Treno o Bus. La vacanza bianca sostenibile comincia dalla partenza


Sulla neve, ma senza auto. Un weekend (o una settimana) sulle piste da sci in cui godersi le discese e non preoccuparsi del traffico e del parcheggio, anche nelle località dove il treno non arriva. Con l’arrivo dei primi fiocchi di neve, le principali compagnie di trasporto su gomma diventano una comoda ed economica soluzione di viaggio per raggiungere alcune delle migliori destinazioni di montagna, non solo in Italia ma anche all’estero.
 

Con Flixbus

Con Flixbus si possono raggiungere ben 11 mete tra le più apprezzate e ricercate delle Alpi. Le destinazioni italiane sono sei.

Courmayeur. Con Flixbus si può raggiungere Courmayeur, località ideale per chi desidera godere non solo delle famose e rinomate piste da sci, ma anche dei sentieri unici della Val Ferret, a pochi chilometri dalla città. Inoltre, da Courmayeur si può facilmente raggiungere lo Sky Way Monte Bianco, da cui ammirare incredibili paesaggi innevati a 3.500 metri d’altitudine grazie alla funivia che nasce dall’idea di avvicinare l’uomo alla montagna e superare i confini. Sono 15 le città dalle quali raggiungere con FlixBus Courmayeur. Tra queste Torino, Milano e Genova.

Trento e Bolzano. Gli amanti dei mercatini e del clima natalizio potranno raggiungere in autobus le città di Trento e di Bolzano. Per tutto il mese di dicembre, nei due centri abitati si respirerà l’atmosfera magica del Natale. A Trento Piazza Battisti ospita il mercatino di Natale dove acquistare piccoli doni e assaggiare dolci e cibo di strada. Anche Bolzano ospita un grande mercato natalizio proprio a pochi passi dalla stazione ferroviaria. Da qui è poi facile raggiungere le piste da sci di Reinswald, il Corno del Renon e il Passo di Oclini, o il Lago di Caldaro, dove ammirare il suggestivo paesaggio invernale. Insomma, due tappe golose da abbinare a una sciata nei vicini comprensori delle Dolomiti. Trento e Bolzano possono essere raggiunte da 80 città, tra cui Verona e Bologna, ma anche Firenze, Torino e Roma.

Cortina. Anche la meta sciistica per eccellenza, Cortina d’Ampezzo, può essere raggiunta in autobus. Gli appassionati di sci alpino, sci di fondo ed escursioni con le ciaspole potranno immergersi nella natura e nel divertimento offerti dalla Regina delle Dolomiti. Flixbus collega Cortina d’Ampezzo con Verona, Venezia e Milano.

Oulx. Con il bus è possibile raggiungere anche una delle più importanti località sciistiche piemontesi come Oulx. Nota come «balcone delle Alpi» per la posizione mozzafiato, questa cittadina è una delle località preferite tra chi decide di passare qualche giorno in Val Susa. Oltre alle classiche attività sciistiche e alle passeggiate con le ciaspole, la zona è famosa per la possibilità di ammirare in volo le montagne e per la pratica dell’heliskiing (raggiungere la vetta di una montagna in elicottero e sciare su un tappeto di neve immacolata). Oulx è raggiungibile da Milano e Bergamo.

Roccaraso. In Italia non si scia solo sulle Alpi. Soprattutto l’Abruzzo ha importanti stazioni sciistiche. Tra queste, Roccaraso può vantare il più grande comprensorio dell’Appennino, con quasi 90 anni di storia (nel 1922 venne fondato lo Sci Club, uno dei primi in Italia). Rappresenta un polo sciistico di riferimento per gli appassionati del centro e del sud d’Italia. Stazione sciistica preferita per gli sportivi più appassionati in arrivo dal Sud Italia con i suoi 90,5 km di piste e 24 impianti di risalita tra i 1.309 e i 2.141 metri d’altitudine. FlixBus collega Roccaraso con 10 città, tra cui Ancona, Caserta e Napoli.

All’estero (Francia, Svizzera, Austria e Slovenia). Ma con Flixbus è possibile arrivare anche sulle piste fuori dai confini nazionali. Per esempio Chamonix può essere facilmente raggiunta da tutti gli amanti dei ghiacciai e delle attività all’aria aperta. Sul lato francese del Monte Bianco è anche possibile ammirare i paesaggi innevati dal trenino panoramico di Montenvers o dalla Funivia dei Ghiacciai, praticare arrampicata e lo sci alpino. Chamonix è collegata via bus con 15 città italiane, tra cui Milano, Parma e Verona. Sempre in Francia si può raggiungere anche la località di Clermont Ferrand vicina agli impianti del Massiccio Centrale, da Milano, Firenze e Bologna.

