Bruce Munro replica: il Campo di Luce illumina anche la Carolina del Sud


Campi sterminati di bulbi led luminosi. Fiori artificiali di colori e sfumature diverse che hanno puntellato differenti luoghi del mondo, divenendo addirittura installazione permanente, o almeno senza data di chiusura programmata, nei pressi del rilievo di Uluru in Australia, da poco chiuso per sempre alle scomposte arrampicate dei turisti. Le opere “site-specific” di Bruce Munro, 60enne artista anglo-australiano, sono celebri in tutto il pianeta per l’impatto e gli effetti sentimentali che riescono a creare sui visitatori, anche in virtù dei contesti in cui vengono installate. Sempre uguali a se stesse e sempre diverse, con fiori e altre sculture multimateriale riprogettate per ogni occasione. Ora c’è una novità: dal prossimo 8 aprile, e per il momento fino al 12 settembre seguente, sarà possibile visitare a un’altra delle sue installazioni ai Brookgreen Gardens di Murrells Inlet, in Carolina del Sud. L’unico luogo nel Sud-Est degli Usa dove poter vedere qualcosa dell’autore di “Field of light”.
 


Bruce Munro replica: il Campo di Luce illumina anche la Carolina del Sud

La mostra s’intitola “Bruce Munro at Brookgreen: Southern Light” e sebbene di dimensioni minori rispetto alla monumentale installazione australiana a base di fibra ottica e bulbi luminosi, di recente risistemata con una spesa di un milione di dollari, promette comunque grande soddisfazione. E un inimitabile feeling da Instagram. Consisterà infatti di sette differenti installazioni a base di luci e media differenti, create appositamente per i giardini botanici di quest’area che guarda sull’oceano Atlantico, per un totale di migliaia di punti luce. Dovrebbero esserci, da quel che pare di capire, anche delle sculture di dimensioni più grandi – un po’ come le Water Towers di qualche anno fa – oltre ai famosi bulbi solari. L’anteprima è in programma per il 4 aprile: “La mia visita al luogo ha rinforzato la mia considerazione del giardino come una serie di camere all’aperto interconnesse – ha spiegato l’artista – e mi ha anche lasciato l’impressione di queste “stanze giardino” popolate da sculture figurative e circondate da un paesaggio selvaggio. Un posto magico con un pizzico di mistero”. Insomma, lo scenario ideale per uno dei suoi affascinanti lavori.
 
Fra le migliaia di elementi semoventi utilizzati per il montaggio dell’installazione, ci sono anche 11.700 lampadine a forma di dente di leone già sfruttate per Field of light. In realtà, se quella di Uluru rimane l’installazione più celebre nonché il luogo dove pare abbia avuto la sua più riuscita concretizzazione, versioni differenti del suo “campo di luce” sono state realizzate un po’ in tutto il mondo. Dalla Corea del Sud alla Danimarca passando per la Gran Bretagna fino a Houston, Nashville e Columbus, in Ohio. Basti pensare, tanto per citarne alcune, alla “Forest of light” allestita nel 2012 ai Longwood Gardens di Kennet Square, in Pennsylvania o, l’anno seguente, a “River of light” alla Waddenson Manor, nel Buckinghamshire, Regno Unito. Senza dimenticare le sue altre installazioni, spesso segnate dall’attenzione al riciclo e alla sostenibilità, come le stesse “Water Towers” o le “Light Shower” dalla cattedrale di Salisbury, in Inghilterra, alla Scozia.
 


Bruce Munro replica: il Campo di Luce illumina anche la Carolina del Sud

“Field of Light è stata un’idea nata nel mio taccuino e che continuava a tormentarmi per essere messa in pratica – spiegò Munro un paio di anni fa – ho immaginato nella mente un paesaggio di steli illuminati che, come semi dormienti in un deserto arido, aspettassero sereni le tenebre, sotto un manto di stelle del Sud, per fiorire accompagnati da delicati ritmi luminosi”. L’esposizione in Carolina del Sud promette dunque, nonostante non sia esattamente negli itinerari turistici più battuti, di funzionare quasi da efficace summa degli ultimi anni: oltre ai bulbi e alle musicali Water Towers, sistemate vicino al centro visitatori e alle sue sculture allegoriche, ci saranno dunque altri cinque gruppi di installazioni. Le “farfalle”, 600 rami luminosi di rame e fibra ottica, “Time and again”, 37 lilium di acciaio, Okonjima Choral Society, duemila elementi che Munro chiama “rane” e in grado di emettere un suono all’unisono. Poi “hive”, 1.448 elementi esagonali ispirati alle api e “Reflections”, composta da quattro proiezioni composte da luci e audio.

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Google rinnova la sezione travel. Ora ti dice anche quando partire


Adesso sai anche quando ti conviene andare, senza dover scavare per forum e aggregatori. Google Viaggi si è appena rinnovato e, fra i diversi ritocchi a quello che ormai somiglia in tutto e per tutto a un agente di viaggi digitale gratuito, si è aggiunta anche una funzionalità che farà felici molti viaggiatori. Specialmente quelli che amano organizzare le proprie trasferte nel dettaglio e alle sorprese rinunciano volentieri. La sezione di chiama “Quando partire” e viene visualizzata quando l’utente effettua una ricerca su una qualsiasi destinazione: indica i mesi più o meno indicati in base all’afflusso turistico, alle previsioni meteo, dunque anche alle temperature, e agli eventi imperdibili in programma per quel periodo. Un modo semplice per orientarsi rapidamente.
 
Di fatto, iniziare l’esplorazione dà ora vita a un percorso ancora più personalizzato (e i dati, ovviamente, possono essere visualizzati solo dall’utente). Ancora prima di inserire una qualsiasi ricerca (“Voli da Milano a Parigi”, “Hotel a Roma”, “Turchia”) la home page propone i “Viaggi potenziali” in base alle ricerche e agli interessi degli ultimi tempi. Seguono poi le destinazioni popolari e lo storico dei viaggi già vissuti. Ma la novità principale arriva quando si entra nel vivo di un nuovo viaggio: digitando una città il menu propone immediatamente di esplorarla, trovando cose da vedere e da fare, di andare dritti alla pagina dei voli oppure ti conduce a confrontare e prenotare gli hotel. Anche in quest’ultimo caso ci sono degli aggiornamenti: la funzionalità “Quando partire” si adatta infatti alla sezione hotel, aggiungendo un parametro legato ai prezzi medi degli alberghi. Per avere le idee ancora più chiare, si può invece ottenere un’altra media ma organizzata in base alle categorie degli hotel.
 
