseca nella bocciatura di un progetto che i gruppi ambientalisti locali osteggiano da sempre. Un piano che soltanto l’anno scorso non era troppo lontano dal ricevere semaforo verde. Ora, complice l’imprevedibile status da economia di guerra che ha ridefinito lo stesso concetto di bene comune, soccombe di fronte a problematiche, fino a ieri relegate al ruolo di impedimenta da rimuovere con il minimo sforzo possibile, oggi improvvisamente elette al rango di esigenze primarie.


Alto Adige. Bocciato link sciistico con l'Austria. "Basta con i valichi, di questi tempi pensiamo alla natura"

Il campanile sul lago ghiacciato d’inverno

L’intervento, chiesto dalla società gestrice degli impianti Oberländer Gletscherbahn, ha ricevuto parere negativo dal Comitato ambientale, che ha riconosciuto la val di Melago come un’area intatta dal punto di vista naturale. Situata a quota 1.900 metri, presenta zone originarie caratteristiche connotate da innumerevoli piccoli habitat dall’elevato grado di biodiversità. Tra le specie presenti ve ne sono alcune poste sotto tutela a livello internazionale. “Il territorio altoatesino si distingue per la varietà e l’unicità, soprattutto per quanto attiene i paesaggi naturali”, ha detto Hochgruber Kuenzer che sostiene: “Abbiamo il compito e la responsabilità di preservare questa varietà che è stata forgiata dai nostri antenati”.

Il viaggiatore in transito nell’area potrà comunque continuare a fare affidamento sul vicino Passo di Resia. Ma quella valletta laterale è salva. La più gretta delle ipotesi vede l’inversione di rotta come la matematica conseguenza dell’improvviso e impronosticabile ribaltamento del rapporto tra costi e benefici. La più nobile prospetta scenari da new deal nel rapporto tra economia e salvaguardia della persona, della comunità e della natura. In mezzo, una miriade di sfumature di grigio, tra cui non è reato intravedere le linee guida di possibili comportamenti futuri da adottare universalmente. L’auspicio è che un domani, che tutti auspichiamo senza pandemie e limitazioni di libertà individuali, non sia soltanto l’occasione per smarrire una volta per tutte quella consapevolezza dell’equilibrio tra uomo e ambiente, visto come bene inalienabile, che sembriamo avere almeno in parte ritrovato.



Source link

Turismo, la Pasqua dello shutdown. Città d’arte a Franceschini: “Sgravi fiscali e un fondo speciale per i comuni”


Sarà una Pasqua tourist-free. Un inedito, almeno dai tempi dell’ultimo conflitto mondiale o dell’immediato dopoguerra. Ma in un settore già allo stremo – e il peggio, purtroppo, deve ancora venire – c’è già chi prova a pensare al domani.

Città d’arte, appello a Franceschini:

Gli assessori delle principali città italiane hanno rivolto un appello al ministro Franceschini, firmato dai rispettivi assessori al turismo. Chiedono tutela alle imprese e ai lavoratori autonomi della filiera turistica, redazione di un piano comunicativo con Enit, detrazioni fiscali e interventi di sviluppo economico per incentivare la ripresa, costituzione di un fondo speciale per i Comuni. Lo si si legge in una nota del Campidoglio. “L’iniziativa – aggiunge – che coinvolge oltre a Roma Capitale le città di Ancona, Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Matera, Milano, Napoli, Palermo, Parma, Torino e Venezia, mira alla costituzione di un gruppo di lavoro con il Governo per rispondere alle esigenze dell’Industria del Turismo, duramente provata dalla crisi epidemiologica Covid-19”.

“È il momento del necessario confronto tra il Governo e le principali città turistiche italiane – afferma l’assessore a Sviluppo economico, Turismo e Lavoro di Roma Capitale Carlo Cafarotti – perché riportare il valore aggiunto perso dall’industria del turismo in questa crisi, è una sfida di buon governo che può essere vinta soltanto dal Sistema Paese nel suo insieme. Le imprese del settore hanno bisogno di sgravi fiscali, incentivi, comunicazione mirata, per resistere adesso e tornare operative a emergenza finita”