Anche la località austriaca di Innsbruck può essere raggiunta da attraverso i bus dall’Italia. Situato a 574 metri di altitudine, il capoluogo del Tirolo sorge ai piedi dei comprensori sciistici di Nordkette. Con la funicolare si sulle montagne. Si può raggiungere con Flixbus da 20 città italiane, tra cui Trento, Padova e Verona.

Nemmeno la Svizzera è esclusa dai collegamenti pubblici su gomma. Coira, una delle più antiche città della Svizzera, rappresenta un punto di partenza strategico per chi desidera raggiungere il comprensorio sciistico di Chur-Brambrüesch direttamente dal centro cittadino. Inoltre, per gli scalatori più esperti il paesaggio alpino offre la possibilità di praticare escursionismo, fino alla vetta del Dreibündestein. Si può raggiungere da Milano e Torino.


Treno o Bus. La vacanza bianca sostenibile comincia dalla partenza

Infine, con Flixbus è possibile raggiungere anche la località slovena di Maribor, nota per le gare di sci di coppa del mondo. Sorge ai piedi del monte Pohorje, e a pochi chilometri dalla città, è possibile sciare sulla pista in notturna più lunga della Slovenia. FlixBus collega Maribor con 15 città, tra cui Trieste, Udine e Vicenza.
 

Un weekend con GoGoBus

Se preferite un unico biglietto che vi consenta di viaggiare e di sciare, a partire dal 15 dicembre, per il quarto anno consecutivo, la società italiana GoGoBus collega con il proprio servizio di Skibus+Skipass  le principali città italiane alle piste, consentendo di sciare in giornata senza traffico, problemi di parcheggio e stanchezza. Una soluzione comoda per chi non vuole rinunciare alla neve, pur non andando in settimana bianca. Alla prenotazione si possono, inoltre, aggiungere diverse opzioni grazie alle numerose convenzioni come noleggio sci, lezioni con maestro, pranzo in baita e colazione.
 
Sugli Appennini (Abruzzo ed Emilia). La tratta più gettonata è quella che porta gli sciatori romani ai comprensori di Ovindoli, Campo Felice e Campo Imperatore, sull’Appennino abruzzese. Il servizio è garantito anche dalle città di Ancona e Civitanova Marche, alle quali si aggiunge quest’anno anche San Benedetto del Tronto.
Da Bologna, Modena, Parma e Reggio Emilia è possibile raggiungere con GoGoBus il Monte Cimone.
 
Sulle Alpi (Piemonte e Trentino). Sulle Alpi sarà invece possibile raggiungere da Milano e Torino la località di Bardonecchia, dove sono previsti anche weekend sulla neve con pernottamento, prezzo tutto incluso. Si aggiunge, quest’anno la località sciistica di Folgaria in Trentino Alto-Adige che sarà collegata con Bologna, Modena, Carpi e Verona.
 

Treno e bus

Oltre alle offerte di Flixbus, è possibile raggiungere le località sciistiche coniugando treno e bus con un unico biglietto.

Cortina. Trenitalia e Ntv consentono di trascorrere qualche giorno a Cortina D’Ampezzo e San Vito di Cadore partendo da Venezia Mestre in connessione con le Frecce e Italo da e per Roma, Firenze, Bologna, Ferrara, Padova, Vicenza, Verona e Milano. Il servizio di Trenitalia “Freccialink” è attivo dal venerdì alla domenica dal 20 dicembre al 29 marzo. Si effettua anche il 26 dicembre, il 2 e 6 gennaio, e dal 16 al 19 marzo. Il servizio di Ntv consente di raggiungere la città ampezzana tutto l’anno (in bassa stagione il servizio non viene effettuato nelle giornate di martedì e mercoledì).


Treno o Bus. La vacanza bianca sostenibile comincia dalla partenza

Madonna di Campiglio. Con Trenitalia è possibile raggiungere anche altre località montane. Il servizio è attivo dal 21 dicembre al 29 marzo il sabato e la domenica. Tra queste località c’è Madonna di Campiglio raggiungibile da Trento, in connessione con le Frecce da e per Roma, Firenze, Bologna e Verona. Il servizio viene effettuato anche il 26 dicembre, il 2 gennaio e dal 6 all’8 gennaio.