“Le spiagge sabbiose di Da Nang, la vita notturna di San Paolo o i barbecue coreani di Seoul sono alcune fra le passioni per chi si accinge a prenotare le sue vacanze per quest’anno – ha spiegato Andrew Silverman, product manager di Google – chi è pronto a pianificare il prossimo viaggio troverà dunque nuovi strumenti per individuare il miglior albergo”. Il top manager del colosso califoniano si riferisce alle destinazioni di tendenza per il prossimo anno stando alle ricerche sul motore, anch’esse diffuse in questa occasione: oltre al Vietnam, al Brasile e alla Corea del Sud ai primi tre posti spiccano ovviamente Tokyo, in vista delle Olimpiadi, Tel Aviv, Marsiglia, Vienna, Bangkok, Dubai (dove il prossimo 20 ottobre partirà un altro grande evento, l’Esposizione internazionale) e Perth.
 
Continuando nell’analisi della nuova versione, Viaggi si è arricchita anche nella sezione Esplora, dove Big G suggerisce le Cose da fare e anche degli utili Itinerari giornalieri. Su Milano, per esempio, ce n’è uno dedicato a chi ha un solo giorno a disposizione, un altro per il centro storico, uno ancora tutto ritagliato sull’arte del capoluogo meneghino e così via. A questo si agganciano i suggerimenti per scoprire di più, trasformando magari una breve trasferta in un viaggio più lungo e strutturato, come i classici cinque giorni a Roma, Firenze, Venezia e Milano.
 


Google rinnova la sezione travel. Ora ti dice anche quando partire

Google Viaggi, raggiungibile a questo indirizzo, è destinato a cambiare sempre più pelle. Frutto della recente fusione sotto un unico cappello dei precedenti servizi Google Hotel e Google Flights, e della chiusura di Google Trips lo scorso agosto, Viaggi è ormai l’unica piattaforma di riferimento per trovare ispirazione, prenotare e personalizzare il viaggio con una serie di strumenti in fondo disponibili anche altrove ma da raccogliere attraverso fonti separate e spesso con lunghi lavori di ricerca. Mountain View mette invece tutto insieme, dai prezzi più o meno cari appunto alle previsioni del tempo, sempre in base alla nostra storia e alle nostre preferenze, se messe a disposizione del motore di ricerca.
 
“Fra i risultati degli hotel diremo per esempio se un utente lo ha già cercato o ci ha soggiornato o se ci sono opzioni simili a quelle in cui ha soggiornato in altre città – si legge in un post sul blog ufficiale – selezioniamo inoltre gli hotel vicini ai punti di interesse che hai cercato. Per esempio, se un utente ha mostrato interesse per la Tokyo Tower, gli diremo quanto è distante l’albergo. Risultati personalizzati visibili solo a chi effettua la ricerca”. Ovviamente tutte le impostazioni della privacy rimangono modificabili e la personalizzazione spinta, volendo, può essere disabilitata.
 
Se a tutto questo lavoro di ispirazione si aggiunge la sezione dedicata alla pianificazione, il gioco è fatto: inserendo le date, la città di partenza e la destinazione, infatti, la piattaforma restituisce i prezzi per ciascun intervallo nel corso delle settimane e dei mesi seguenti unendo volo e hotel per tutte le notti previste, suggerisce i voli più ricercati e gli hotel celebri.
 
“Parte del divertimento di viaggiare è scoprire i diversi quartieri delle città, ma in che modo si sceglie quale dev’essere il proprio quartier generale nel corso di una vacanza? – conclude Google – basta cliccare su Dove alloggiare per avere una sintesi delle migliori zone, incluse le caratteristiche di ciascuna area, il suo punteggio in base alla localizzazione e il costo medio degli alberghi”. Non rimane che mettersi alla ricerca.
 
 

 
 


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A zonzo attraverso le Marche. Pensando a Raffaello. E non solo


A zonzo per le Marche  con la scusa di Raffaello. A 500 anni dalla morte del celebre pittore e architetto rinascimentale, morto a soli 37 anni, la regione natale celebra la sua scomparsa con alcune mostre e con l’invito a visitare i luoghi che lo hanno visto crescere e ispirato. Prima tappa Urbino, la città natale di Raffaello Sanzio,  per visitare la mostra “Raffaello e gli amici di Urbino”,

che  fino al 19 gennaio indaga e racconta gli anni di formazione del maestro urbinate e i suoi rapporti con gli artisti a lui contemporanei, e la casa natale del pittore. L’edificio, acquistato nel 1460 dal padre di Raffaello, Giovanni Santi  umanista, poeta e pittore alla corte di Federico da Montefeltro, ospitò la bottega dove Raffaello imparò ” la divina proporzione degli ingegni, il valore della filosofia, la dignità da dare al suo lavoro di pittore” ed è oggi un museo con opere e manoscritti legati alla vita dell’artista. Una sosta alla vicina Galleria Nazionale delle Marche, nel Palazzo Ducale di Urbino, offre l’opportunità di ammirare il ritratto femminile   “La Muta” di Raffaello, insieme a opere di Tiziano, Piero della Francesca,  Orazio Gentileschi  e altri maestri. Fino al 13 aprile la luminosa Loggia del Pasquino della Galleria ospita inoltre la mostra “Raphael Ware (le ceramiche di Raffaello). I colori del Rinascimento a Urbino” con 147 raffinate maioliche italiane rinascimentali provenienti dalla più grande collezione privata del mondo di  questo genere.  


A zonzo attraverso le Marche. Pensando a Raffaello. E non solo

La mostra dedicata a Raffaello all’aeroporto di Falconara

Seconda insolita tappa è l’aeroporto di Falconara-Ancona, il principale della regione, che fino al 20 gennaio ospita l’esposizione “Raffaello Una mostra impossibile”. Qui si possono ammirare le riproduzioni a grandezza naturale di 45 opere del maestro urbinate,  capolavori disseminati in 17 paesi diversi e quindi normalmente impossibili da vedere in un unico allestimento. E dato che Ancona dista una manciata di chilometri dall’aeroporto vale la pena dedicare un po’ di tempo al capoluogo marchigiano per ammirare almeno l’emblema della città, la  Cattedrale di San Ciriaco, in stile romanico con influssi bizantini e gotici, collocata in una straordinaria posizione panoramica con il portale che abbraccia idealmente Ancona e il suo mare.  Il Museo Tattile Omero, spazio unico e senza barriere in cui tutti possono conoscere l’arte attraverso il tatto, propone un’esperienza insolita nella mostra “Toccare la bellezza” con oltre cento tavole tattili realizzate da Bruno Munari  tutte da toccare.  Ad Ascoli Piceno sono state invece raccolte 37 opere marchigiane tra il ‘400  e il  ‘700  restaurate dopo il sisma del 2016 e  ripresentate alla collettività nella mostra “Rinascimento Marchigiano”.


