Turismo, la Pasqua dello shutdown. Città d’arte a Franceschini: “Sgravi fiscali e un fondo speciale per i comuni”


Sarà una Pasqua tourist-free. Un inedito, almeno dai tempi dell’ultimo conflitto mondiale o dell’immediato dopoguerra. Ma in un settore già allo stremo – e il peggio, purtroppo, deve ancora venire – c’è già chi prova a pensare al domani.

Città d’arte, appello a Franceschini:

Gli assessori delle principali città italiane hanno rivolto un appello al ministro Franceschini, firmato dai rispettivi assessori al turismo. Chiedono tutela alle imprese e ai lavoratori autonomi della filiera turistica, redazione di un piano comunicativo con Enit, detrazioni fiscali e interventi di sviluppo economico per incentivare la ripresa, costituzione di un fondo speciale per i Comuni. Lo si si legge in una nota del Campidoglio. “L’iniziativa – aggiunge – che coinvolge oltre a Roma Capitale le città di Ancona, Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Matera, Milano, Napoli, Palermo, Parma, Torino e Venezia, mira alla costituzione di un gruppo di lavoro con il Governo per rispondere alle esigenze dell’Industria del Turismo, duramente provata dalla crisi epidemiologica Covid-19”.

“È il momento del necessario confronto tra il Governo e le principali città turistiche italiane – afferma l’assessore a Sviluppo economico, Turismo e Lavoro di Roma Capitale Carlo Cafarotti – perché riportare il valore aggiunto perso dall’industria del turismo in questa crisi, è una sfida di buon governo che può essere vinta soltanto dal Sistema Paese nel suo insieme. Le imprese del settore hanno bisogno di sgravi fiscali, incentivi, comunicazione mirata, per resistere adesso e tornare operative a emergenza finita”

Utela alle imprese e ai lavoratori autonomi della filiera turistica – “in primo luogo – scrivono- chiediamo l’estensione della cig in deroga, passando da nove settimane a 12 mesi, ribadendo che è il settore sul quale gli effetti della crisi sono maggiormente impattanti e duraturi. Riteniamo inoltre che il governo debba prendersi a cuore anche la tutela immediata, sotto forma di sostegno emergenziale per almeno 12 mesi e sgravi fiscali, a favore delle professioni turistiche individuate dalla legislazione nazionale e regionale vigente (guide turistiche, accompagnatori, animatori turistici, bagnini, guide naturalistiche, cooperative, eccetera) e di tutte quelle professioni di carattere stagionale. Una attenzione massima riteniamo inoltre vada rivolta alle piccole imprese artigiane e a tutte le professioni specificatamente legate alle tipicità di un territorio che rendono eccezionale e unico il nostro paese ma che vivono anch’esse dell’indotto derivante dai flussi turistici. A queste categorie proponiamo di riconoscere sgravi fiscali e sostegno legato all’emergenza. Questa è una categoria di soggetti estremamente vulnerabile che va salvaguardata per proteggere tutta la filiera”. In sintesi, le azioni richieste dalle amministrazioni locali.

Rilancio del brand Italia e redazione di un piano di comunicazione di area vasta. “I comuni ritengono essenziale lavorare uniti a un piano di comunicazione unitario e organico dell’intero sistema Paese – si legge nell’appello -, che sicuramente si incentra sul ruolo primario di Enit. In prima battuta dovremmo puntare sul turismo di prossimità nazionale”, da spingere “anche solo come forma di sostegno solidaristica per il rilancio di un paese che nel momento del bisogno dimostra di saper fare sistema”.

Incentivi alla ripresa del settore attraverso detrazioni fiscali. Per sostenere, tutto questo, anche sotto il profilo dell’immagine, “un segnale importante di sostegno e rilancio dell’intera filiera turistica e nel contempo un messaggio positivo alla popolazione” potrebbe giungere dalla previsione “della detraibilità totale per i prossimi due anni delle spese sostenute, con accezione in senso esteso, per il turismo in Italia”.