Val Gardena. Selva di Val Gardena, Santa Cristina e Ortisei possono essere raggiunti da Bolzano con Freccialink in connessione con i treni che viaggiano da e per Roma, Firenze, Bologna e Verona. Su questa tratta il servizio si effettua anche il 19, 20 e 26 dicembre, il 2 e 6 gennaio.

Val di Fassa. In Trentino potrete scoprire le località di Canazei, Vigo di Fassa e Moena con il Freccialink in connessione con i treni che provengono da Roma, Firenze, Bologna e Verona. Il servizio si effettua anche il 26 dicembre e il 2 gennaio.

Val d’Aosta. Trenitalia ha previsto una connessione anche con Courmayeur e Aosta da Torino Porta Susa in connessione con le Frecce da e per Napoli, Milano e Roma. La navetta è attiva anche il 26 dicembre e il 2 e 6 gennaio.
 

In treno sugli sci in Lombardia

Li chiamano i “Treni della neve”. Si tratta di  un progetto di turismo sostenibile ideato da Trenord per raggiungere le località sciistiche della Lombardia. Un unico biglietto che include treno, navetta e skipass per Aprica, Valmalenco, Montecampione e Pontedilegno-Tonale. I “Treni della neve” sono l’ideale per chi vuole trascorrere una o più giornate di sport e divertimento ad alta quota, sciando nei più famosi comprensori della Lombardia. Con i “Treni della neve” si arriva direttamente sulle piste, evitando traffico e problemi di parcheggio, abbinando la comodità del treno a prezzi vantaggiosi. I pacchetti speciali possono essere acquistati sul sito e sulla app di Trenord (scaricabile gratuitamente da Google Play e App Store). Al momento dell’acquisto, è necessario indicare la data del viaggio. Il biglietto dovrà essere stampato e portato con sé.



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Non solo terme. Chianciano: campo base alla scoperta dell’Etruria


In un grande parco nel cuore di Chianciano, tra alberi secolari e colline dolci, viene custodita la fonte della preziosa Acqua Santa, elisir minerale che sgorga a 33 gradi, da sempre impiegato per cure depurative e detossinanti. Per la terapia idropinica è miracolosa: l’ideale è berla direttamente alla fonte, nel parco omonimo, tra la pace dei boschi e l’odore pungente dello zolfo che riempie l’aria. Nella stessa zona sgorgano anche l’Acqua Fucoli, ricca di calcio, che ha una temperatura alla sorgente di 16,5 gradi, l’Acqua Santissima, ipotermale, 24 gradi alla sorgente, e l’Acqua Sillene, che emerge a 38.5 gradi sulla collina dove anticamente gli Etruschi celebravano i loro riti.

Queste quattro fonti, tutte ricche di bicarbonato, solfato e calcio, sono il tesoro alla base delle cure e dei trattamenti delle Terme di Chianciano www.termechianciano.it , dove rimettersi in sesto tra bagni terapeutici, inalazioni, vapori e fanghi. Siamo nella Provincia di Siena, la provincia più termale d’Italia. Si trovano qui, immerse nel verde, le Piscine Termali Theia, struttura nata da poco dove passare giornate all’insegna del benessere in un’atmosfera piacevole e rilassante, con ampie vasche calde sia esterne che interne (quattro esterne e tre interne), giochi d’acqua, getti, saune e vapori, perfette per giovani (nel weekend le piscine si animano con aperitivi al chiaro di luna e musica), coppie e famiglie.


Non solo terme. Chianciano: campo base alla scoperta dell'Etruria

Le colline della Val d’Orcia tra San Quirico e Pienza (foto Arturo Cocchi)

Alternativa: la pace zen delle Terme Sensoriali, tempio del benessere olistico nascosto nel Parco dell’Acqua Santa, dove il potere delle fonti si abbina a specifici percorsi sensoriali, depurativo, rilassante, energizzante e riequilibrante, tonificante e depurativo attraverso thalassoterapia, stanze del sale, piramidi energetiche, percorsi per stimolare la circolazione e fanghi esfolianti, il tutto immersi nella pace della natura.