A zonzo attraverso le Marche. Pensando a Raffaello. E non solo

Il museo nella casa natale dell’artista

Un’occasione per visitare  uno degli edifici più suggestivi della città: la storica prigione medievale di  Forte Malatesta, restaurata come presidio pontificio da Antonio da Sangallo il Giovane. Dopo aver visitato la mostra e il maniero è d’obbligo una sosta in piazza del Popolo, autentico gioiello rinascimentale conosciuto come “salotto d’Italia”. Una passeggiata lungo l’itinerario di trekking urbano che parte da piazza Arringo e termina alla  Cartiera Papale è – per dirla con le parole di Jean-Paul Sartre – come sfogliare un volume di storia dell’arte e avere la fortuna di incontrare le illustrazioni più rappresentative e espressive dei vari periodi dell’arte italiana.  Il nostro viaggio nelle Marche si conclude a poco più di dieci chilometri a sud della città, dove si incontra lo spettacolare eremo di San Marco. Un romitorio abbarbicato alla parete rocciosa del Colle San Marco, visibile da piazza del Popolo, costruito intorno al 1200 in blocchi di travertino grossolanamente squadrati al quale si accede mediante un’imponente scalinata in pietra che, come un ponte, attraversa un profondo burrone.

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Austria. Achensee, le mille sfumature di colore del lago gioiello


PERTISAU. Achenkirch, Maurach, Pertisau, Steinberg e Wiesing: sono i nomi dei quattro comuni che affacciano sul lago di Achen (in tedesco Achensee), il più grande del Tirolo, in Austria. La gente che abita lungo le sponde di questo specchio d’acqua color carta da zucchero ha imparato a fare i conti, nei secoli, con una natura selvaggia, camuffata dalla placidità di queste acque ferme. Inverni rigidi, calamità naturali, lunghi periodi di isolamento. Poi, nel secolo scorso, i primi collegamenti, la scoperta del turismo. Oggi il lago, proprio in virtù delle sue straordinarie risorse paesaggistiche e culturali, è una delle mete turistiche più ambite d’Europa, e quella che in passato è stata la sua croce – l’essere un po’ lontano da tutto e tutti, dolcemente incastonato tra i monti del Karwendel, la più grande area naturale protetta del continente – è diventata il suo punto di forza, la caratteristica che lo rende prezioso.


Austria. Achensee, le mille sfumature di colore del lago gioiello

Il lago di Achen

Perfetto per le vacanze sia d’estate che d’inverno, Achen è circondato da un’atmosfesfera ruvida e surreale: al mattino, quando l’orizzonte è limpido, il “Fiordo delle Alpi” si tinge di verde smeraldo o blu ultramarino, a seconda di come splende il sole, mentre la sera una nebbia leggera avvolge le abitazioni di legno e pietra, regalando al contesto una suggestione da fiaba. La valle Achental e il lago creano insieme il confine naturale dei monti del Karwendel ad ovest, mentre ad est lo specchio d’acqua confina con le Alpi di Brandenberg: per godere la bellezza del panorama da uno speciale punto di vista, basta fare un’escursione sul monte Bärenkopf.
D’inverno il romanticismo è assicurato, tra gite in battello e lunghe passeggiate nel bianco acceccante; la zona è perfetta anche per gli amanti dello sci e delle ciaspole, che possono indossare sia gli sci alpinismo che di fondo, contando sull’ottima organizzazione austriaca per ogni genere di servizio. . Una facile camminata invernale intorno al paese inizia dalla chiesa parrocchiale di Achenkirch: il percorso raggiunge la chiesetta barocca di Sant’Anna, che si oltrepassa a sinistra seguendo il cartello giallo verso il lago (“Zum See”); si prosegue quindi per la strada superiore attraverso l’abitato di Fichter, si segue via Karwendelweg e si raggiunge il parcheggio degli impianti di risalita Hochalmlifte Christlum; da qui ci si dirige verso destra, verso l’hotel “Das Kronthaler” e quindi si scende oltrepassando l’Appartement Waldhaus fino allo Schrambacherhof. Lungo i sentieri, attraverso i prati, si raggiunge infine la sponda settentrionale del lago e si fa quindi ritorno per il sentiero Panoramaweg. Altro itinerario da non perdere è quello che dal ristorante Golfvilla, a Pertisau, attraversa la valle di Tristenau, con una passeggiata di due ore che attraversa campi da golf e prosegue lungo il fiume Tribachl. Qui una panoramica degli oltre 150 km di sentieri praticabili per escursioni invernali.

D’estate la temperatura – che tuttavia non sale mai sopra i 20° C, fatta eccezione per la punta meridionale, dove raggiunge i 22° C – consente di fare il bagno in acque talmente pulite da essere potabili e con una visibilità che raggiunge i 10 metri di profondità. Dalla vela al windsurf, nella bella stagione è possibile praticare ogni genere di sport e sbizzarrirsi tra percorsi di trekking e ciclabili.

Per quanto riguarda lo shopping, poi, nessun problema: Innsbruck – città vivissima tutto l’anno, famosa per i mercatini di Natale e non solo – dista appena 40 minuti in macchina, ed è raggiungibile anche via treno, grazie a una linea che da Achenkirch Schwarzenau porta direttamente in città.


Austria. Achensee, le mille sfumature di colore del lago gioiello

Il lago di Achen

Per incontrare un po’ di cultura però non è necessario raggiungere la capitale del Tirolo: il lago di Achen è circondato da villaggi ricchi di Storia e di storie, a partire da quella di Ludwig Rainer, cantautore tirolese che portò in giro per il mondo, con il Quartetto Rainer, il canto natalizio più famoso in assoluto, “Astro del Ciel”. Con buona parte del patrimonio guadagnato nei tour, Rainer, ormai ricco e famoso, fece ritorno in Tirolo con l’intenzione di costruire l’Hotel Seehof ad Achenkirch, che venne inaugurato nel 1870, nonché la piccola cappella Seehof, con uno splendido altare in stile neogotico. A pochi passi dalla chiesa è anche possibile visitare la sua tomba, semplice e austera, in marmo bianco di Carrara, sulla quale si legge il motto “Ausgelitten, ausgerungen, viel gereist und viel gesungen” (Giunte al fin pene e tenzoni, tanti viaggi e tante canzoni). Nell’anno del giubileo del canto natalizio, il museo civico Sixenhof ha inoltre allestito una mostra temporanea dedicata all’artista e alla sua vita, dove il pezzo d’esposizione più interessante è probabilmente il baule dei panni che Rainer utilizzava durante i suoi viaggi.

