Turismo, il lamento di Confcommercio. “Nessuna ripresa a Carnevale o Pasqua”, forse a giugno


 “La ripartenza del turismo ? Al momento non la vediamo proprio. La prospettiva della prima vacanza degli italiani è a fine maggio, giugno”. Alberto Corti, responsabile del settore turismo di Confcommercio, delinea così le prospettive del compartimentio. Le rilevazioni mensili Confturismo-Swg infatti indicano quel periodo come la prima finestra per una vacanza degli italiani. “Il 28% degli intervistati dice che farà una vacanza media tra i 3 e i 7 giorni tra giugno e luglio ed una, di durata più lunga, oltre i 7 giorni, tra luglio e agosto” sostiene Corti. Quindi una vacanza a Pasqua, al momento, “sembra totalmente saltata”.

E anche per il Carnevale, a metà febbraio “uno short break di uno o due pernottamenti non ci sarà” per gli italiani visto che non si effettuano i grandi eventi come a Venezia, Viareggio, Putignano. E per la montagna? “la stagione ormai è andata” afferma con realismo Corti. Tuttavia, nonostante tutto, “la voglia di partire non si è affievolita”.

Quanto alla vision sulle destinazioni a sorpresa è ampia. “Se 80% indica mete nazionali c’è un 20% che dichiara di non aver paura di andare all’estero, in un luogo europeo questa estate con Grecia, Spagna e Francia ai primi posti e addirittura, qualcuno guarda a un medio raggio nel Mar Rosso o a un lungo raggio negli States o in area Caraibica”.

Firenze, la recente riapertura degli Uffizi (afp)

Corridoi per vaccinati: ancora un sogno

In prospettiva – “servono i corridoi o comunque modalità di accesso libero ai trasporti o alla fruizione di una vacanza per un viaggiatore vaccinato – dice Cort. Tuttavia, “manca al momento lo strumento per certificare la vaccinazione sia a livello nazionale che internazionale, ovvero un meccanismo riconoscibile ovunque si vada” precisa.

“Oltre a questo va tenuta in conto un’altra questione: in quali condizioni il sistema dei trasporti e della filiera del turismo sarà arrivato alla prossima estate quando ci sarà un po’ di ripresa. Se arriveranno affaticati e indeboliti – sostiene – un turista francese o norvegese che abbia voglia di venire Italia può darsi che non trovando l’aereo o se lo trova il biglietto costasse tre volte tanto (perché i posti sono ridotti) è probabile che riduca il suo raggio di azione di spostamento. E anche le attività della ristorazione, gli accompagnatori turistici, quanti di questi saranno ancora operativi?”

Green e digitale, ma per rilancio attenzione è scarsa

 Le proposte per il turismo in un’ottica di rilancio non possono che essere formulate nel Piano di ripartenza del Recovery, ma ad oggi lo spazio dove dovranno essere incardinati i progetti per il turismo, come sistema economico, è “estremamente limitato”.  Il responsabile del turismo di Confcommercio ne è convinto “Su un documento di 160 pagine, dove si parla di turismo puro (riqualificazione delle strutture, aumento delle competenze e processi di digitalizzazione) faccio fatica a leggere mezza pagina e questo mi preoccupa molto al di là delle risorse” sostiene. “Abbiamo chiesto un processo di conversione green delle attività, con lo strumento del superbonus per l’efficientamento energetico perché non è esteso alle attività del turismo né alle imprese. – precisa Corti – La riqualificazione dovrebbe riguardare anche le competenze ad esempio delle guide turistiche che, ad esempio dovranno aggiornarsi per raggiungere il turista post covid e andrebbe avviato una sinergia con gli istituti di formazione”.

Infine, per Corti “bisogna mettere in connessione i diversi cluster dell’offerta italiana, ad esempio quello delle coste con quello delle città d’arte che insieme fanno il 60% delle presenze turistiche, ad oggi non si parlano se ci si riuscisse si farebbe Bingo”.



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Dal relax di lusso alle fughe in solitaria, i cinque trend di viaggio 2021


I piani di viaggio per il 2020 sono usciti sconvolti dalla pandemia da Sars-CoV-2, se non del tutto azzerati tranne rare eccezioni estive. Nel 2021 riprenderemo a viaggiare anche se oltre alla destinazione e al labirinto di regole e restrizioni in cui dovremo muoverci mano a mano che le campagne vaccinali riporteranno la situazione sanitaria sotto controllo restituendoci un po’ di libertà personale, la tipologia di viaggio diventerà più importante che mai. Per garantirci sicurezza, serenità e appunto possibilità di riprendere a vedere il mondo. Una nuova ricerca condotta da Booking.com, principale piattaforma di viaggi con 29 milioni di strutture totali, svela cinque tipi di viaggio che potrebbero disegnare gli equilibri del settore nell’anno appena cominciato. Per un’avventura (o perché no, proprio cinque) che risponda alle nostre nuove preferenze e necessità in fase di uscita dalla pandemia e anche alle nostre aspettative.

Si comincia con i viaggi in solitaria, che secondo la piattaforma vedranno molto probabilmente un forte aumento: la voglia di partire sarà tale da spingere anche i più scettici e incerti a scegliere un’avventura senza compagni di viaggio nel 2021, per cercare di stare ancora più al sicuro e limitare i rischi, a eccezione ovviamente dei conviventi. I dati di Booking.com prima della pandemia mostravano infatti che solo il 17% dei viaggiatori era interessato ad avventure in solitaria, contro l’attuale 30% pronto a organizzare un viaggio di questo tipo in futuro. Insomma, l’importante è partire. Fra l’altro, il 42% dei viaggiatori è certo di voler recuperare il tempo perso nel 2020. Il viaggio in solitaria sembra una delle scelte più pratiche e semplici.