Le terapie benefiche delle acque sulfuree, che per anni hanno curato con successo intere generazioni, sono anche la scusa per visitare la zona di Chianciano, in bilico tra Val d’Orcia e Valdichiana, una terra ricca di spunti artistici, culturali e paesaggistici. Di miracoloso, infatti, le Terme di Chianciano hanno anche la posizione strategica, tra le Crete senesi, le colline dei vini di Montepulciano e le bellezze rinascimentali dei borghi. Basta arrampicarsi in cima al centro storico di Chianciano e affacciarsi al belvedere per capire. Vigneti a perdita d’occhio, file di cipressi, borghi fermi nel tempo. In poco si raggiungono alcuni dei capouoghi toscani, Firenze e Arezzo in particolare, oltre ovviamente a Siena. Ma l’occasione è ghiotta per perdersi tra valli, campagne e i magnifici paesini rinascimentali, che hanno ispirato le tele dei pittori del ‘500.

A partire da Montepulciano, arroccata su un colle, famosa per il suo vino Nobile, ricca di piazzette storiche, palazzi e antiche chiese. Ma il vero cuore della valle è Pienza, con le sue bellezze rinascimentali, il Duomo e Palazzo Piccolomini, residenza estiva di Papa Pio II: merita una visita il bellissimo giardino pensile con una vista privilegiata sulla Val d’Orcia. Da non perdere San Quirico, tappa della via Francigena, che mantiene intatta la sua struttura medievale. Ma anche Montalcino, la città del vino. E Bagno Vignoni, piccolo segreto ben custodito dalla regione.


Non solo terme. Chianciano: campo base alla scoperta dell'Etruria

La campagna umbra tra Castel Viscardo e Orvieto (foto Arturo Cocchi)

Le Terme di Chianciano sono anche a due passi dalla Valdichiana e da Cortona, dove si respira l’aria del passato, in un labirinto di vicoli in pietra, botteghe artigianali e reperti etruschi. Un tour ideale parte dai panoramici Giardini Pubblici, si prosegue per il belvedere di Piazza Garibaldi e la chiesa gotica di San Domenico, camminando tra botteghe antiquarie, alimentari, enoteche, si raggiunge il Duomo che domina una piazza affacciata sulla valle e sul Monte Sant’Egidio. O ancora, sul fronte occidentale rispetto al capoluogo, la splendida città delle torri, San Gimignano, e, verso il mare, Volterra con i suoi misteri.

Ma volendo ci si spinge anche in Umbria, fino a Orvieto, con i suoi vicoli, i templi etruschi, i palazzi medievali e il maestoso Duomo. O fino al Lago Trasimeno. Offre panorami naturali sulla sponda di Monte del Lago o sul versante di Castiglione del Lago e custodisce tre isolette: la Polvese è la più grande, con una bella Rocca medievale, l’isola Maggiore, che ha un piccolo borgo pieno di fascino, con un museo molto caratteristico, quello del merletto, e l’isolotto Minore, una residenza privata. È una camminata piacevole anche il lungolago, che vede sfilare Magione, San Feliciano e Castel Ragone, tra localini, piazzette fiorite, chiese e castelli. E in mezz’ora d’auto si torna a Chianciano, per continuare le cure termali. Perugia è non molto oltre rispetto al Lago, con altri 20 minuti d’auto si raggiunge Assisi. E sono solo i nomi piu’ famosi



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Giappone. Un euro per una notte in un ryokan. Ma entri in un reality


L’idea è bizzarra. Eppure sta avendo un gran successo. Chi visita il Giappone e viaggia con un budget ridotto, ora ha la possibilità di dormire in un hotel praticamente gratis. Costa solo un dollaro a notte (circa 80 centesimi di euro), infatti, soggiornare all’Asahi Ryokan di Fukuoka, un albergo tradizionale, una di quelle antiche locande giapponesi con le porte scorrevoli, i tatami, l’ambente essenziale e i futon a terra. Il Ryokan è stato da poco soprannominato One Dollar Hotel, cosiddetto per bassissima tariffa che sta proponendo ai suoi ospiti.

Ma c’è un ma, ovviamente. Per godere di questo straordinario prezzo bisogna sottostare a una regola: farsi riprendere ventiquattro ore su ventiquattro. La tariffa riguarda la camera numero 8, dove si paga solo un dollaro, ma si diventa protagonisti dello streaming live dell’albergo, trasmesso su YouTube.