Inutile dire che ottima birra artigianale e prelibatezze gastronomiche sono garantite da gennaio a dicembre in tutti i villaggi. Chi scrive ha alloggiato all’hotel Wagnerhof, splendido con le sue camere in perfetto stile tirolese e una cucina che offre piatti di alta qualità, dal pesce di lago alle zuppe. Per un pranzo o una cena indimenticabile invece il consiglio è quello di provare sia il ristorante Langlaufstüberl a Pertisau – che accoglie i visitatori col calore di un camino al centro della sala, tavoli in legno, piatti tipici in porzioni gigantesche e birre che da sole valgono il viaggio – che il Fischerwirt ad Achenkirch, famoso per l’atmosfera d’altri tempi e la cucina tradizionale. In ogni caso, ovunque si vada si casca in piedi, sia dal punto di vista gastronomico che umano, perché l’aspetto che più colpisce di una vacanza sul lago Achensee è l’affabilità della gente del posto, gentile e simpatica, abituata ad avare a che fare con i turisti e a gestire le loro esigenze con flessibilità e ironia: quello che ci vuole per sentirsi a casa e, al momento del ritorno, aver subito voglia di prenotare per la stagione successiva, estiva o invernale che sia.


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Da bunker a museo d’arte digitale. A Bordeaux il rifugio bellico scopre la luce


Un bunker sotterraneo della Seconda Guerra Mondiale convertito nel più grande centro di arte digitale del mondo. Ecco Bassins de Lumières,  la nuova vita di un rifugio di Bordeaux, in Francia.

Nascosto nel sottosuolo di Bordeaux c’è un immenso bunker militare, una struttura in cemento creata durante la Seconda Guerra Mondiale, che si estende sopra e sotto la superficie dell’acqua. Rimasta intatta da allora, questa enorme base sottomarina (ben 13mila metri quadri di superficie) ospiterà a breve Bassins de Lumières www.bassins-lumieres.com , letteralmente “vasche di luce”, un nuovo, scenografico spazio artistico che verrà inaugurato il 17 aprile, dove immergersi nelle opere esposte. I capolavori della storia dell’arte verranno infatti riprodotti in versione extra-large sulle pareti, sui pavimenti o sui soffitti delle sale, riflettendosi sulla superficie dell’acqua, creando un effetto ottico strepitoso.

Costato più di dieci milioni di euro e ispirato a progetti simili sviluppati di recente in Francia, come Carrières de Lumières a Les Baux-de-Provence e dell’Atelier des Lumières a Parigi, il Bassins de Lumières è stato realizzato da Culturespaces, azienda leader nella gestione e promozione di siti di interesse culturale.


Da bunker a museo d'arte digitale. A Bordeaux il rifugio bellico scopre la luce

Lo spazio è diviso in diverse aree tematiche, ciascuna con una differente funzione. Le quattro grandi vasche ospiteranno un percorso immersivo, in cui verranno proiettate continuamente opere d’arte in grandi dimensioni, dedicate ai maestri più noti della storia dell’arte. Con una superficie di 220 metri quadrati, Le Cube sarà invece un’area dedicata esclusivamente ai nuovi artisti digitali e ai loro sorprendenti lavori hi-tech. Ci sarà poi La Citerne, altro ampio spazio riservato a performance, mostre temporanee o approfondimenti.

La sala più scenografica – che spopolerà su Instagram, scommettono gli organizzatori – sarà però Les Grands Nénuphars, dove le opere d’arte verranno proiettate direttamente sulla superficie dell’acqua. Non mancherà poi uno spazio museale in cui scoprire la storia della base sottomarina, dei bombardamenti degli anni Quaranta, il suo passato da rifugio militare. Le stanze per workshop, presentazioni e attività didattiche completano l’opera, assieme a un teatro e un grande salotto dove rilassarsi e fermarsi a leggere.


Da bunker a museo d'arte digitale. A Bordeaux il rifugio bellico scopre la luce

Per l’inaugurazione del 17 aprile si sta lavorando a ritmo continuo. E la curiosità è tanta. Ad aprire le danze sarà, in quella data, una bella retrospettiva su Gustav Klimt, che riempirà diverse aree della struttura con i suoi ori, le sue donne e gli elementi decorativi a mosaico, tra ritratti, paesaggi, nudi.

Altre sale minori ospiteranno invece un focus su Paul Klee, un omaggio al mondo del pittore, accompagnando la proiezione dei suoi lavori sulla superficie dell’acqua con un concerto subacqueo, davvero suggestivo.

Il graphic design sarà poi il tema affrontato dalla sala Le Cube, con un’installazione del collettivo turco Ouchhh, chiamata Ocean Data, un viaggio visionario nel cuore dell’oceano. Ma le mostre cambieranno ogni anno, insieme a concerti in notturna, proiezioni di video-installazioni e performance, offrendo ai visitatori non solo un’esposizione artistica: una vera esperienza memorabile.


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Fenomeno sharing. Negli Usa c’è l’Airbnb delle piscine private


In un film del 1968 (The SwimmerUn uomo a nudo), Burt Lancaster è l’impresario teatrale Ned Merrill. Attirato dalle tante belle piscine nelle ricche ville della zona in cui si trova, decide di tuffarsi e nuotare in tutte quelle che incontra lungo la strada verso casa, facendo ritorno in costume da bagno. Diretto da Frank Perry e tratto da un racconto di John Cheever, il film e raccontava, seppur con toni tutt’altro che leggeri e ben lungi dal lieto fine, un fenomeno di cui la cinematografia (specie americana) è piena: imbucarsi nelle piscine dei vicini, mentre la villa è vuota, per farsi un bagno.

Nella realtà, tra telecamere di sicurezza, ronde dei guardiani e antifurti, è piuttosto improbabile riuscire a farsi un tuffo nella piscina di qualcun’altro senza farsi arrestare. Ma una soluzione c’è. Si chiama Swimply  ed è l’Airbnb delle piscine, una piattaforma che, al posto di mettere a disposizione stanze o case, affitta piscine di privati. Con lo slogan “Avere una piscina è costoso, ma godersela non deve esserlo”, il sito, che ovviamente ha anche l’app, è stato creato da una start-up americana ed è disponibile già in diversi stati e Paesi, dalla California alla Florida e New Mexico, ma anche Canada e Australia.


Fenomeno sharing. Negli Usa c'è l'Airbnb delle piscine private

Georgia (courtesy Swimply)

Per provare, il meccanismo è semplice. Funziona esattamente come Airbnb. I proprietari si registrano sul sito e mettono a disposizione la loro piscina, con foto, descrizione, prezzi e orari. I clienti scelgono la vasca che preferiscono, l’orario e prenotano. Quanto costa? I prezzi in genere vanno dai 20 ai 200 dollari l’ora: non è proprio economico, quindi, specie se si è soli. Il trend che va per la maggiore, infatti, è noleggiare la piscina in gruppo, a patto però che non si organizzi una festa, che è vietato. Altra regola: bisogna essere maggiorenni per prenotare.