Lo stop improvviso e inaspettato a gran parte dei movimenti ha reso la sola possibilità di spostarsi davvero un lusso: infatti il 61% delle persone ha dichiarato che non darà più scontata la libertà di muoversi in futuro. Una lezione quasi filosofica. La ricerca di Booking.com sottolinea quindi come l’intenzione a tornare a viaggiare sia molto forte ma solo il 13% stia effettivamente organizzando un soggiorno di lusso (per esempio in villa o hotel a 5 stelle), mentre la maggior parte degli intervistati (51%) sta pensando agli ultimi dettagli di un viaggio all’insegna del relax, considerato come il vero sfizio da concedersi nel 2021. Insomma, la priorità è la decompressione e se di lusso anche meglio.

Lo scorso anno, e ancora in questa fase, molti sono stati per lunghi periodi lontano da amici e famigliari, per ragioni di distanza geografica oltre che di sicurezza. Secondo il 61% degli intervistati, una buona parte dei viaggi futuri sarà dedicata proprio a riallacciare rapporti e relazioni che per troppo tempo sono rimaste mediate dai dispositivi digitali e si sono così impoverite, per ritrovare i propri affetti. Anche in questo caso, recuperando il tempo perduto. Infatti il 36% ha dichiarato che, durante questo periodo di allontanamento forzato, proprio parlare con amici e famigliari di possibili viaggi futuri è stato di grande ispirazione per partire di nuovo. E per confortarsi nei lunghi periodi di lockdown, totali o parziali.

Le fughe nel fine settimana, in un periodo di forti incertezze come quello che stiamo vivendo fra divieti che cambiano di frequente, rimarranno il sistema più gettonato. Obiettivo: evitare altre delusioni e scottature, oltre che perdite di denaro. Oltre metà degli intervistati (53%) è infatti decisa a prendersi nel 2021 più pause brevi rispetto al 2019 e un ulteriore 28% ha inoltre indicato il weekend come il momento giusto per un viaggio dopo l’allentamento delle restrizioni, per evadere dalla realtà anche solo per un paio di giorni. Anche solo nella regione limitrofa (ma, almeno per il momento, non prima dell’inizio di marzo).

Infine, se il desiderio di viaggiare non si è spento e anzi è più vivace che mai (basta farsi un giro sui social per ritrovare post e condivisioni di viaggi e vacanze passate) è anche vero che si pensa sempre meno a partire per mete all’estero (53%), perfino con l’allentarsi delle restrizioni. Bisognerà infatti capire con precisione le regole, i tamponi, i vaccini, gli eventuali “passaporti sanitari” di cui abbiamo parlato poco tempo fa, approfondendone ogni aspetto. Spostarsi nel proprio paese o territorio per riscoprire le sue tradizioni (soprattutto culinarie) è un trend in forte crescita, come lo è stato nei pochi mesi di (relativa e in parte ingannevole) pace estiva. Forchetta e coltello alla mano, il 36% dei viaggiatori è pronto a tuffarsi in esperienze gourmet a base di prodotti locali e il 38% si ripropone di investire in cene fuori il denaro risparmiato restando all’interno dei confini.



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Regioni alpine al Governo: “Certezze su riapertura impianti e ristori: l’economia delle valli è in ginocchio”



 “Più tempo passa, più la data di apertura del 7 gennaio scritta nel dpcm si trasforma in una colossale presa in giro. La montagna ha bisogno di tempi adeguati per potersi organizzare, non si può pensare di continuare a illudere imprese e lavoratori quando lo stesso cts e diversi esponenti politici hanno già ribadito più volte la volontà di non aprire gli impianti il 7 gennaio. Per questo motivo chiediamo con forza al governo Conte una data di apertura certa: il ministro al Turismo Dario Franceschini dia un segnale di attenzione nei confronti della montagna e del turismo invernale, l’economia di molte valli è in ginocchio”.

Così affermano, in una nota congiunta, Martina Cambiaghi, assessore allo Sport della regione Lombardia, Sergio Bini, assessore al Turismo della regione autonoma Friuli Venezia Giulia; Federico Caner, assessore al Turismo della regione Veneto; Fabrizio Ricca, assessore allo Sport della regione Piemonte; Luigi Giovanni Bertschy, vicepresidente della regione autonoma Valle d’Aosta; Daniel Alfreider, vicepresidente della provincia autonoma di Bolzano e Roberto Failoni, assessore al turismo della provincia autonoma di Trento.

A più di un mese dall’approvazione delle linee guida per l’apertura degli impianti sciistici in conferenza delle regioni e delle province autonome, e con la neve mai tanto copiosa nelle ultime stagioni ad aggravare il senso di beffa, i rappresentanti delle regioni alpine prendono atto della pubblicazione delle osservazioni del comitato tecnico scientifico, “tra le quali si richiede una differenziazione delle regole della capienza tra zone gialle e arancioni. Ora, grazie a questi suggerimenti di modifica del cts e non di certo una bocciatura come molti quotidiani hanno voluto far intendere – si legge nel testo – si potrà arrivare all’approvazione definitiva del documento”. Dopodichè, “come regioni e province autonome siamo già al lavoro per portare in approvazione al più presto il protocollo rivisto”, affermano gli amministratori locali, “auspicando, almeno questa volta, un velocissimo responso da parte del cts. A quel punto- aggiungono- si saprà come aprire, ma non è sufficiente, serve anche una data di apertura”.