L’idea è del giovane proprietario Tetsuya Inoue, che cercava un modo per guadagnare di più con la sua struttura, che diversi mesi l’anno resta sfitta. L’hotel, infatti, si trova nella tranquilla zona di Fukuoka, nell’isola meridionale di Kyushu. “Ho cercato di lanciare un nuovo modello di business”, ha spiegato il quasi trentenne Inoue. La trovata gli è venuta quando l’hotel ha ospitato un ragazzo inglese, che ha filmato e trasmesso in diretta web su YouTube la sua permanenza nell’albergo, facendogli una gran pubblicità.


Giappone. Un euro per una notte in un ryokan. Ma entri in un reality

Chi decide di provare questa esperienza, e risparmiare parecchio, deve sottostare ad alcune regole: anzitutto è vietato oscurare le telecamere, ma è consentito spegnere la luce (le riprese a infrarossi continueranno a registrare). In camera si viene filmati sempre e comunque, ma non in bagno, dove non esistono telecamere. Vietato vestirsi, spogliarsi e cambiarsi nella stanza, meglio usare la toilette. Bisogna prestare estrema attenzione a non mostrare mai documenti, biglietti da visita o qualsiasi altro oggetto che sveli l’identità dell’ospite. Lo streaming non ha audio, quindi le conversazioni restano private. A proposito di privacy: bisogna mantenere un atteggiamento sobrio, “vietati gli atti osceni”, ammonisce un cartello sulla porta.

“Il mio è un ryokan molto tradizionale”, chiarisce Tetsuya Inoue, “uno degli indirizzi più economici di tutta Fukuoka, volevamo attirare l’attenzione e offrire qualcosa in più rispetto agli altri hotel della zona, cosicché tutti ne parlassero”.

Dietro le quinte non c’è niente di losco quindi. Si tratta di una trovata pubblicitaria, per far conoscere al mondo l’Asahi Ryokan. E, a giudicare dal tam tam dei media e dei social, l’idea sta funzionando. Il canale di YouTube con lo streaming della Room 8 sta registrando decine di migliaia di visualizzazioni. E le prenotazioni della One Dollar room sono già alle stelle. Un gran successo.


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Carlo Verdelli
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Alto Adige-Tirolo, grandi comprensori contro: è sfida all’ultimo sciatore


Possiamo chiamarla gara? Forse è un po’ una forzatura ma non c’è dubbio che, soprattutto in anni di nevicate non proprio copiosissime, la competizione tra le località sciistiche, certo non nuova, si sia fatta più agguerrita. E allora, se si guarda a quel che accade a cavallo del confine italo-austriaco nei pressi del Brennero, allora sì, si può parlare di gara; una gara sui generis, senza medaglie e podi, ma pur sempre tesa a individuare chi primeggia. Vediamo perché.
 
Da una parte, sul versante italiano, giganteggia il Dolomiti Superski, il mega-consorzio di consorzi che insiste su tre province — Bolzano, Trento, Belluno —, raggruppa 12 aree sciistiche e, seppur limitato alle aree strettamente dolomitiche, fa la parte del leone delle nevi su tutto il settore nordorientale delle Alpi italiane.  Basti pensare che per la stagione che sta iniziando le società impiantistiche consorziate hanno messo in campo investimenti per quasi 100 milioni di euro (nel 2018 erano stati 90) di cui un terzo per l’innevamento programmato.
Un gigante dell’industria turistica mondiale, ok, ma gli sciatori non fanno le curve scivolando sui numeri, cercano servizi, occasioni, divertimento e sicurezza. E quindi quel che conta è capire come quei milioni si tradurranno in sorrisi a fondo pista.
 
I 450 impianti che servono 1200 km di piste fruibili con un unico skipass non aumenteranno di numero; a crescere, grazie ad ammodernamenti e rimpiazzi, sarà la portata oraria complessiva che, a massimo regime teorico, raggiungerà le 670mila persone/ora. Un numero impressionante che a sua volta ne implica altri, come il 97% delle piste coperte dall’innevamento programmato (rigorosamente senza uso di additivi chimici) e come il numero di “gatti delle nevi ” (320) necessari a fresare le piste per renderle più attraenti ma anche più sicure.