I costi ovviamente variano in base a tanti fattori: la bellezza della piscina, la location della casa (farsi un bagno nell’infinity pool di una villa a Beverly Hills costa di più della vaschetta nel retro di una villetta nei sobborghi di Brisbane, Australia). E poi ci sono gli optional, come il barbecue a bordo piscina, scivoli d’acqua, idromassaggio, trampolini o simili.

Sul mercato c’è un po’ di tutto. C’è la famiglia che mette in affitto la piscina con idromassaggio a Miami, mentre vola in vacanza altrove. C’è la coppia giovane che arrotonda affittando la vasca della villa nelle campagne della Georgia. O chi mette a disposizione la sua piscina ogni giorno mentre è in ufficio.

L’idea è una genialata, e i numeri lo dimostrano: la scorsa estate ci sono famiglie, specie in California dove Swimply è un boom, che in due mesi hanno guadagnato anche dodicimila dollari, escluso il 10 per cento versato di tassa al sito di sharing. Un vero business insomma. E visto il successo, arriverà presto anche in Europa. Speriamo in tempo per la prossima, caldissima, estate.


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Treno o Bus. La vacanza bianca sostenibile comincia dalla partenza


Sulla neve, ma senza auto. Un weekend (o una settimana) sulle piste da sci in cui godersi le discese e non preoccuparsi del traffico e del parcheggio, anche nelle località dove il treno non arriva. Con l’arrivo dei primi fiocchi di neve, le principali compagnie di trasporto su gomma diventano una comoda ed economica soluzione di viaggio per raggiungere alcune delle migliori destinazioni di montagna, non solo in Italia ma anche all’estero.
 

Con Flixbus

Con Flixbus si possono raggiungere ben 11 mete tra le più apprezzate e ricercate delle Alpi. Le destinazioni italiane sono sei.

Courmayeur. Con Flixbus si può raggiungere Courmayeur, località ideale per chi desidera godere non solo delle famose e rinomate piste da sci, ma anche dei sentieri unici della Val Ferret, a pochi chilometri dalla città. Inoltre, da Courmayeur si può facilmente raggiungere lo Sky Way Monte Bianco, da cui ammirare incredibili paesaggi innevati a 3.500 metri d’altitudine grazie alla funivia che nasce dall’idea di avvicinare l’uomo alla montagna e superare i confini. Sono 15 le città dalle quali raggiungere con FlixBus Courmayeur. Tra queste Torino, Milano e Genova.

Trento e Bolzano. Gli amanti dei mercatini e del clima natalizio potranno raggiungere in autobus le città di Trento e di Bolzano. Per tutto il mese di dicembre, nei due centri abitati si respirerà l’atmosfera magica del Natale. A Trento Piazza Battisti ospita il mercatino di Natale dove acquistare piccoli doni e assaggiare dolci e cibo di strada. Anche Bolzano ospita un grande mercato natalizio proprio a pochi passi dalla stazione ferroviaria. Da qui è poi facile raggiungere le piste da sci di Reinswald, il Corno del Renon e il Passo di Oclini, o il Lago di Caldaro, dove ammirare il suggestivo paesaggio invernale. Insomma, due tappe golose da abbinare a una sciata nei vicini comprensori delle Dolomiti. Trento e Bolzano possono essere raggiunte da 80 città, tra cui Verona e Bologna, ma anche Firenze, Torino e Roma.

Cortina. Anche la meta sciistica per eccellenza, Cortina d’Ampezzo, può essere raggiunta in autobus. Gli appassionati di sci alpino, sci di fondo ed escursioni con le ciaspole potranno immergersi nella natura e nel divertimento offerti dalla Regina delle Dolomiti. Flixbus collega Cortina d’Ampezzo con Verona, Venezia e Milano.

Oulx. Con il bus è possibile raggiungere anche una delle più importanti località sciistiche piemontesi come Oulx. Nota come «balcone delle Alpi» per la posizione mozzafiato, questa cittadina è una delle località preferite tra chi decide di passare qualche giorno in Val Susa. Oltre alle classiche attività sciistiche e alle passeggiate con le ciaspole, la zona è famosa per la possibilità di ammirare in volo le montagne e per la pratica dell’heliskiing (raggiungere la vetta di una montagna in elicottero e sciare su un tappeto di neve immacolata). Oulx è raggiungibile da Milano e Bergamo.

Roccaraso. In Italia non si scia solo sulle Alpi. Soprattutto l’Abruzzo ha importanti stazioni sciistiche. Tra queste, Roccaraso può vantare il più grande comprensorio dell’Appennino, con quasi 90 anni di storia (nel 1922 venne fondato lo Sci Club, uno dei primi in Italia). Rappresenta un polo sciistico di riferimento per gli appassionati del centro e del sud d’Italia. Stazione sciistica preferita per gli sportivi più appassionati in arrivo dal Sud Italia con i suoi 90,5 km di piste e 24 impianti di risalita tra i 1.309 e i 2.141 metri d’altitudine. FlixBus collega Roccaraso con 10 città, tra cui Ancona, Caserta e Napoli.

All’estero (Francia, Svizzera, Austria e Slovenia). Ma con Flixbus è possibile arrivare anche sulle piste fuori dai confini nazionali. Per esempio Chamonix può essere facilmente raggiunta da tutti gli amanti dei ghiacciai e delle attività all’aria aperta. Sul lato francese del Monte Bianco è anche possibile ammirare i paesaggi innevati dal trenino panoramico di Montenvers o dalla Funivia dei Ghiacciai, praticare arrampicata e lo sci alpino. Chamonix è collegata via bus con 15 città italiane, tra cui Milano, Parma e Verona. Sempre in Francia si può raggiungere anche la località di Clermont Ferrand vicina agli impianti del Massiccio Centrale, da Milano, Firenze e Bologna.

Anche la località austriaca di Innsbruck può essere raggiunta da attraverso i bus dall’Italia. Situato a 574 metri di altitudine, il capoluogo del Tirolo sorge ai piedi dei comprensori sciistici di Nordkette. Con la funicolare si sulle montagne. Si può raggiungere con Flixbus da 20 città italiane, tra cui Trento, Padova e Verona.

Nemmeno la Svizzera è esclusa dai collegamenti pubblici su gomma. Coira, una delle più antiche città della Svizzera, rappresenta un punto di partenza strategico per chi desidera raggiungere il comprensorio sciistico di Chur-Brambrüesch direttamente dal centro cittadino. Inoltre, per gli scalatori più esperti il paesaggio alpino offre la possibilità di praticare escursionismo, fino alla vetta del Dreibündestein. Si può raggiungere da Milano e Torino.