I rappresentanti regionali fanno sapere di aver chiesto allo stato che i ristori per tutte le imprese colpite dalle limitazioni “siano adeguati e calcolati in percentuale sul fatturato dello stesso periodo dell’anno scorso, di certo non ancora su aprile”, ma “anche qui- rimarcano- nessuna risposta”.

Insomma, “in questo momento drammatico e di assoluta incertezza- chiosano i rappresentanti dei territori alpini- il mondo della montagna, con i suoi lavoratori e le sue imprese, chiedono attenzione e certezze”.

(Nim/ dire)



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Sri Lanka, primo volo internazionale dopo nove mesi. L’isola riapre al turismo


Lo Sri Lanka ha riaperto le frontiere ai turisti dopo più di nove mesi. La nazione insulare dell’Oceano Indiano ha chiuso i confini a marzo, durante la prima ondata di coronavirus. Le autorità avevano inoltre chiuso i due principali aeroporti internazionali.

(ansa)

Il governo afferma che è in fase di attuazione un programma pilota per attirare i turisti. I primi, 186, sono arrivati lunedì con un volo speciale dall’Ucraina e dovrebbero rimanere nell’isola dell’Oceano Indiano per 10 giorni. Nell’ambito del programma pilota, che durerà fino al 24 gennaio, si prevede che in Sri Lanka arriveranno 2.580 turisti, principalmente dalla Russia e dagli altri Paesi della Comunità degli Stati Indipendenti. Il Covid-19 ha inferto un duro colpo al turismo, un settore economico vitale per lo Sri Lanka, che rappresenta circa il 5% del suo Pil e impiega 250.000 persone direttamente e fino a 2 milioni indirettamente.

 

In precedenza, il governo aveva annunciato che il paese avrebbe riaperto ai turisti il 1 agosto, ma la data è stata posticipata dopo l’emergere di nuovi casi di Covid-19. Lo Sri Lanka ha confermato 41.602 contagi, di cui 194 decessi.
 



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Franceschini: 11 miliardi per turismo e cultura nel 2020



Oltre 11 miliardi di euro. E’ il valore delle misure varate dal ministero di beni culturali e turismo per contrastare gli effetti ella pandemia nei settori del turismo e della cultura. Lo sottolinea il ministro Franceschini che oggi pubblica  sul sito del Mibact un dettagliato consuntivo degli interventi predisposti nel 2020.

“Un impegno – dice – che ha interessato tutti i settori di competenza partendo dalle categorie più colpite, per non lasciare fuori nessuno”.

Il documento, riassunto in una serie di slide pubblicate online sul sito del ministero, ripercorre per ogni settore e nel dettaglio tutte le misure prese, per gli istituti, le imprese, i lavoratori, dal turismo al cinema, dai musei ai siti archeologici, dall’editoria alla musica, la tutela del patrimonio, le fiere, i congressi, la promozione del sistema paese. “Agli oltre sessanta provvedimenti del Mibact dal valore di 11 miliardi di euro – fa notare il ministro – si sommano le misure di carattere generale: dalla cassa integrazione ordinaria e speciale ai fondi integrativi salariali, dai contributi a fondo perduto corrisposti dall’Agenzia delle entrate in base ai codici Ateco settoriali, ai Tax credit speciali per le spese COVID, fino alle misure del Dl liquidità a supporto e garanzia delle imprese. Un’attività che ha impegnato notevoli risorse umane e finanziarie e che proseguirà fino a quando questi due settori strategici non avranno superato la crisi”.

Confturismo: Covid è costato 100 miliardi 

“Da marzo a dicembre mancheranno all’appello 78 milioni di arrivi e 240 milioni di presenze tra italiani in vacanza Italia e stranieri. Ma a questi bisogna sommare anche tutta la parte dell’outgoing perché registriamo anche 36 milioni in meno di italiani che non andati all’estero (e avrebbero comunque lasciato un pizzico della loro spesa in Italia) Possiamo dire che questa crisi del Covid per il sistema turismo e per i più immediati settori collegati costa 100 miliardi di valore della produzione in meno (nel 2019 valeva 190 miliardi)”. Questo il bilancio di Alberto Corti, responsabile Confturismo Confcommercio, sulle conseguenze – finora – della pandemia sul settore del turismo e sull’indotto.

“Mai come quest’anno – spiega il responsabile del settore turismo di Confcommercio – abbiamo scoperto che collegati al 100% con il turismo ci sono elementi che non avevamo mai pensato: dagli agenti di commercio che fanno i promoter di servizi di tour operator, compagnie aree e ferroviarie alle scuole di lingua italiana per stranieri in Italia, dagli allestitori, dai fioristi alle lavanderie industriali”. Infine Confturismo sottolinea come sia necessari ulteriori e consistenti aiuti visto che la situazione non migliorerà affatto nei prossimi mesi: “Non è che dal 1 gennaio ci sveglieremo così diversi – dice Corti – e dobbiamo essere coscienti del fatto che abbiamo davanti almeno 6 mesi fortemente in linea con la crisi terribile del 2020”.

Istat: in estate dimezzate le presenze

Nel periodo estivo luglio-settembre 2020 le presenze dei clienti negli esercizi ricettivi sono complessivamente il 63,9% di quelle dell’anno precedente. Il calo è dovuto soprattutto alle presenze dei clienti stranieri, sono soltanto il 39,7% rispetto allo stesso trimestre del 2019; per i clienti italiani sono l’86,2%.

Nei primi tre trimestri del 2020 diminuiscono drasticamente i viaggi svolti per motivi di lavoro dai residenti nel nostro paese (-59%) e, in misura minore ma comunque ampia, quelli per vacanze (-23%). Lo rileva l’Istat.



