Tunisia. Sarà un anno record per il turismo. Nonostante tutto


Dopo anni, intere stagioni di declino, la sete di cultura e quella di mare sembrano aver vinto la paura. Il desiderio di esplorare le bellezze della Tunisia, dal parco nazionale di Ichkeul passando per la Medina di Sousse, Hammamet, la Grande Moschea di Qayrawan oppure le splendide spiagge a sud di Monastir, sta lentamente riprendendo piede nel paese nordafricano messo in ginocchio dagli attentati terroristici degli ultimi anni. 
 
Quest’anno, ipotizza il Ministero del Turismo e dell’Artigianato, in Tunisia potrebbero registrarsi fino a 9 milioni di ingressi turistici, una sorta di record visto quello che è accaduto nell’ultimo lustro. Era il 2015 quando una serie di attacchi, dopo un periodo di relativa tranquillità, colpirono il Paese e l’industria turistica in maniera devastante. Restano fresche nella memoria collettiva le immagini degli attacchi al Museo Nazionale del Bardo a Tunisi, in cui morirono 22 persone fra cui diversi turisti, così come il successivo attentato sulla spiaggia di Sousse, lenzuola bianche distese sulla sabbia a coprire i corpi di 38 vittime. Attacchi rivendicati dall’Isis seguiti  ancora  da dodici morti nell’attento suicida a Tunisi e altre scosse politiche che hanno minato la sicurezza del Paese. Da allora il turismo è sceso in picchiata. Nel 2016 si registravano appena 2,2 milioni di visitatori. Una crisi, per un settore fondamentale che contribuisce per il 14,2% al PIL tunisino e offre opportunità di lavoro ad almeno due milioni di cittadini, tale da gravare pesantemente sulle casse di un già fragile stato. 
 

Per fortuna, grazie a una lenta ripresa fatta di fiducia, tour operator, viaggi organizzati, attrazioni e investimenti l’Organizzazione mondiale del turismo (UNWTO) ha certificato che dal 2016 al 2017 c’è stato un aumento del 23,2 % dei flussi turistici. Due anni fa i numeri sono risaliti fino a toccare 7,1 milioni di visitatori, lo scorso anno 8 milioni e quest’anno si stimano più di 9 milioni di presenze. E’ l’alba di un nuovo giorno per il turismo nordafricano, anche se – nonostante le ingenti misure di sicurezza studiate dal governo – permangono una serie di avvertenze e cautele relative a zone sconsigliate ai turisti e considerate a rischio, come quelle di confine. 
 
Per il ministro del turismo tunisino, Roni Trabelsi, il turismo però continuerà a crescere tanto che si attendono entrate per 1,3 miliardi di dollari. Solo negli ultimi sei mesi i ricavi del settore sono aumentati del 42,5% soprattutto grazie all’arrivo di turisti europei, in particolare francesi (+26,2%) e tedeschi, che si sono andati a sovrapporre al fisiologico crescendo globale dei flussi provenienti dall’Asia

Nei primi sei mesi dell’anno l’area turistica Djerba-Zarzis rimane la prima in termini di maggior numero di pernottamenti (1,1 milioni, + 19,1%), seguita da Sousse (938 mila, +21,8%), Yasmine-Hammamet (639,8 mila, +20,4%), Tunisi-Carthage Coast, Nabeul-Hammamet e Monastir-Skanes.

Ma come avverte il sito della Farnesina bisogna prestare ancora molta attenzione, a causa delle tensioni sociali e dell’instabilità economica, a fenomeni di furti ed episodi di microcriminalità.

Per tutti coloro che volessero visitare il Paese il portale “viaggiare sicuri” ricorda ancora anche le criticità legate al terrorismo ma sottolinea anche che “le principali arterie stradali nel Paese e nella capitale sono soggette ad un’elevata sorveglianza, anche attraverso posti di blocco, da parte di personale”.


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Carlo Verdelli
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