Treno o Bus. La vacanza bianca sostenibile comincia dalla partenza

Infine, con Flixbus è possibile raggiungere anche la località slovena di Maribor, nota per le gare di sci di coppa del mondo. Sorge ai piedi del monte Pohorje, e a pochi chilometri dalla città, è possibile sciare sulla pista in notturna più lunga della Slovenia. FlixBus collega Maribor con 15 città, tra cui Trieste, Udine e Vicenza.
 

Un weekend con GoGoBus

Se preferite un unico biglietto che vi consenta di viaggiare e di sciare, a partire dal 15 dicembre, per il quarto anno consecutivo, la società italiana GoGoBus collega con il proprio servizio di Skibus+Skipass  le principali città italiane alle piste, consentendo di sciare in giornata senza traffico, problemi di parcheggio e stanchezza. Una soluzione comoda per chi non vuole rinunciare alla neve, pur non andando in settimana bianca. Alla prenotazione si possono, inoltre, aggiungere diverse opzioni grazie alle numerose convenzioni come noleggio sci, lezioni con maestro, pranzo in baita e colazione.
 
Sugli Appennini (Abruzzo ed Emilia). La tratta più gettonata è quella che porta gli sciatori romani ai comprensori di Ovindoli, Campo Felice e Campo Imperatore, sull’Appennino abruzzese. Il servizio è garantito anche dalle città di Ancona e Civitanova Marche, alle quali si aggiunge quest’anno anche San Benedetto del Tronto.
Da Bologna, Modena, Parma e Reggio Emilia è possibile raggiungere con GoGoBus il Monte Cimone.
 
Sulle Alpi (Piemonte e Trentino). Sulle Alpi sarà invece possibile raggiungere da Milano e Torino la località di Bardonecchia, dove sono previsti anche weekend sulla neve con pernottamento, prezzo tutto incluso. Si aggiunge, quest’anno la località sciistica di Folgaria in Trentino Alto-Adige che sarà collegata con Bologna, Modena, Carpi e Verona.
 

Treno e bus

Oltre alle offerte di Flixbus, è possibile raggiungere le località sciistiche coniugando treno e bus con un unico biglietto.

Cortina. Trenitalia e Ntv consentono di trascorrere qualche giorno a Cortina D’Ampezzo e San Vito di Cadore partendo da Venezia Mestre in connessione con le Frecce e Italo da e per Roma, Firenze, Bologna, Ferrara, Padova, Vicenza, Verona e Milano. Il servizio di Trenitalia “Freccialink” è attivo dal venerdì alla domenica dal 20 dicembre al 29 marzo. Si effettua anche il 26 dicembre, il 2 e 6 gennaio, e dal 16 al 19 marzo. Il servizio di Ntv consente di raggiungere la città ampezzana tutto l’anno (in bassa stagione il servizio non viene effettuato nelle giornate di martedì e mercoledì).


Treno o Bus. La vacanza bianca sostenibile comincia dalla partenza

Madonna di Campiglio. Con Trenitalia è possibile raggiungere anche altre località montane. Il servizio è attivo dal 21 dicembre al 29 marzo il sabato e la domenica. Tra queste località c’è Madonna di Campiglio raggiungibile da Trento, in connessione con le Frecce da e per Roma, Firenze, Bologna e Verona. Il servizio viene effettuato anche il 26 dicembre, il 2 gennaio e dal 6 all’8 gennaio.

Val Gardena. Selva di Val Gardena, Santa Cristina e Ortisei possono essere raggiunti da Bolzano con Freccialink in connessione con i treni che viaggiano da e per Roma, Firenze, Bologna e Verona. Su questa tratta il servizio si effettua anche il 19, 20 e 26 dicembre, il 2 e 6 gennaio.

Val di Fassa. In Trentino potrete scoprire le località di Canazei, Vigo di Fassa e Moena con il Freccialink in connessione con i treni che provengono da Roma, Firenze, Bologna e Verona. Il servizio si effettua anche il 26 dicembre e il 2 gennaio.

Val d’Aosta. Trenitalia ha previsto una connessione anche con Courmayeur e Aosta da Torino Porta Susa in connessione con le Frecce da e per Napoli, Milano e Roma. La navetta è attiva anche il 26 dicembre e il 2 e 6 gennaio.
 

In treno sugli sci in Lombardia

Li chiamano i “Treni della neve”. Si tratta di  un progetto di turismo sostenibile ideato da Trenord per raggiungere le località sciistiche della Lombardia. Un unico biglietto che include treno, navetta e skipass per Aprica, Valmalenco, Montecampione e Pontedilegno-Tonale. I “Treni della neve” sono l’ideale per chi vuole trascorrere una o più giornate di sport e divertimento ad alta quota, sciando nei più famosi comprensori della Lombardia. Con i “Treni della neve” si arriva direttamente sulle piste, evitando traffico e problemi di parcheggio, abbinando la comodità del treno a prezzi vantaggiosi. I pacchetti speciali possono essere acquistati sul sito e sulla app di Trenord (scaricabile gratuitamente da Google Play e App Store). Al momento dell’acquisto, è necessario indicare la data del viaggio. Il biglietto dovrà essere stampato e portato con sé.



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Non solo terme. Chianciano: campo base alla scoperta dell’Etruria


In un grande parco nel cuore di Chianciano, tra alberi secolari e colline dolci, viene custodita la fonte della preziosa Acqua Santa, elisir minerale che sgorga a 33 gradi, da sempre impiegato per cure depurative e detossinanti. Per la terapia idropinica è miracolosa: l’ideale è berla direttamente alla fonte, nel parco omonimo, tra la pace dei boschi e l’odore pungente dello zolfo che riempie l’aria. Nella stessa zona sgorgano anche l’Acqua Fucoli, ricca di calcio, che ha una temperatura alla sorgente di 16,5 gradi, l’Acqua Santissima, ipotermale, 24 gradi alla sorgente, e l’Acqua Sillene, che emerge a 38.5 gradi sulla collina dove anticamente gli Etruschi celebravano i loro riti.

Queste quattro fonti, tutte ricche di bicarbonato, solfato e calcio, sono il tesoro alla base delle cure e dei trattamenti delle Terme di Chianciano www.termechianciano.it , dove rimettersi in sesto tra bagni terapeutici, inalazioni, vapori e fanghi. Siamo nella Provincia di Siena, la provincia più termale d’Italia. Si trovano qui, immerse nel verde, le Piscine Termali Theia, struttura nata da poco dove passare giornate all’insegna del benessere in un’atmosfera piacevole e rilassante, con ampie vasche calde sia esterne che interne (quattro esterne e tre interne), giochi d’acqua, getti, saune e vapori, perfette per giovani (nel weekend le piscine si animano con aperitivi al chiaro di luna e musica), coppie e famiglie.