Costituzione di un fondo speciale per i comuni. Se si vuole continuare a pensare al turismo come importante risorsa per i bilanci comunali, si legge nel documento, occorre individuare “le risorse di un fondo speciale ad hoc costituito a copertura del mancato incasso per l’anno in corso dell’imposta di soggiorno, da aggiungersi ed eventuali e specifici finanziamenti delle attività culturali già previste dai nostri comuni, e quale veicolo di rilancio per i nostri territori, sui quali dobbiamo continuare ad investire per sostenere i trasporti e la manutenzione delle città, e per un sostegno all’industria turistica locale oggi in grave crisi”.

Interventi di sviluppo economico e della qualità della filiera – “Nel turismo del futuro nel nostro Paese – prosegue la lettera –  anche in virtù dei minori flussi che è lecito attendersi, occorrerà lavorare per mettere al centro il tema della qualità del turismo e del suo valore aggiunto, intesa anche come qualità del lavoro di coloro che sono impegnati in questo settore”.

Per ottenere risultati occorrerà “un focus particolare nell’ambito delle prossime decisioni governative e un coordinamento con tutti i ministeri coinvolti circa gli investimenti pubblici” oltre a agevolazioni fiscali per i privati che investiranno su infrastrutture, tecnologia e proposte di viaggio che siano compatibili con il tema della sicurezza, argomento dominante da qui in avanti, il tutto in un’ottica di turismo davvero sostenibile”.

Essendo purtroppo probabile che alcune delle aziende oggi parte della filiera del turismo non siano più della partita in futuro, c’è poi un problema di garazia di supporto ” alla riconversione industriale per parte di loro”. Gli assessori hanno dunque richiesto al ministro Franceschini “la convocazione di una prima riunione e la costituzione di un gruppo di lavoro dedicato”.


Turismo, la Pasqua dello shutdown. Città d'arte a Franceschini: "Sgravi fiscali e un fondo speciale per i comuni"

Sicilia. “Notti exta a chi verrà”

Pernottamenti aggiuntivi in albergo a spese della regione per quei turisti che decidono di trascorrere le loro vacanze in sicilia. Questa una delle misure che l’assessore al turismo della regione siciliana, Manlio Messina, ha annunciato, questa mattina, nel corso del programma Centocitta, su Rai Radio 1, per andare incontro al settore gravemente colpito dalla crisi causata dal coronavirus. Il provvedimento sarà inserito nella finanziaria che il governo regionale sta definendo.

“Abbiamo deciso di mettere in campo liquidità – ha spiegato Messina -. Il turismo non ha bisogno di indebitarsi ulteriormente ma di risorse non a pioggia e distribuite con raziocinio. Stiamo studiando, ad esempio, la possibilità di avere due notti a condizione che se ne prenotino tre nello stesso albergo. In questo modo si darà la possibilità agli albergatori di ricevere la liquidità immediata delle risorse regionali. Le modalità – ha aggiunto – le decideremo insieme con le associazioni di categoria, appena verranno approvati bilancio e finanziaria”. Messina ha poi preannunciato “iniziative per tutta la filiera del turismo: alberghi ma anche agenzie di viaggi, tour operator e guide turistiche”.

Sardegna. “Isola sicura”, pensando al domani

In Sardegna, invece sta nascendo il progetto “Isola Sicura”. Lo promuove “Portale Sardegna”,  online travel agency (OTA) quotata su AIM Italia specializzata nel segmento dell’accoglienza turistica. L’iniziativa – che coinvolge diverse aziende della filiera, dai trasporti alle strutture ricettive – si basa sull’analisi di mercato effettuata dal Gruppo per “individuare i fattori critici che permettano all’intero panorama turistico di presentarsi pronto, coordinato e coeso per la gestione ottimale degli arrivi in Sardegna, riducendo al minimo le fonti di preoccupazione dei viaggiatori”.

