New York. Riapre il Moma. L’ampliamento del museo è kolossal


E’ cresciuto il cuore dell’arte moderna nella Grande Mela. Con il 30% di spazio in più a livello espositivo, il 21 ottobre a New York riapre il celebre MoMA (Museum of Modern Art) dopo quattro mesi di ristrutturazione. Un restyling milionario costato 450 milioni di dollari di investimenti, e che ha reso necessaria anche la temporanea chiusura del sito, da giugno. Ora si ripropone al visitatore non solo su uno spazio più ampio, in modo da gustare centinaia di nuove opere, ma anche in un design profondamente rinnovato. 
 
Grazie ai nuovi interventi il museo la cui sede degli anni Trenta ha subito diversi restauri, ora sarà in grado di sfruttare 15.329 metri quadrati per esporre “2.400 opere all’anno, contro le 1.500 in media di prima” ha spiegato il direttore Glenn Lowry. Le opere, che verranno presentate per tematiche, usufruiranno inoltre di una migliore luce naturale. 
 
Per Lowry il nuovo MoMA dovrà riflettere la filosofia del primo direttore del museo, Alfred Barr. “Lo immaginava come un  laboratorio nel quale il pubblico è stato invitato. Il pubblico avrebbe partecipato all’esperimento di guardare e pensare all’arte moderna. Il museo cambia e si evolve mentre l’arte moderna e contemporanea cambia e si evolve”. 
 
I temi e le opere cambieranno ogni sei mesi ma i “pezzi” principali e più rappresentativi, come Les demoiselles de Avignon di Pablo Picasso, rimarranno sempre esposte. “Le icone saranno sempre visibili” ha precisato il direttore. 
 
Quella appena conclusa è la seconda fase di un progetto iniziato nel 2014 da Yoshio Taniguchi e poi arricchito con un ampliamento dell’edificio verso ovest attraverso un varco alla base del grattacielo progettato da Jean Nouvel vicino al museo. Della nuova torre, il Moma di fatto occuperà i primi tre piani.
 
Chi avrà la fortuna di visitare a breve la struttura rimessa a nuovo noterà la scritta “Hello.Again” opera di Haim Steinbach che fungerà da introduzione attraverso le sale dell’edificio della 53esima. Vecchio e nuovo palazzo saranno collegati attraverso ampi varchi di metallo che accompagneranno i visitatori alle varie sale in cui verranno esposte le opere in parte in ordine cronologico ma soprattutto per temi, momenti e tendenze artistiche.  Come sempre, la permanente che ospita Van Gogh, Monet, Matisse, Picasso e tanti altri rimarrà una delle aree più importanti del MoMA ma sarà arricchita dalla possibilità, per i visitatori, di ritrovarsi con pochi passi in percorsi inediti.
 
 Spazio inoltre a “In and Around Harlem”, omaggio alla cultura afroamericana. Camminando poi fra le varie opere di Serra, Rothko, Pollock, Rauschenberg, Warhol e altri, impreziosite da una nuova illuminazione, ci si potrà imbattere in tantissimi capolavori già noti ma “remixati”, come piace dire ai responsabili del Moma.

Ci saranno infatti ambienti dedicati ai live, all’arte sperimentale, a festival, alla ripresentazione di opere emblematiche, ad istallazioni sonore come Rainforest V o a laboratori “per esplorare idee, domande e processi artistici che nascono dalla nostra collezione e dalle nostre mostre. Puoi entrare in qualsiasi momento per partecipare a vivaci conversazioni, interagire con artisti, fare arte, riflettere e rilassarti o trovare suggerimenti per esplorare il Museo” scrivono i responsabili sul sito del MoMA.
 
 Infine la nuova versione del museo promette di essere più inclusiva, di dare più spazio ad artiste donne  e di ospitare opere che rappresentino più Paesi nel mondo. Chiaramente, per offrire una visita ancor completa ai visitatori che dal 21 ottobre godranno del nuovo MoMA, sono stati rivisti anche i punti ristoro con maggiore offerta e orari più estesi.


“La Repubblica si batterà sempre in difesa della libertà di informazione, per i suoi lettori e per tutti coloro che hanno a cuore i principi della democrazia e della convivenza civile”

Carlo Verdelli
ABBONATI A REPUBBLICA



Source link

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *