Arabia, l’edificio a specchio più grande del mondo per svelare la città-gemella di Petra


Da qualunque parti si guardi, la si vede da lontano e riflette, grazie a una grande vetrata retrattile, pari a 9.740 metri quadri, la bellezza del paesaggio del deserto di AlUla, provincia del nord-ovest dell’Arabia Saudita. Questa “meraviglia riflessa”, come è stata definita, si chiama “Maraya Concert Hall” (la parola “Maraya” in arabo significa specchio) ed è entrata nel Guinness World Records™ per essere il gigantesco cubo di specchi più grande del mondo (superando il record precedente di 6.500 metri quadri).

L’edificio – firmato dal designer Florian Boje dello studio Giò Forma, Florian Boje, e dall’italiano Massino Fogliati – è alto 26 metri e include una sala concerti attrezzata con i più avanzati impianti audio teatrali e operistici e 500 posti a sedere, un palcoscenico unico nel suo genere, un ristorante con terrazza panoramica e opere d’arte tra cui un’installazione del famoso artista giapponese Yayoi Kusama. Tra le altre curiosità, anche il fatto che questa struttura è stata costruita in appena dieci settimane e ci ha lavorato un team composto da oltre mille persone, tra collaboratori e tecnici.

La facciata della Maraya Concert Hall è stata inaugurata con una cerimonia speciale organizzata dalla Royal Commission for Al-Ula nel corso della seconda stagione del Festival di musica, arte e cultura “Winter at Tantora” (festival organizzato, per la seconda stagione, dal 19 dicembre 2019 al 7 marzo 2020, nel quale si è esibito anche il tenore Andrea Bocelli mettendo insieme 37 mila spettatori da tutto il mondo, oltre a Omar Khaira e alla cantante Aziza Jalal che ha sorpreso i fan con un grande ritorno sulla scena, dopo una pausa di 35 anni).

Gli ospiti hanno avuto, così, l’opportunità di visitare i siti storico-culturali prima che fossero ri-chiusi, fino al mese di ottobre 2020, quando Al-Ula aprirà definitivamente le porte ai visitatori, con un biglietto di ingresso. Il condizionale è d’obbligo, in tempi di pandemia. Basti pensare che l’Arabia, che è presidente di turno del G20, avrebbe dovuto organizzare il seminario dei ministri del turismo dei 20 Grandi, nella capitale Riyhadh il 6-7 aprile prossimo: ovviamente, il meeting avrà luogo in teleconferenza e tratterà argomenti e problematiche inimmaginabili solo qualche mese fa.


Arabia, l'edificio a specchio più grande del mondo per svelare la città-gemella di Petra

Le rovine di Hedra

Commentando il risultato Amr Al Madani, CEO della Royal Commission for Al-Ula (commissione istituita con decreto reale nel luglio 2017 per proteggere e salvaguardare il territorio), ha espresso la sua soddisfazione. “Questo è un ulteriore passo verso la realizzazione della visione di AlUla che punta a essere un centro culturale sia regionale che globale. La sala a specchio è un palcoscenico mondiale dove natura, cultura e patrimonio umano coesistono in armonia. Qui si è tenuta anche la prima conferenza di Hegra e dei premi Nobel”.

Al-Ula a nord di Medina (raggiungibile con volo interno da Jeddah o da Riad, o grazie ai pacchetti speciali promossi dal tour operator Viaggi del Mappamondo), è un’oasi millenaria custodita segretamente per secoli da tribù locali, guardiane della tradizione della leggendaria via dell’incenso. Una vasta area, che copre 22.561 chilometri quadrati, e comprende lussureggianti oasi, imponenti montagne di arenaria e antichi siti archeologici risalenti ai regni dei Nabatei. Un tesoro naturale e archeologico di incontaminata bellezza, fino a ieri “proibito” ai più, ora prima regione del Regno dell’Arabia Saudita a venir aperta al turismo globale.

Un tempo era un importante crocevia vitale lungo le rotte di scambio di incenso, mirra e altre preziose materie prime che andavano dall’Arabia meridionale a nord in Egitto e oltre ancora. AlUla era anche la capitale degli antichi regni di Dadan e Lihyan che controllavano il commercio delle carovane e la fantasia riporta subito ai racconti di Lawrence d’Arabia e sembra quasi di ritrovare le atmosfere di quel tempo. Incanta l’Elephant Rock, un affioramento in arenaria naturale che, per la sua conformazione e un’altezza di oltre cinquanta metri, ricorda un pachiderma gigante con la proboscide che tocca il suolo. Tutto intorno centinaia di monoliti che rappresentano una delle immagini iconiche della regione.


Arabia, l'edificio a specchio più grande del mondo per svelare la città-gemella di Petra

Andrea Bocelli durante “Winter at Tantora”
 

Tuttavia, il sito più noto e riconosciuto di Al-Ula è Hegra, il primo sito Patrimonio Mondiale dell’Unesco dell’Arabia Saudita. Antica città, estesa su 52 ettari, Hegra era la principale città meridionale del Regno dei Nabatei, e può essere considerata la “sorella minore” di Petra in Giordania. Vi si trovano oltre cento monumenti funebri ben conservati con facciate elaborate ritagliate dagli affioramenti di arenaria che circondano l’insediamento urbano fortificato e che quando il sole tramonta, si accendono di rosso, giallo e arancione. Secondo alcune ricerche, si ipotizza che sia stata l’avamposto più meridionale dell’Impero Romano dopo aver conquistato i Nabatei nel 106 d.C.

Oltre a Hegra, AlUla ospita una serie di affascinanti siti storici e archeologici e migliaia di siti e iscrizioni di arte rupestre antica e stazioni della ferrovia di Hijaz, che correva da Damasco a Medina e aveva l’obiettivo ambizioso di arrivare fino alla Mecca, ma il progetto s’interruppe durante la Prima Guerra Mondiale.

In attesa di potersi immergere in oltre duecentomila anni di antiche civiltà, fare escursioni, salire su antichi vulcani, volare in mongolfiera sopra le dune o con un elicottero sul Mar Rosso, non ci resta che immaginare e sognare questa Valle che si apre e si specchia sulle bellezze del mondo.



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