Il sondaggio, lanciato sulla base utenti italiani di Portale Sardegna e Charming Sardinia, ha fatto emergere che solo il 7% degli intervistati prevede già da ora di non fare le vacanze estive. Il protocollo nasce per tutelare chi, invece, intende prenotare per l’isola e lo farà tramite una “strategia imprenditoriale coordinata affinchè, dopo la crisi, si adottino nuovi standard di servizio che consentano ai nostri ospiti di vivere serenamente una vacanza in Sardegna, mediante l’attivazione, già da subito, di una serie di best practice che anticipino, armonizzino e consolidino le eventuali e per giunta auspicate direttive nazionali”.
 
Le tematiche che verranno trattate nel corso dei vari tavoli di lavoro per la creazione del protocollo “Sardegna Isola Sicura” verteranno – viene spiegato in una nota del gruppo – sull’adozione di alcuni criteri in grado di ridurre la probabilità di contagi. Queste tematiche sono state delineate in via generale nel corso di questo primo incontro e verranno meglio configurate dai diversi operatori turistici attivi in Sardegna nei successivi tavoli di lavoro, prevedendo, grazie al contributo di tutti, misure specifiche ad hoc per le strutture ricettive, gli aeroporti e le ditte di trasporto. Il tavolo di lavoro coordinato dal Gruppo Portale Sardegna prevede la collaborazione e il contributo delle realtà imprenditoriali di spicco dell’intera filiera del turismo sardo: Aeroporto di Olbia, Gruppo ITI Marina,  Arbatax  Park Resort, ITI Colonna, Club Esse, Bovìs Hotels, THotel, Forte Village, Chia Laguna – IHC, Hotel Costa dei Fiori,  Abi D’Oru Hotel & SPA, Pullman Timi Ama Sardegna, CPH  Pevero Hotel, Italianway, Escursì e Associazione Extra.


Turismo, la Pasqua dello shutdown. Città d'arte a Franceschini: "Sgravi fiscali e un fondo speciale per i comuni"

Federalberghi. Noi ci siamo, per chi ha bisogno
Una Pasqua diversa, rimarca Federalberghi, ma noi ci siamo. “In occasione delle festività abbiamo sempre diffuso i dati del movimento turistico degli italiani. Dati solitamente confortanti, a volte sorprendenti, perché indicatori di un trend in continua crescita, magari anche a dispetto di una difficile congiuntura economica. Basti pensare che solo lo scorso anno sono stati oltre 21 milioni i concittadini in viaggio per la Pasqua, registrando un giro di affari complessivo di circa 8 miliardi di euro. Oggi invece, a causa delle conseguenze disastrose che la pandemia da coronavirus ha provocato al nostro comparto, possiamo solo rilevare che non avremo nessun movimento né potremo comunicare il conseguente giro d’affari di tutta la filiera turistica, così essenziale per il benessere del Paese”.

E’ il commento lucido e amaro di Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, sulla situazione del Paese in riferimento all’inevitabile privazione della vacanza primaverile. “Tuttavia – prosegue Bocca – la voce accoglienza resiste nel settore ricettivo. Sono moltissimi gli albergatori che nelle regioni italiane hanno messo a disposizione le proprie strutture in questa drammatica circostanza. Non vi è stato bisogno di requisire gli alberghi, alla chiamata del Governo eravamo già pronti. Come del resto è già successo in passato in occasione del terremoto, la Federalberghi non ha mai fatto mancare il suo sostegno nei momenti di maggior emergenza per il Paese”.

“Desideriamo oggi rivolgere il nostro augurio di Buona Pasqua ad un’Italia, sì, in sofferenza, ma con una grande forza e voglia di ripartire” aggiunge Bocca. “Su tutto il territorio, oggi ferve un cordone umanitario da parte della nostra federazione, che opera in sintonia con tante altre risorse della comunità civile per dare ricovero ai malati lievi costretti alla quarantena, ai medici ed agli infermieri che si trovano a dover operare nei vari presidi ospedalieri” spiega. “Ho sempre sostenuto – conclude Bocca – che il nostro Paese dia il meglio di sé nei momenti più difficili. Abbiamo saputo, tutti, essere uniti nel contenimento del male. Pensiamo a che potenziale avremmo restando uniti per il bene e per la nostra ripresa”.



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