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Gianni Rodari un secolo dopo: dal Cervino all’Abruzzo un itinerario (virtuale e reale) per scoprire i suoi luoghi


Viaggiare per l’Italia in compagnia dei racconti di Gianni Rodari. Un modo bellissimo per festeggiare  il centenario della nascita dello scrittore e per incontrare le grandi città, i piccoli paesi, le alte montagne, i laghi e i fiumi che danno vita alla nostra geografia. In attesa che si possa riprendere a viaggiare prepariamoci a un piacevole tour  virtuale navigando, magari in compagnia dei bambini, attraverso le tante mete presenti sulla  mappa interattiva dedicata ad alcuni dei luoghi che popolano molte delle storie di Rodari. Non tutti ovviamente, perché sono quasi mille! Si parte dal Monte Rosa che in una filastrocca dello scrittore piemontese diventa un gelato dove  “ la panna è la neve del Cervino, la fragola, tra burroni di cioccolato, è il Monte Rosa”. 

Il Vesuvio dall’alto 

Si passa quindi da Santhià dove “ per colpa di un accento un tale pensava di essere alla meta ed era appena alla metà” e si sbuca sul mare Ligure, a Bordighera la città dove è stato segnalato Eliso, il motociclista innamorato  “ travestito da pensionato delle Ferrovie”. Entrando il Lombardia eccoci a Milano dove “ una volta il semaforo che sta in piazza Duomo fece una stranezza. Tutte le sue luci, ad un tratto, si tinsero di blu, e la gente non sapeva più come regolarsi. – Attraversiamo o non attraversiamo? Stiamo o non stiamo? Da tutti i suoi occhi, in tutte le direzioni, il semaforo diffondeva l’insolito segnale blu, di un blu che così blu il cielo di Milano non era stato mai”. Entrando in Veneto si scopre la sconosciuta Sambruson, non lontano da Venezia, con le sue ville storiche e quel “ pastore di Sambruson che insegnava alle capre a suonare il trombon”.  Sfiorando il confine austriaco ecco il Brennero nelle cui vicinanze fu scoperta  “l ‘Acca, mentre tentava di entrare clandestinamente in Austria, perché non aveva passaporto. Ma dovettero pregarla in ginocchio: Resti con noi, non ci faccia questo torto! Senza di lei, non riusciremmo a pronunciare bene nemmeno il nome di Dante Alighieri”.  Meglio evitare Udine perché qui “ il primo che si sveglia farà la penitenza: andrà su una gamba sola da Udine a Potenza”.

 

Prendendo la strada del sud eccoci a Bologna dove  però non si può ammirare quel “  palazzo di gelato proprio sulla Piazza Maggiore” tanto amato da quei “ bambini che venivano di lontano a dargli una leccatina”.  Pisa accoglie i viaggiatori sulle orme di Rodari con la celebre Torre Pendente che a chi gli chiede “ allora, caschi?” risponde insolente “  ma casca un po’ tu!”. A Macerata si ammira lo Sferisterio e si cerca quel “ tale di Macerata, che insegnava ai coccodrilli a mangiare la marmellata” e a Perugia si incontra il professor Guidoberto  che “parla e scrive correntemente in duecentoquattordici lingue e dialetti della Terra, imparati, si sa, soltanto nei momenti di ozio” ma che in trent’anni non è ancora riuscito “ a imparare l’etrusco”. Come non passare dalla capitale dove “ se ci fosse una Roma di gelato; il Campidoglio al pistacchio, il Pantheon al limone, il Colosseo al cioccolato… Se ci fosse una Roma per giocare: il Cupolone per andarci in giostra, gli obelischi per farci l’altalena, per fare a guardie e ladri piazza Navona e piazza di Siena”.

Monte Rosa 

A Scanno, in Abruzzo, si va  per incontrare quel “tale di Voghera o di Scanno che voleva fare ai gatti gli auguri di Capodanno” mentre da Napoli si ammira il Vesuvio che “una volta fumava. Gli veniva la tosse”. Ancora più a sud c’è Potenza dove  fa freddo tanto che qui “ è gelata la coda di un asino”, non come la tiepida Puglia bagnata da quel mare Adriatico da “guardare gratis da Brindisi e da Porto Corsini” per poi chiedersi “ dove li mette i bastimenti, i delfini?” In fondo alla penisola si incontra Reggio Calabria dove “ anche i treni vanno in battello”, per poi proseguire  questo  fantastico vagabondaggio in Sicilia, a Palermo, per incontrare quel pescatore “ che una volta trovò nella rete, insieme ai pesci, una piccola sirena”. Il viaggio termina in Sardegna, a Bortigali ai piedi del monte Santu Padre,  dove “ cominciò la storia del Matto con gli Stivali”. 



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Dieci progetti per la cultura e il piano Valore Italia: il “sì” ai due piani per rilanciare il turismo di qualità


Uno stanziamento di 25 millioni destinto ad altri 10 progetti con altrettanti beni culturali destinatari in 9 regioni italiane, che si aggiungono agli 11 proposti in estate. E la nascita del brand Valore Paese Italia, sotto il quale le istituzioni interessate avvieranno un a rete sugli immobili pubblici, per accrescere l’offerta turistico-culturale del Paese tramite l’ideazione e la realizzazione di circuiti nazionali che possano anche avvalersi di nuovi modelli gestionali e nuove forme di partenariato pubblico-privato, individuando anche strumenti di affidamento e valorizzazione innovativi.programma di iniziative comune.