Non solo terme. Chianciano: campo base alla scoperta dell'Etruria

Le colline della Val d’Orcia tra San Quirico e Pienza (foto Arturo Cocchi)

Alternativa: la pace zen delle Terme Sensoriali, tempio del benessere olistico nascosto nel Parco dell’Acqua Santa, dove il potere delle fonti si abbina a specifici percorsi sensoriali, depurativo, rilassante, energizzante e riequilibrante, tonificante e depurativo attraverso thalassoterapia, stanze del sale, piramidi energetiche, percorsi per stimolare la circolazione e fanghi esfolianti, il tutto immersi nella pace della natura.

Le terapie benefiche delle acque sulfuree, che per anni hanno curato con successo intere generazioni, sono anche la scusa per visitare la zona di Chianciano, in bilico tra Val d’Orcia e Valdichiana, una terra ricca di spunti artistici, culturali e paesaggistici. Di miracoloso, infatti, le Terme di Chianciano hanno anche la posizione strategica, tra le Crete senesi, le colline dei vini di Montepulciano e le bellezze rinascimentali dei borghi. Basta arrampicarsi in cima al centro storico di Chianciano e affacciarsi al belvedere per capire. Vigneti a perdita d’occhio, file di cipressi, borghi fermi nel tempo. In poco si raggiungono alcuni dei capouoghi toscani, Firenze e Arezzo in particolare, oltre ovviamente a Siena. Ma l’occasione è ghiotta per perdersi tra valli, campagne e i magnifici paesini rinascimentali, che hanno ispirato le tele dei pittori del ‘500.

A partire da Montepulciano, arroccata su un colle, famosa per il suo vino Nobile, ricca di piazzette storiche, palazzi e antiche chiese. Ma il vero cuore della valle è Pienza, con le sue bellezze rinascimentali, il Duomo e Palazzo Piccolomini, residenza estiva di Papa Pio II: merita una visita il bellissimo giardino pensile con una vista privilegiata sulla Val d’Orcia. Da non perdere San Quirico, tappa della via Francigena, che mantiene intatta la sua struttura medievale. Ma anche Montalcino, la città del vino. E Bagno Vignoni, piccolo segreto ben custodito dalla regione.


Non solo terme. Chianciano: campo base alla scoperta dell'Etruria

La campagna umbra tra Castel Viscardo e Orvieto (foto Arturo Cocchi)

Le Terme di Chianciano sono anche a due passi dalla Valdichiana e da Cortona, dove si respira l’aria del passato, in un labirinto di vicoli in pietra, botteghe artigianali e reperti etruschi. Un tour ideale parte dai panoramici Giardini Pubblici, si prosegue per il belvedere di Piazza Garibaldi e la chiesa gotica di San Domenico, camminando tra botteghe antiquarie, alimentari, enoteche, si raggiunge il Duomo che domina una piazza affacciata sulla valle e sul Monte Sant’Egidio. O ancora, sul fronte occidentale rispetto al capoluogo, la splendida città delle torri, San Gimignano, e, verso il mare, Volterra con i suoi misteri.

Ma volendo ci si spinge anche in Umbria, fino a Orvieto, con i suoi vicoli, i templi etruschi, i palazzi medievali e il maestoso Duomo. O fino al Lago Trasimeno. Offre panorami naturali sulla sponda di Monte del Lago o sul versante di Castiglione del Lago e custodisce tre isolette: la Polvese è la più grande, con una bella Rocca medievale, l’isola Maggiore, che ha un piccolo borgo pieno di fascino, con un museo molto caratteristico, quello del merletto, e l’isolotto Minore, una residenza privata. È una camminata piacevole anche il lungolago, che vede sfilare Magione, San Feliciano e Castel Ragone, tra localini, piazzette fiorite, chiese e castelli. E in mezz’ora d’auto si torna a Chianciano, per continuare le cure termali. Perugia è non molto oltre rispetto al Lago, con altri 20 minuti d’auto si raggiunge Assisi. E sono solo i nomi piu’ famosi



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Giappone. Un euro per una notte in un ryokan. Ma entri in un reality


L’idea è bizzarra. Eppure sta avendo un gran successo. Chi visita il Giappone e viaggia con un budget ridotto, ora ha la possibilità di dormire in un hotel praticamente gratis. Costa solo un dollaro a notte (circa 80 centesimi di euro), infatti, soggiornare all’Asahi Ryokan di Fukuoka, un albergo tradizionale, una di quelle antiche locande giapponesi con le porte scorrevoli, i tatami, l’ambente essenziale e i futon a terra. Il Ryokan è stato da poco soprannominato One Dollar Hotel, cosiddetto per bassissima tariffa che sta proponendo ai suoi ospiti.

Ma c’è un ma, ovviamente. Per godere di questo straordinario prezzo bisogna sottostare a una regola: farsi riprendere ventiquattro ore su ventiquattro. La tariffa riguarda la camera numero 8, dove si paga solo un dollaro, ma si diventa protagonisti dello streaming live dell’albergo, trasmesso su YouTube.

L’idea è del giovane proprietario Tetsuya Inoue, che cercava un modo per guadagnare di più con la sua struttura, che diversi mesi l’anno resta sfitta. L’hotel, infatti, si trova nella tranquilla zona di Fukuoka, nell’isola meridionale di Kyushu. “Ho cercato di lanciare un nuovo modello di business”, ha spiegato il quasi trentenne Inoue. La trovata gli è venuta quando l’hotel ha ospitato un ragazzo inglese, che ha filmato e trasmesso in diretta web su YouTube la sua permanenza nell’albergo, facendogli una gran pubblicità.


Giappone. Un euro per una notte in un ryokan. Ma entri in un reality

Chi decide di provare questa esperienza, e risparmiare parecchio, deve sottostare ad alcune regole: anzitutto è vietato oscurare le telecamere, ma è consentito spegnere la luce (le riprese a infrarossi continueranno a registrare). In camera si viene filmati sempre e comunque, ma non in bagno, dove non esistono telecamere. Vietato vestirsi, spogliarsi e cambiarsi nella stanza, meglio usare la toilette. Bisogna prestare estrema attenzione a non mostrare mai documenti, biglietti da visita o qualsiasi altro oggetto che sveli l’identità dell’ospite. Lo streaming non ha audio, quindi le conversazioni restano private. A proposito di privacy: bisogna mantenere un atteggiamento sobrio, “vietati gli atti osceni”, ammonisce un cartello sulla porta.

“Il mio è un ryokan molto tradizionale”, chiarisce Tetsuya Inoue, “uno degli indirizzi più economici di tutta Fukuoka, volevamo attirare l’attenzione e offrire qualcosa in più rispetto agli altri hotel della zona, cosicché tutti ne parlassero”.