Utela alle imprese e ai lavoratori autonomi della filiera turistica – “in primo luogo – scrivono- chiediamo l’estensione della cig in deroga, passando da nove settimane a 12 mesi, ribadendo che è il settore sul quale gli effetti della crisi sono maggiormente impattanti e duraturi. Riteniamo inoltre che il governo debba prendersi a cuore anche la tutela immediata, sotto forma di sostegno emergenziale per almeno 12 mesi e sgravi fiscali, a favore delle professioni turistiche individuate dalla legislazione nazionale e regionale vigente (guide turistiche, accompagnatori, animatori turistici, bagnini, guide naturalistiche, cooperative, eccetera) e di tutte quelle professioni di carattere stagionale. Una attenzione massima riteniamo inoltre vada rivolta alle piccole imprese artigiane e a tutte le professioni specificatamente legate alle tipicità di un territorio che rendono eccezionale e unico il nostro paese ma che vivono anch’esse dell’indotto derivante dai flussi turistici. A queste categorie proponiamo di riconoscere sgravi fiscali e sostegno legato all’emergenza. Questa è una categoria di soggetti estremamente vulnerabile che va salvaguardata per proteggere tutta la filiera”. In sintesi, le azioni richieste dalle amministrazioni locali.

Rilancio del brand Italia e redazione di un piano di comunicazione di area vasta. “I comuni ritengono essenziale lavorare uniti a un piano di comunicazione unitario e organico dell’intero sistema Paese – si legge nell’appello -, che sicuramente si incentra sul ruolo primario di Enit. In prima battuta dovremmo puntare sul turismo di prossimità nazionale”, da spingere “anche solo come forma di sostegno solidaristica per il rilancio di un paese che nel momento del bisogno dimostra di saper fare sistema”.

Incentivi alla ripresa del settore attraverso detrazioni fiscali. Per sostenere, tutto questo, anche sotto il profilo dell’immagine, “un segnale importante di sostegno e rilancio dell’intera filiera turistica e nel contempo un messaggio positivo alla popolazione” potrebbe giungere dalla previsione “della detraibilità totale per i prossimi due anni delle spese sostenute, con accezione in senso esteso, per il turismo in Italia”.

Costituzione di un fondo speciale per i comuni. Se si vuole continuare a pensare al turismo come importante risorsa per i bilanci comunali, si legge nel documento, occorre individuare “le risorse di un fondo speciale ad hoc costituito a copertura del mancato incasso per l’anno in corso dell’imposta di soggiorno, da aggiungersi ed eventuali e specifici finanziamenti delle attività culturali già previste dai nostri comuni, e quale veicolo di rilancio per i nostri territori, sui quali dobbiamo continuare ad investire per sostenere i trasporti e la manutenzione delle città, e per un sostegno all’industria turistica locale oggi in grave crisi”.

Interventi di sviluppo economico e della qualità della filiera – “Nel turismo del futuro nel nostro Paese – prosegue la lettera –  anche in virtù dei minori flussi che è lecito attendersi, occorrerà lavorare per mettere al centro il tema della qualità del turismo e del suo valore aggiunto, intesa anche come qualità del lavoro di coloro che sono impegnati in questo settore”.

Per ottenere risultati occorrerà “un focus particolare nell’ambito delle prossime decisioni governative e un coordinamento con tutti i ministeri coinvolti circa gli investimenti pubblici” oltre a agevolazioni fiscali per i privati che investiranno su infrastrutture, tecnologia e proposte di viaggio che siano compatibili con il tema della sicurezza, argomento dominante da qui in avanti, il tutto in un’ottica di turismo davvero sostenibile”.

Essendo purtroppo probabile che alcune delle aziende oggi parte della filiera del turismo non siano più della partita in futuro, c’è poi un problema di garazia di supporto ” alla riconversione industriale per parte di loro”. Gli assessori hanno dunque richiesto al ministro Franceschini “la convocazione di una prima riunione e la costituzione di un gruppo di lavoro dedicato”.


Turismo, la Pasqua dello shutdown. Città d'arte a Franceschini: "Sgravi fiscali e un fondo speciale per i comuni"

Sicilia. “Notti exta a chi verrà”

Pernottamenti aggiuntivi in albergo a spese della regione per quei turisti che decidono di trascorrere le loro vacanze in sicilia. Questa una delle misure che l’assessore al turismo della regione siciliana, Manlio Messina, ha annunciato, questa mattina, nel corso del programma Centocitta, su Rai Radio 1, per andare incontro al settore gravemente colpito dalla crisi causata dal coronavirus. Il provvedimento sarà inserito nella finanziaria che il governo regionale sta definendo.