Solo queste le due azioni presentate in queste ore dal ministro del Turismo Dario Franceschini, nel quadro di quel rilancio del turismo – di qualità – di cui si è fatto promotore sin dalle prime settimane della grande crisi 2020

Il piano Grandi Progetti Beni culturali
Il Piano Strategico “Grandi Progetti Beni Culturali”, che ha ricevuto oggi il parere favorevole della conferenza unificata Stato-Regioni dopo il passaggio in Consiglio Superiore dei beni Culturali, vale appunto 25 milioni, che, sommate ai 103.630.501 euro già stanziati ad agosto per altri 11 progetti, il valore complessivo del nuovo Piano Strategico arriva a 128.630.501 euro.

“Dieci nuovi interventi – dichiara il Ministro per i beni e le attività culturali Dario Franceschini – che coprono un’area geografica più ampia e diffusa, comprendendo nuove realtà strategiche e contribuendo al recupero di realtà straordinarie del patrimonio culturale nazionale. Si tratta di progetti e cantieri che interessano l’intero territorio nazionale e che, ad eccezione dell’intervento romano, sono localizzati in modo prevalente nei piccoli e medi comuni prediligendo quel patrimonio diffuso che è la vera ricchezza del nostro Paese”.

I progetti approvati riguardano: Il finanziamento, pari a 8 milioni di euro, permette l’acquisizione al patrimonio dello Stato a titolo di prelazione della villa nell’isola della Gallinara, Albenga (SV) e apre futuri scenari per una più ampia fruibilità di questa località, in un più vasto progetto di valorizzazione che coinvolge il Museo archeologico navale di Albenga e l’importante area archeologica subacquea. La villa diverrà un primo centro di documentazione e ricerca sulle valenze naturalistiche e sul patrimonio archeologico e architettonico dell’isola, oltre che spazio aperto al pubblico. Risorse per 1,5 milioni di euro permetteranno di recuperare, riqualificare e valorizzare il Teatro romano di Ferentino (FR), rafforzando così un centro che non ricade in un’area di grandi e consolidati flussi turistici e culturali. L’intervento passa per il restauro e la tutela di una rilevante testimonianza archeologica di epoca imperiale traianea e adrianea, capaci di restituire alla popolazione un concreto spazio pubblico da destinare a attività culturali e spettacoli dal vivo.

Il ministro Franceschini (ansa)

Campo Trincerato di Roma. on un finanziamento di 2,5 milioni di euro, il Piano include una nuova tipologia di luoghi della cultura per moltiplicare e diversificare l’offerta territoriale. La riqualificazione del Forte Aurelia, ubicato all’interno della Caserma “Cefalonia Corfù” della Guardia di Finanza nella Riserva Naturale Regionale “Valle dei Casali” a Roma, è presentato come um pioneristico esempio di apertura alla cittadinanza di uno spazio di originale rilievo storico e paesaggistico, sinora destinato a esclusivo accesso di Forze Armate e di Forza Pubblica. Si tratta di uno spazio unico nel contesto del sistema romano dei 15 forti e 4 batterie che componevano il campo trincerato della città all’indomani della presa di Roma del 20 settembre 1870.

Un finanziamento di 2 milioni di euro permetterà un intervento di scavo, conservazione e valorizzazione del Parco Archeologico dei Taurani “A. De Salvo” di Palmi (RC). Il sito, ormai consolidato nel panorama archeologico e paesaggistico, diventerà un attrattore culturale dotato di moderni sistemi di fruizione per tutto il basso Tirreno calabrese, potenziando l’offerta culturale e turistica anche nazionale. Con 1,8 milioni di euro verrà realizzato un intervento di restauro sulla Reggia di Portici (NA), restituendo alla residenza, una delle più grandi e maestose delle ville vesuviane lungo il miglio d’oro, lo splendore dell’antico scalone monumentale finemente decorato, che ne costituisce l’ingresso principale.

Con una dotazione di 3,7 milioni di euro la Colonia di Castel Raniero a Faenza (RA) è al centro di un progetto per il recupero e salvaguardia sia del complesso architettonico, già ospizio montano Vittorio Emanuele III, sia del Parco, per farne un Centro Studi Universitario interdisciplinare sui temi del recupero del patrimonio culturale e antropologico, del paesaggio italiano, dell’archeologia, dell’architettura, dei sistemi di comunicazione per la conoscenza del patrimonio culturale nazionale, oltre alla documentazione storica riguardante la Prima Guerra Mondiale, in collegamento con il territorio e il centro abitato e dotato di spazi per l’ospitalità ed eventi. Un finanziamento di 1,2 milioni di euro permetterà la realizzazione di un intervento articolato nell’Isola dell’Asinara nel comune di Porto Torres (SS) in Sardegna. Un progetto mira ad arginare i fenomeni di degrado, dovuti al lungo disuso, del compendio della ex Stazione sanitaria Marittima di Cala Reale, realizzata a fine Ottocento dall’Alto Commissariato per l’Igiene e la Sanità. Un altro progetto metterà, invece, in sicurezza la Chiesetta in località Fornelli, attualmente priva di copertura e il cimitero di Cala d’Oliva, entrambi bisognosi di urgenti lavori di recupero sia per il loro pregio di architettura locale, sia perché luoghi della memoria, testimonianze uniche della storia locale nonché parte integrante e caratterizzante del paesaggio dell’Isola.