Alto Adige-Tirolo, grandi comprensori contro: è sfida all'ultimo sciatore

La funivia di Eisgratbahn, Stubai. Austria (foto Stubaier Gletscher)

L’intervento più emblematico è forse quello di Cortina d’Ampezzo. Qui, in vista dei Mondiali di sci del 2021 e delle Olimpiadi del 2026, si inaugura la modernissima cabinovia Leitner Cortina – Col Druscié che manda in pensione il primo tronco di funivia Freccia nel Cielo, vecchio di 50 anni, e si ampliano e migliorano le piste dei comprensori Tofana e 5 Torri.
 
Sul fronte sostenibilità, il versante altoatesino delle Alpi segna una novità potenzialmente di grande rilevanza che interessa tutta la provincia di Bolzano e quindi non solo le località del Superski: il servizio di trasporto condiviso Südtirol Transfer. Una piattaforma online dedicata permette di prenotare un van — che può essere privato o condiviso, per ridurre il prezzo — che attenderà i clienti alla stazione ferroviaria o di autobus  a fondovalle — Bolzano, Brunico o Bressanone, ad esempio — per condurli sin sulla porta del proprio hotel o appartamento. Un bel modo per disincentivare l’uso dell’auto, soprattutto quando, come si è visto, si punta a incrementare le presenze sul territorio.
 
E la gara? Dove sta la gara? Dall’altra parte del Brennero non possono contare su una storia così lunga — il Superski italiano è nato nel 1974… — ma, complice la necessità di intercettare la nuova clientela proveniente dai Paesi dell’Est, Polonia in primis, ci si sta muovendo lungo la stessa strada: una sola card, tanti servizi.

Dal 1 ottobre è infatti già in vendita lo Ski Plus City Pass Stubai Innsbruck, con un nome non brevissimo che però racchiude già tutti i significati dell’offerta. I tirolesi hanno infatti deciso di puntare sulla geografia cogliendo l’opportunità offerta dalla vicinanza tra la capitale della regione e numerosi comprensori sciistici. Da qui l’idea: proporre ai vacanzieri invernali la possibilità di godere in un unico soggiorno sia dei vantaggi delle sciate all’aria aperta di alta quota sia dei piaceri dello shopping e delle attrazioni culturali offerte da una città medio-grande come Innsbruck.
 
Sul fronte sciistico i numeri non sono quelli del Superski italiano — anche perché i comprensori — tredici — sono più piccoli e tutti nei dintorni di Innsbruck. I km di piste interessati sono comunque 300 con in particolare evidenza quelli della valle di Stubai, il cui ghiacciaio permette una maggiore durata della stagione.
 


Alto Adige-Tirolo, grandi comprensori contro: è sfida all'ultimo sciatore

Innsbruck (Austria). La Corte imperiale (foto Innsbrucktourismus – Christian Vorhofer)

Sono poi ben 22 le offerte culturali, turistiche e di intrattenimento comprese nello Ski City Pass, dalla Corte imperiale della città al famoso trampolino Bergisel, dalle piscine coperte ai paradisi della sauna sino al parco faunistico Alpenzoo, tutte raggiungibili anche grazie al libero accesso al bus Sightseer e agli skibus. Ma su tutto spicca l’ingresso agli spettacolari Mondi di cristallo Swarovski, una delle attrazioni più visitate di tutta l’Austria.
 
Sin qui l’offerta legata a Innsbruck; ma se si guarda anche al resto del Tirolo, con località importanti e per sciatori top come Sölden, stazioni per famiglie come Alpbach, splendide vallate come la Zillertal e grandi comprensori come lo Ski Welt Wilderkaiser (300 km di piste e 90 impianti) si capisce che la gara c’è, eccome.
 
Ma, in fondo in fondo, gara o non gara, gli strateghi delle vacanze invernali e i tecnici del marketing sanno molto bene che i turisti e gli sciatori i confini amano attraversarli. È anche per questo che in fondo alla Val Pusteria, proprio là dove il confine italo-austriaco è quasi impercettibile, nell’area sciistica italiana delle Tre Cime quest’anno si inaugura una moderna seggiovia sul Monte Elmo. È il primo passo verso il collegamento sci ai piedi con l’austriaca Sillian di cui si parla da qualche anno.
 


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New York. Ecco “The Edge”, la terrazza sul vuoto per vedere la Mela più in alto


Grattacieli, negozi, uffici, ristoranti, giardini, spazi dedicati a spettacoli e cultura. Non c’è dubbio: le mille luci di New York quest’anno sono tutte puntate su Hudson Yards, il quartiere del momento. “Il più grande sviluppo immobiliare della storia degli Stati Uniti dopo il Rockefeller Center”, l’ha definito il New York Times.