“Abbiamo deciso di mettere in campo liquidità – ha spiegato Messina -. Il turismo non ha bisogno di indebitarsi ulteriormente ma di risorse non a pioggia e distribuite con raziocinio. Stiamo studiando, ad esempio, la possibilità di avere due notti a condizione che se ne prenotino tre nello stesso albergo. In questo modo si darà la possibilità agli albergatori di ricevere la liquidità immediata delle risorse regionali. Le modalità – ha aggiunto – le decideremo insieme con le associazioni di categoria, appena verranno approvati bilancio e finanziaria”. Messina ha poi preannunciato “iniziative per tutta la filiera del turismo: alberghi ma anche agenzie di viaggi, tour operator e guide turistiche”.

Sardegna. “Isola sicura”, pensando al domani

In Sardegna, invece sta nascendo il progetto “Isola Sicura”. Lo promuove “Portale Sardegna”,  online travel agency (OTA) quotata su AIM Italia specializzata nel segmento dell’accoglienza turistica. L’iniziativa – che coinvolge diverse aziende della filiera, dai trasporti alle strutture ricettive – si basa sull’analisi di mercato effettuata dal Gruppo per “individuare i fattori critici che permettano all’intero panorama turistico di presentarsi pronto, coordinato e coeso per la gestione ottimale degli arrivi in Sardegna, riducendo al minimo le fonti di preoccupazione dei viaggiatori”.

Il sondaggio, lanciato sulla base utenti italiani di Portale Sardegna e Charming Sardinia, ha fatto emergere che solo il 7% degli intervistati prevede già da ora di non fare le vacanze estive. Il protocollo nasce per tutelare chi, invece, intende prenotare per l’isola e lo farà tramite una “strategia imprenditoriale coordinata affinchè, dopo la crisi, si adottino nuovi standard di servizio che consentano ai nostri ospiti di vivere serenamente una vacanza in Sardegna, mediante l’attivazione, già da subito, di una serie di best practice che anticipino, armonizzino e consolidino le eventuali e per giunta auspicate direttive nazionali”.
 
Le tematiche che verranno trattate nel corso dei vari tavoli di lavoro per la creazione del protocollo “Sardegna Isola Sicura” verteranno – viene spiegato in una nota del gruppo – sull’adozione di alcuni criteri in grado di ridurre la probabilità di contagi. Queste tematiche sono state delineate in via generale nel corso di questo primo incontro e verranno meglio configurate dai diversi operatori turistici attivi in Sardegna nei successivi tavoli di lavoro, prevedendo, grazie al contributo di tutti, misure specifiche ad hoc per le strutture ricettive, gli aeroporti e le ditte di trasporto. Il tavolo di lavoro coordinato dal Gruppo Portale Sardegna prevede la collaborazione e il contributo delle realtà imprenditoriali di spicco dell’intera filiera del turismo sardo: Aeroporto di Olbia, Gruppo ITI Marina,  Arbatax  Park Resort, ITI Colonna, Club Esse, Bovìs Hotels, THotel, Forte Village, Chia Laguna – IHC, Hotel Costa dei Fiori,  Abi D’Oru Hotel & SPA, Pullman Timi Ama Sardegna, CPH  Pevero Hotel, Italianway, Escursì e Associazione Extra.


Turismo, la Pasqua dello shutdown. Città d'arte a Franceschini: "Sgravi fiscali e un fondo speciale per i comuni"

Federalberghi. Noi ci siamo, per chi ha bisogno
Una Pasqua diversa, rimarca Federalberghi, ma noi ci siamo. “In occasione delle festività abbiamo sempre diffuso i dati del movimento turistico degli italiani. Dati solitamente confortanti, a volte sorprendenti, perché indicatori di un trend in continua crescita, magari anche a dispetto di una difficile congiuntura economica. Basti pensare che solo lo scorso anno sono stati oltre 21 milioni i concittadini in viaggio per la Pasqua, registrando un giro di affari complessivo di circa 8 miliardi di euro. Oggi invece, a causa delle conseguenze disastrose che la pandemia da coronavirus ha provocato al nostro comparto, possiamo solo rilevare che non avremo nessun movimento né potremo comunicare il conseguente giro d’affari di tutta la filiera turistica, così essenziale per il benessere del Paese”.

E’ il commento lucido e amaro di Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, sulla situazione del Paese in riferimento all’inevitabile privazione della vacanza primaverile. “Tuttavia – prosegue Bocca – la voce accoglienza resiste nel settore ricettivo. Sono moltissimi gli albergatori che nelle regioni italiane hanno messo a disposizione le proprie strutture in questa drammatica circostanza. Non vi è stato bisogno di requisire gli alberghi, alla chiamata del Governo eravamo già pronti. Come del resto è già successo in passato in occasione del terremoto, la Federalberghi non ha mai fatto mancare il suo sostegno nei momenti di maggior emergenza per il Paese”.