Asinara 

1,3 milioni di euro permetteranno la creazione di un esteso parco archeologico dell’Isola di Pianosa nel comune di Campo dell’Elba (LI) in Toscana, dal Poggio Belvedere alle “Grandi strutture a pozzo” fino al “Bagno di Agrippa”, nipote dell’imperatore Augusto che fu esiliato e assassinato sull’isola, prevede ricognizioni archeologiche, opere di restauro e messa in sicurezza delle strutture di eccezionale valore storico, oltre a una valorizzazione e promozione che incrementi la fruizione e l’accesso al parco e al Museo delle Scienze geologiche e archeologiche; 1,2 milioni di euro sono destinati a riqualificare, valorizzare e promuovere la Città romana di Tifernum Mautarese a Sant’Angelo in Vado (PU) nelle Marche, attivando, tramite il recupero del patrimonio archeologico locale, un attrattore capace di incrementare l’offerta culturale e turistica lungo l’asse della strada Fano-Grosseto tra Marche, Umbria e Toscana;

Il finanziamento di 1,7 milioni di euro permetterà di valorizzare il Museo nazionale e il parco archeologico nazionale di Altino nel comune di Quarto d’Altino (VE), situato ai margini settentrionali della Laguna di Venezia: un’area ricca di interesse ma quasi sconosciuta ai grandi flussi turistici. L’intervento riposiziona correttamente il sito tra i punti di interesse di riferimento della scena mediterranea antica e riattiva il tessuto sociale ed economico di un contesto minore e in sofferenza occupazionale della campagna veneziana, per favorirne la rapida ripresa al termine dell’emergenza pandemica.

 

Valore Paese Italia: intesa a quattro

La firma dell’intesa di sviluppo del bran Valore Paese Italia e del programma che ne garantirà la realizzazione è stata annunciata oggi durante un workshop virtuali. Ne sono firmatari il ministro Franceschini, il direttore dell’Agenzia del Demanio, Antonio Agostini, il presidente di Enit – Agenzia Nazionale del Turismo, Giorgio Palmucci l’amministratore delegato di Difesa Servizi Spa, Fausto Recchia. L’l’iniziativa è dedicata alla valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico coniugando turismo, cultura, arte, ambiente e paesaggio, mobilità dolce e identità territoriale e punta infatti alla strutturazione di un network sempre più solido e allargato che possa promuovere e sostenere operazioni di rigenerazione e sviluppo, mettendo a sistema il lavoro congiunto e la sinergia tra partner pubblici e privati.

Antonio Agostini ha sottolineato che “l’Agenzia ha concentrato la propria missione in chiave di valorizzazione, mettendo i beni dello Stato a disposizione per supportare la ripresa e il rilancio dell’economia, soprattutto in questo drammatico momento di emergenza sanitaria. Il turismo lento, la mobilità dolce, che nel nostro Paese ha un potenziale enorme fortemente connesso al nostro patrimonio culturale, religioso, storico, paesaggistico – ha continuato – sono temi che si inseriscono in un nuovo modo di intendere il benessere, richiamando espressioni di socialità e di iniziativa economica più equilibrata, più rispettosa dell’ambiente, più attenta ai nostri veri bisogni e a quelli degli altri”.

La Reggia di Portici 

“Il settore turistico sta attraversando un periodo difficilissimo, ma alla fine di questo deserto – ha detto il ministro  Franceschini – il turismo internazionale tornerà impetuoso nel nostro Paese. La gente avrà voglia di viaggiare e in particolare di visitare l’Italia. Dobbiamo trovarci pronti – ha continuato il ministro – ad attuare quello che con il Piano Strategico del Turismo abbiamo indicato: la promozione di quelle realtà straordinarie che rendono l’Italia conosciuta nel mondo. Un turismo diverso da quello finora conosciuto, – ha ribadito il ministro – rispettoso della fragilità del nostro patrimonio storico artistico, capace di apprezzare luoghi, paesaggi e siti culturali minori e in grado di portare crescita armoniosa alle comunità. Le case cantoniere, gli edifici storici, le ferrovie storiche, i fari, le fortificazioni, i beni lungo i cammini religiosi, le riserve naturali, cammini e percorsi – ha concluso il Ministro – che fanno parte di questo progetto rappresentano e valorizzano la bellezza, la ricchezza e l’unicità del nostro Paese. È una grande sfida su cui dobbiamo lavorare tutti insieme per il rilancio del Turismo”.

“L’Italia si presenta sul mercato internazionale con una storia e un percorso che ridefinisce anche la geografia dell’ospitalità. – dichiara il Presidente Enit Giorgio Palmucci – La formalizzazione dell’accordo istituzionale di questa mattina segna un nuovo passo in avanti per il settore attualmente in sofferenza a causa della contingenza e suggella un’integrazione coordinata. Attraverso la valorizzazione di beni del patrimonio pubblico sarà possibile implementare un turismo diffuso e facilitare l’accesso a destinazioni meno conosciute dove manca una ricettività anche di piccole dimensioni favorendo forme di partenariato. Un modello di collaborazione pubblico/privato sarà un incentivo per incrementare l’interesse degli utenti verso nuove forme finora scarsamente esplorate di esperienza culturale e turistica e di valore economico. Siamo consapevoli delle difficoltà che stanno vivendo le imprese del settore, in particolare in alcune città e zone del Paese ma il Covid può trasformarsi paradossalmente in un’opportunità per rivedere e potenziare l’offerta. E noi parteciperemo attivamente alla realizzazione di questo progetto “

Infine l’annuncio di Fausto Recchia, ad di Difesa Servizi Spa. “Per proseguire con il programma di valorizzazione dei fari avviato da Difesa Servizi e Agenzia del Demanio, la prossima settimana verrà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il IV bando dei fari in gestione a Difesa Servizi”.

