Tra Sella e Marmolata. Arabba, Dolomiti vere

Alla scoperta del versante veneto delle Dolomiti, Patrimonio Mondiale Unesco. No, non vi parliamo della tanto celebrata Cortina d’Ampezzo ma della meno nota e affollata Arabba, in lingua ladina “Reba”, che si trova a 1600 metri di altezza in provincia di Belluno, nella valle di Fodom, circondata dall’imponente Gruppo del Sella, ai piedi del Passo Pordoi e del Passo Campolongo e verso sud dell’imponente Marmolada.

La meta ideale – e abbastanza economica con prezzi che partono da 68 euro al giorno per la mezza pensione in hotel tre stelle con centro benessere-  per chi ama la vacanza attiva, tra escursioni panoramiche,  salite in vetta attraverso le ferrate o gite in  mountain bike, anche nella versione elettrica.   Una delle camminate  più interessanti è il  panoramico sentiero geologico in zona Porta Vescovo, uno dei più belli delle Dolomiti, che offre memorabili scorci della Marmolada e del gruppo del Sella. Un percorso ad anello, che oltre ai punti di interesse geologico e botanico permette di visitare alcune zone teatro di avvenimenti bellici durante la Grande Guerra. Arrivati al Col Toront, infatti, effettuando una breve deviazione si incontra una trincea italiana che porta a   diverse caverne e alla stazione di arrivo di una teleferica. Il giro completo, con sosta in 18 punti di interesse,  richiede 7-8 ore di cammino, ma il sentiero può essere percorso anche parzialmente.

Dura “solo” quattro ore il breve trekking dei Bec de Roces, che  nel primo tratto permette di ammirare un panorama a 360 gradi su Sella, Marmolada, Porta Vescovo e Col di Lana, per poi condurre l’escursionista nei  Bec de Roces, suggestive torrette frastagliate di roccia dolomia. Una vecchia postazione militare austro-ungarica funge  da balcone naturale, con una bellissima vista sulla Marmolada.  Se le passeggiate non vi bastano e avete un minimo di confidenza con la montagna e l’attrezzatura adatta – mi raccomando niente scarpe da tennis ma scarponcini – potete affrontare le ferrate che salgono lungo le pareti dei monti che circondano Arabba, alcune tra le  più belle delle Dolomiti.


Tra Sella e Marmolata. Arabba, Dolomiti vere

Arabba. Foto Nicolò Miana

La più recente, inaugurata lo scorso ottobre, è quella intitolata al “Sottotenente Fusetti”,  che si snoda lungo il percorso seguito dal plotone guidato dal Sottotenente Fusetti,  che nell’ottobre del 1915 scalò il Sasso di Stria (2477 metri d’altezza) per occuparne la vetta superando le postazioni dell’artiglieria austro-ungarica, ancora oggi visibili. La durata dell’escursione è di circa un paio di ore. Chi invece vuole  apprendere o perfezionare le tecniche di scalata trova, nella frazione di Castello, tra il Passo Falzarego ed Arabba, la  palestra da arrampicata sportiva su roccia naturale della Falesia Sass de Bèita. Poco distante si può visitare l’antichissimo Castello di Andraz ( i primi cenni storici risalgono all’anno 1000), a Livinallongo di Col di Lana, con il suo museo storico. Se, infine, preferite pedalare ecco il vasto carosello di percorsi e single trail (disponibili i tracciati GPS) di svariati chilometri. Tra gli itinerari più interessanti, serviti anche da un servizio di bike-shuttle che permette di evitare i dislivelli più impegnativi o le distanze eccessive, il Trail PortaVescovo Rossa, che si sviluppa dalla stazione di arrivo della funivia Porta Vescovo ad Arabba,  e, nella zona Pordoi,  i trails freeride All Fever, The Col, Lezuo e Passo Pordoi-Monte Burz, oltre al trail enduro Monte Burz-Arabba. Non molto lontano da Arabba, facilmente raggiungibile in auto, si può visitare il  Museo delle Nuvole di Cibiana di Cadore,  creato da Reinhold Messner.

Situato  nel forte di Monte Rite, a 2181 metri d’altezza, è dedicato all’elemento roccia e racconta la storia dell’esplorazione e dell’alpinismo dolomitico. Per raggiungerlo bisogna arrivare al Passo Cibiana e poi proseguire a piedi (circa due ore di passeggiata) o utilizzare il servizio navetta a pagamento. Sul Monte Piana, a  ben 2325 metri d’altezza, nei pressi del rifugio Bosi raggiungibile  con il servizio navetta che parte da Misurina, si trova il sentiero panoramico che conduce  alle trincee, ai camminamenti con le feritoie, alla campana dell’amicizia, alle linee difensive con il filo spinato, alle postazioni austriache e italiane, ai ricoveri  e ai posti di vedetta. All’interno del rifugio si visita un piccolo museo privato che racchiude alcuni interessanti reperti, fotografie e documenti della Grande Guerra. A una settantina di chilometri da Arabba si trova invece Pieve di Cadore, dove nacque nel 1478 il celebre pittore Tiziano Vecellio.  La casa natale del grande maestro veneto, una tipica abitazione cadorina con il ballatoio in legno che corre lungo la facciata, il tetto di larice e la travatura decorata, è oggi un museo aperto al pubblico.

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