“Desideriamo oggi rivolgere il nostro augurio di Buona Pasqua ad un’Italia, sì, in sofferenza, ma con una grande forza e voglia di ripartire” aggiunge Bocca. “Su tutto il territorio, oggi ferve un cordone umanitario da parte della nostra federazione, che opera in sintonia con tante altre risorse della comunità civile per dare ricovero ai malati lievi costretti alla quarantena, ai medici ed agli infermieri che si trovano a dover operare nei vari presidi ospedalieri” spiega. “Ho sempre sostenuto – conclude Bocca – che il nostro Paese dia il meglio di sé nei momenti più difficili. Abbiamo saputo, tutti, essere uniti nel contenimento del male. Pensiamo a che potenziale avremmo restando uniti per il bene e per la nostra ripresa”.



Source link

Provenza. Ecco il più grande museo Picasso del mondo. Sorgerà ad Aix, in un ex convento


Da Paul Cezanne a Pablo Picasso. Nel 2021  Aix-en-Provence, la città nel sud della Francia dove nacque Paul Cezanne, inaugurerà quello che si annuncia essere il più grande museo  al mondo dedicato a Pablo Picasso. L’ambizioso progetto porta la firma di  Catherine Hutin-Blay, figlia di Jacqueline Roque, ultima moglie del pittore spagnolo e musa ispiratrice fino alla sua morte. Nel nuovo museo sarà possibile ammirare un migliaio di pitture e sculture, per lo più sconosciute e risalenti all’ultimo periodo dell’artista,  provenienti dalla ricca collezione privata di Catherine Hutin. 


Provenza. Ecco il più grande museo Picasso del mondo. Sorgerà ad Aix, in un ex convento

Interno con ragazza che dipinge, 1956

Lo spazio espositivo, intitolato a Picasso e a Jacqueline Roque, sarà ospitato dall’antico ex Convento dei Predicatori,  venduto a prezzo di favore dal comune e ristrutturato al fine di ospitare,  su tre livelli con millecinquecento metri quadri, la collezione permanente di opere di Picasso, un centro documentazione con auditorium, un atelier di ceramica e incisioni, una biblioteca, uno spazio per mostre temporanee e una caffetteria con ristorante. Non si sa ancora nulla di preciso sulle opere che verranno collocate nell’ex convento, se non che provengono dal fondo di famiglia ereditato da Catherine, che ammonta a circa duemila pezzi, fra dipinti, disegni, ceramiche, sculture e fotografie.
La maggior parte di questi non sono mai stati esposti al pubblico prima d’ora e coprono l’arco temporale che va dagli anni Cinquanta alla morte dell’artista, avvenuta nel 1973. Il progetto prevede di portare al museo circa mezzo milione di visitatori l’anno, contribuendo così allo sviluppo del turismo culturale nella regione. Il nuovo spazio espositivo si trova a soli 15 chilometri dal Castello di Vauvenargues, il cui giardino accoglie, dal 10 aprile dell’anno in cui scomparve, le spoglie di Pablo Picasso, entrato a far parte dell’itinerario turistico in Provenza dedicato ai grandi artisti che qui hanno vissuto.


Provenza. Ecco il più grande museo Picasso del mondo. Sorgerà ad Aix, in un ex convento

Il castello di Vauvenargues, dove è seppellito l’artista, poco lontano dal futuro museo

Un itinerario che non può  ovviamente ignorare i luoghi cezanniani di Aix-en-Provence, quali l’Atelier Cezanne, il piccolo studio dell’artista con gli oggetti che gli erano cari, i modelli delle ultime nature morte, i suoi mobili e i  materiali di lavoro; la Bastide du Jas de Bouffan, dimora familiare del pittore, teatro delle sue prime opere e  atelier creativo; le cave di pietra di Bibemus, dove Cezanne gettò le basi del cubismo e creò veri e propri capolavori, come “Le rocher rouge”. Da visitare anche il Museo Granet nell’antico palazzo di Malta, un tra i più belli di Francia, con opere  di Rembrandt, Ingres, Cézanne e Giacometti. Appuntamento quindi alla primavera 2021, sempre che l’attuale epidemia di coronavirus non causi un slittamento dei tempi di ristrutturazione dell’antico edificio trecentesco che ospiterà il museo.

Anche in questo momento di emergenza, Repubblica è al servizio dei suoi lettori.
Per capire il mondo che cambia con notizie verificate, inchieste, dati aggiornati, senza mai nascondere niente ai cittadini

Carlo Verdelli
ABBONATI A REPUBBLICA




Source link