L’Isola Gallinara 



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Voli, viaggi e vacanze annullate: ora c’è una piattaforma (italiana) per rivendere i voucher


Solo il settore del trasporto aereo sta vivendo un calo dell’80%. Specialmente nei primi mesi della pandemia, molte compagnie hanno tenuto in pancia i soldi dei viaggiatori assegnando voucher validi per un anno piuttosto che rimborsi. Così hanno fatto catene alberghiere e agenzie turistiche. Dopo un irrigidimento delle autorità di controllo, e in particolare le modifiche introdotte dal decreto Rilancio che ne ha esteso la validità da 12 a 18 mesi, i rimborsi sono tornati a essere la regola in caso di cancellazioni o condizioni che non consentano ai passeggeri di muoversi. Tuttavia moltissimi utenti hanno comunque preferito, anche dopo il 3 giugno, mantenere un credito spendibile nei mesi seguenti, si spera nel 2021.

Il risultato è che milioni di persone hanno oggi in tasca voucher e crediti di viaggio, sia per trasporti che per alloggi, di cui magari non sanno più cosa fare o che hanno assoluto bisogno di monetizzare: i tempi sono difficili e mille euro spesi a gennaio possono tornare molto utili, in piena tempesta economica e occupazionale. Insomma, le ragioni per volersi sbarazzare di un credito che a qualcun altro potrebbe invece far gola possono essere infinite. Adesso c’è un modo sicuro di farlo: OnlyVoucher.com è infatti una piattaforma che “vuole – dice una nota – controllare e regolare la compravendita di questi fastidiosi voucher che non utilizziamo e preferiamo liquidare”

Dietro ci sono due giovani imprenditori italiani, il 30enne bolognese Davide Genovesi e Marco Vallese, 29 anni e originario di Rovigo. Prima hanno lavorato al progetto nel pieno del lockdown di marzo e aprile sull’asse Bologna-Londra, oggi si sono trasferiti alle Canarie per trascorrere l’inverno mentre lanciano la loro nuova creatura. Ma cosa distingue OnlyVoucher.com da altre piattaforme simili? “Vogliamo distinguerci dalle altre modalità di vendita puntando sulla sicurezza – spiega Genovesi a Repubblica – ogni volta che un utente desidera vendere un voucher il team ne controlla la validità, condizione per essere pubblicato, e una volta venduto, prima di essere mandato all’acquirente viene nuovamente controllato. Se dovesse capitare che al momento del secondo controllo il voucher non fosse più attivo, il compratore riceverà un rimborso del 100% di quanto speso”.

Oltre ai voli e ai soggiorni, l’idea sembra quella di spingersi anche verso altri servizi, dallo shopping alle terme fino al cinema. Chi ha il voucher accorda uno sconto – di solito intorno al 10-15%, ma incerti casi anche di più – ma se ne libera anzitempo, chi compra fa un affare. Per venderlo, sempre a patto che sia nominale, basta compilare un modulo con i propri dati e quelli del voucher, dare il tempo al team di convalidarlo e proporlo in vendita. Una volta piazzato dalla piattaforma contatteranno il venditore per ottenere i dati su cui effettuare il bonifico. Chi vuole comprare, invece, non deve fare altro che scegliere l’offerta che al suo caso, pagare con carta o via PayPal e incassare il voucher via e-mail, sarà inviato entro 12 ore dopo un ulteriore controllo di validità. Un modo più pulito e controllato di fare quello che in fondo si fa già oggi, spesso passando dai social network o dai siti di annunci, non senza qualche rischio. In questo caso OnlyVoucher.com controlla per gli utenti e si fa garante della transazione

Ma come guadagna OnlyVoucher.com? La piattaforma trattiene il 6% dal venditore e il 6% dal compratore. Il prezzo visibile per ogni voucher comprende già la commissione. “Serve per compensare i costi per il pagamento con carta/PayPal – conclude Genovesi – e per la gestione del servizio che cerca di minimizzare i rischi verificando ogni voucher”.



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La Medina di Marrakech per la prima volta online: lo shopping a distanza è equo e solidale


Marrakech era una delle destinazioni più gettonate anche durante l’inverno visto il clima clemente e la relativa vicinanza con i paesi del Sud del Mediterraneo, ad esempio tre ore di volo da Roma. Quest’anno se ne dovrà fare a meno. Ma potremo comunque concederci – sempre a distanza, s’intende – una bella passeggiata nell’intricata e coloratissima medina della più importante delle quattro città imperiali. Una nuova, intrigante collaborazione fra un piccolo tour operator di solito specializzato in trasferte con gruppi ridotti, Intrepid Travel, e la startup svedese Local Purse, promette infatti di regalarci un paio di sessioni di shopping locale non solo diverse dalle solite ubriacature sulle piattaforme di e-commerce ma anche eque, visto che tutti i proventi resteranno agli artigiani e ai venditori del luogo.
 
Come funzionerà il progetto? Due gli eventi pilota, che potenzialmente apriranno la strada per altre “passeggiate” di questo genere in diverse destinazioni internazionali, magari particolarmente colpite da lockdown e misure restrittive. Le due startup offriranno infatti la possibilità di partecipare a un doppio tour guidato. Il primo è dedicato alle spezie, vere protagoniste della medina, e più in general al benessere, ed è in programma l’8 dicembre alle 13. Il secondo, invece, è emblematicamente intitolato “Traditionally Moroccan Berber Rug Experience” ed è appunto dedicato a tessuti e tappeti (in programma per il giorno successivo, 9 dicembre, alla stessa ora). Nel corso di queste passeggiate a distanza gli utenti – anzi, i viaggiatori virtuali – potranno effettuare acquisti fornendo così un sostegno diretto, e importantissimo vista la traumatica crisi globale e il sostanziale annichilimento del turismo specialmente in Occidente, alle comunità locali.
 