Dietro le quinte non c’è niente di losco quindi. Si tratta di una trovata pubblicitaria, per far conoscere al mondo l’Asahi Ryokan. E, a giudicare dal tam tam dei media e dei social, l’idea sta funzionando. Il canale di YouTube con lo streaming della Room 8 sta registrando decine di migliaia di visualizzazioni. E le prenotazioni della One Dollar room sono già alle stelle. Un gran successo.


“La Repubblica si batterà sempre in difesa della libertà di informazione, per i suoi lettori e per tutti coloro che hanno a cuore i principi della democrazia e della convivenza civile”

Carlo Verdelli
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Alto Adige-Tirolo, grandi comprensori contro: è sfida all’ultimo sciatore


Possiamo chiamarla gara? Forse è un po’ una forzatura ma non c’è dubbio che, soprattutto in anni di nevicate non proprio copiosissime, la competizione tra le località sciistiche, certo non nuova, si sia fatta più agguerrita. E allora, se si guarda a quel che accade a cavallo del confine italo-austriaco nei pressi del Brennero, allora sì, si può parlare di gara; una gara sui generis, senza medaglie e podi, ma pur sempre tesa a individuare chi primeggia. Vediamo perché.
 
Da una parte, sul versante italiano, giganteggia il Dolomiti Superski, il mega-consorzio di consorzi che insiste su tre province — Bolzano, Trento, Belluno —, raggruppa 12 aree sciistiche e, seppur limitato alle aree strettamente dolomitiche, fa la parte del leone delle nevi su tutto il settore nordorientale delle Alpi italiane.  Basti pensare che per la stagione che sta iniziando le società impiantistiche consorziate hanno messo in campo investimenti per quasi 100 milioni di euro (nel 2018 erano stati 90) di cui un terzo per l’innevamento programmato.
Un gigante dell’industria turistica mondiale, ok, ma gli sciatori non fanno le curve scivolando sui numeri, cercano servizi, occasioni, divertimento e sicurezza. E quindi quel che conta è capire come quei milioni si tradurranno in sorrisi a fondo pista.
 
I 450 impianti che servono 1200 km di piste fruibili con un unico skipass non aumenteranno di numero; a crescere, grazie ad ammodernamenti e rimpiazzi, sarà la portata oraria complessiva che, a massimo regime teorico, raggiungerà le 670mila persone/ora. Un numero impressionante che a sua volta ne implica altri, come il 97% delle piste coperte dall’innevamento programmato (rigorosamente senza uso di additivi chimici) e come il numero di “gatti delle nevi ” (320) necessari a fresare le piste per renderle più attraenti ma anche più sicure.


Alto Adige-Tirolo, grandi comprensori contro: è sfida all'ultimo sciatore

La funivia di Eisgratbahn, Stubai. Austria (foto Stubaier Gletscher)

L’intervento più emblematico è forse quello di Cortina d’Ampezzo. Qui, in vista dei Mondiali di sci del 2021 e delle Olimpiadi del 2026, si inaugura la modernissima cabinovia Leitner Cortina – Col Druscié che manda in pensione il primo tronco di funivia Freccia nel Cielo, vecchio di 50 anni, e si ampliano e migliorano le piste dei comprensori Tofana e 5 Torri.
 
Sul fronte sostenibilità, il versante altoatesino delle Alpi segna una novità potenzialmente di grande rilevanza che interessa tutta la provincia di Bolzano e quindi non solo le località del Superski: il servizio di trasporto condiviso Südtirol Transfer. Una piattaforma online dedicata permette di prenotare un van — che può essere privato o condiviso, per ridurre il prezzo — che attenderà i clienti alla stazione ferroviaria o di autobus  a fondovalle — Bolzano, Brunico o Bressanone, ad esempio — per condurli sin sulla porta del proprio hotel o appartamento. Un bel modo per disincentivare l’uso dell’auto, soprattutto quando, come si è visto, si punta a incrementare le presenze sul territorio.
 
E la gara? Dove sta la gara? Dall’altra parte del Brennero non possono contare su una storia così lunga — il Superski italiano è nato nel 1974… — ma, complice la necessità di intercettare la nuova clientela proveniente dai Paesi dell’Est, Polonia in primis, ci si sta muovendo lungo la stessa strada: una sola card, tanti servizi.

Dal 1 ottobre è infatti già in vendita lo Ski Plus City Pass Stubai Innsbruck, con un nome non brevissimo che però racchiude già tutti i significati dell’offerta. I tirolesi hanno infatti deciso di puntare sulla geografia cogliendo l’opportunità offerta dalla vicinanza tra la capitale della regione e numerosi comprensori sciistici. Da qui l’idea: proporre ai vacanzieri invernali la possibilità di godere in un unico soggiorno sia dei vantaggi delle sciate all’aria aperta di alta quota sia dei piaceri dello shopping e delle attrazioni culturali offerte da una città medio-grande come Innsbruck.
 
Sul fronte sciistico i numeri non sono quelli del Superski italiano — anche perché i comprensori — tredici — sono più piccoli e tutti nei dintorni di Innsbruck. I km di piste interessati sono comunque 300 con in particolare evidenza quelli della valle di Stubai, il cui ghiacciaio permette una maggiore durata della stagione.
 


Alto Adige-Tirolo, grandi comprensori contro: è sfida all'ultimo sciatore

Innsbruck (Austria). La Corte imperiale (foto Innsbrucktourismus – Christian Vorhofer)

Sono poi ben 22 le offerte culturali, turistiche e di intrattenimento comprese nello Ski City Pass, dalla Corte imperiale della città al famoso trampolino Bergisel, dalle piscine coperte ai paradisi della sauna sino al parco faunistico Alpenzoo, tutte raggiungibili anche grazie al libero accesso al bus Sightseer e agli skibus. Ma su tutto spicca l’ingresso agli spettacolari Mondi di cristallo Swarovski, una delle attrazioni più visitate di tutta l’Austria.
 
Sin qui l’offerta legata a Innsbruck; ma se si guarda anche al resto del Tirolo, con località importanti e per sciatori top come Sölden, stazioni per famiglie come Alpbach, splendide vallate come la Zillertal e grandi comprensori come lo Ski Welt Wilderkaiser (300 km di piste e 90 impianti) si capisce che la gara c’è, eccome.
 
Ma, in fondo in fondo, gara o non gara, gli strateghi delle vacanze invernali e i tecnici del marketing sanno molto bene che i turisti e gli sciatori i confini amano attraversarli. È anche per questo che in fondo alla Val Pusteria, proprio là dove il confine italo-austriaco è quasi impercettibile, nell’area sciistica italiana delle Tre Cime quest’anno si inaugura una moderna seggiovia sul Monte Elmo. È il primo passo verso il collegamento sci ai piedi con l’austriaca Sillian di cui si parla da qualche anno.
 


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Carlo Verdelli
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