Nel primo appuntamento un abitante della città rossa, Abdeljalil Raqas, guiderà il gruppo virtuale fra i souk della medina fino al suo negozio specializzato in spezie e altri ritrovati curativi e dedicati al benessere: erbe, fragranze, spezie di ogni genere. Il secondo tour sarà invece guidato da Aziz Mejbar, originario di un’altra straordinaria città marocchina segnata da un’incredibile medina, Fès: prenderà le mosse dalla sterminata piazza Jamaa El Fna, cuore pulsante di Marrakech di solito brulicante di attività di ogni genere, e condurrà i visitatori sempre in un’altra escursione nella medina, edificata nel 1070 sotto la dinastia berbera degli Almoravidi. In entrambi i casi è prevista una tappa da Al Nour, un negozio che supporta le donne con disabilità formandole alle attività artigianali tradizionali.
 
La partecipazione a ogni tour costa 10 euro e quanto verrà pagato per eventuali acquisti finirà direttamente alle organizzazioni non governative, agli artigiani e alle guide locali che hanno messo in piedi le due passeggiate a distanza. L’idea è, Covid o non Covid, di portare avanti questo programma anche in futuro: “Sarebbe una grande cosa svilupparlo sul lungo periodo, anche quando torneremo a organizzare i viaggi col superamento della pandemia – ha spiegato Zina Bencheikh, direttrice operativa di Intrepid per l’Europa, il Medio Oriente e l’Africa, a Skift – entro la fine del primo trimestre saremo pronti a partire e iniziare a scalare globalmente”. Aggiungendo dunque molte nuove destinazioni in cui fare shopping dal vivo attraverso queste sessioni esclusive e private, sotto la guida di un esperto locale, e dando una mano a chi lavora sul posto, visto che viene eliminata ogni genere di intermediazione.
 
Intrepid Partner è un tour operator australiano individuato dopo una lunga ricerca da Local Purse, azienda svedese che si occupa proprio di soluzioni di shopping dal vivo. La scelta di Intrepid è legata al fatto che si tratta di una B Corporation certificata impegnata fin dal 1989 nella promozione di viaggi etici e responsabili. Da sempre punta a evitare le mete sovraffollate, proporre alternative, organizzare viaggi in bici come parte del proprio sforzo per comportarsi da società carbon neutral.
 



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Tokyo, da microalbergo a centrale di coworking: la metamorfosi del capsule hotel


Da “capsule hotel” a “capsule office”. Accade, inevitabilmente, in Giappone, dove, complice la perenne insufficienza di spazio, questa forma di ospitalità è nata, nel 1979. Una delle più rinomate strutture a capsula della capitale, l’Anshin Oyado Premier situato nel distretto Shinjuku di Tokyo, complice la quasi totale assenza di domanda – effetto della pandemia – ha decido di trasformare la sua parte superiore un un’area di coworking in affitto.

Quasi pleonastico ribadire le difficoltà commerciali all’origine dell’iniziativa: sin troppo evidente intuire, non solo il persistente crollo della domanda di ospitalità, ma anche l’esigenza, per quei pochi che scelgono o devono utilizzare una camera d’albergo, di scegliere soluzioni spaziose e separate dal resto del mondo per quanto possibile. Una richiesta che va all’opposto rispetto all’offerta minimal degli alberghi capsula, e che trova ulteriore sostegno nella generale discesca delle tariffe, il che, in generale, permette, a parità di budget, di ottenere più spazio e confort rispetto al recente passato.

Trattandosi di un sistema a capsule, modulare per definizione, la riqualificazione non ha richiesto interventi complessi. Semplicemente, in uno dei piani, il quarto ed ultimo, è stato sufficiente rimuovere la struttura orizzontale centrale, quella che fa da pavimento per chi alloggia-dorme nel semipiano superiore e da soffitto per chi soggiorna al livello basso, in modo da avere una configurazione “in verticale”, di altezza doppia rispetto alle capsule originali.

Nell’improvvisato ministudio professionale trovano posto una sedia, un banco-scrivania, abbondanza di connessioni (cinque prese elettriche tradizionali e 2 Usb). Naturalmente, c’è il wi-fi gratuito, oltre alla possibilità di chiedere in prestito mouse o tastiere senza fili, auricolari, smartphone, caricabatterie vari e persino le stampanti, tutto senza prezzo. In pratica, l’unica cosa che ci si deve portare “da casa” è il computer, e se si rimane a lungo, l’alimentatore.

Una capsula tradizionale fotografata con un obiettivo fish-eye (afp)

A completare l’arredo dei singoli spazi, oltre ovviamente all’illuminazione interna, purificatori d’aria montati sulla parete. Lo stanzino-studio non ha porte solide, ma tende che possono essere srotolate dall’alto verso il basso, a garanzia della privacy. Lo spazio non è abbondante, soprattutto in verticale, ma supera quello garantito ad ogni singolo addetto dalle classiche disposizioni “a cubicolo” adottate nelle aziende. Per sgranchirsi, la struttura offre comunque un bar e un negozietto che vende snack,

Anshin Oyado chiede 500 yen (4 euro) per la prima ora di affitto di una “capsula-ufficio”, tariffa che include 1-2 soft drink. Per una permanenza di 2 ore il prezzo raddoppia, mentre per una permanenza giornaliera – dalle 9 a mezzanotte, servono 3mila yen (24 euro), la metà del costo medio di un pernotto tradizionale.

Il corridoio del quarto piano rinnovato (afp)



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