Sviluppata da Related Companies e Oxford Properties Group, questa zona nel West Side di Manhattan nasce da una riqualifica record di un’area un tempo degradata e inospitale, oggi trasformata in un ambitissimo lotto tra Chelsea, Hell’s Kitchen, l’High Line e il fiume Hudson. Qui, dopo aver inaugurato The Shed, ambizioso e futuristico spazio artistico composto da una struttura a conchiglia semi-movibile, e Vessel, monumentale (e discussa) opera d’arte pubblica progettata da Thomas Heatherwick, su cui arrampicarsi scalando 15 piani, 154 rampe di scale e più di 2.500 scalini, per affacciarsi dalle 80 piattaforme panoramiche, il quartiere sta già lavorando alla sua prossima attrazione.

Si chiama The Edge la strepitosa terrazza in costruzione al 30 Hudson Yards (l’apertura è prevista per l’11 marzo 2020), che vanta un altro record: sarà l’osservatorio più alto dell’emisfero occidentale. Superiore di diversi metri al punto di osservazione situato all’86mo piano dell’Empire State Building. La più alta del mondo resta il Burj Khalifa di Dubai. Una piattaforma sospesa nel vuoto, eretta 25 metri sopra al centesimo piano di uno sfavillante grattacielo tutto maxi-vetrate e acciaio, dalle linee avveniristiche.

Dalla sua altezza vertiginosa di 345 metri dal livello del mare, questo belvedere offrirà ai visitatori una vista incredibile a 360 gradi, con un panorama che va dalla City al Western New Jersey, estendendosi per cento chilometri nello Stato di New York. “Sarà come camminare tra le nuvole: un modo totalmente nuovo di vedere la città”, ha commentato Jason Horkin, Executive Director of Hudson Yards Experiences.


New York. Ecco "The Edge", la terrazza sul vuoto per vedere la Mela più in alto

Progettato da William Pedersen e Kohn Pedersen Fox Associates (KPF), con gli interni firmati Rockwell Group, The Edge offrirà una terrazza unica nel suo genere, un triangolo sospeso nel vuoto, protetto da parapetti in vetro (il vetro viene da Germania e Italia) che aggiungono adrenalina all’esperienza, con ben quindici differenti punti di osservazione, dalla scalinata alle varie balconate, fino alla punta più estrema da cui affacciarsi per un panorama da brivido. A proposito di brivido: per i più impavidi, sull’estremità della terrazza il pavimento è in vetro, basta stendersi per ritrovarsi a mezz’aria con tutta la città sotto i piedi. Un’esperienza memorabile.
A quell’altezza e con quel panorama davanti, un brindisi ci vuole. Ci pensa lo Champagne Bar del centesimo piano. Per smaltire l’adrenalina bevendo un calice davanti al panorama più famoso del mondo, lo skyline della Grande Mela (per informazioni la Guida Ufficiale di New York City).
 


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Airbnb, maxioperazione verità: entro un anno verifiche su tutti i 7 milioni di annunci


L’annuncio è arrivato direttamente dal Ceo Brian Chesky: per mettere fine a polemiche e problemi ai quattro angoli del globo, Airbnb – la piattaforma di stanze e case in affitto – lancerà una maxioperazione trasparenza. Dai tempi molto rapidi: entro il 15 dicembre del prossimo anno tutti gli annunci e le inserzioni sulla piattaforma – qualcosa come 7 milioni di proposte, coincidenti a qualche milione di strutture in decine di miglia di città – dovrà essere verificato. Cioè sottoposto a un accertamento approfondito: bisognerà dunque capire se foto e informazioni, indirizzi e resoconti sui padroni di casa siano accurati o meno. Tutto questo per evitare brutte sorprese agli ospiti, come quella capitata lo scorso settembre a New York alla turista inglese Zoe Reeves: alla ricerca di una sistemazione economica nella salatissima Grande Mela, la viaggiatrice britannica si è ritrovata in un sottoscala con materassino gonfiabile e una coperta. Un autentico tugurio da lei stessa descritto e mostrato in un video su Instagram che è ovviamente divenuto virale in poche ore.
 
Si inizia ora, dunque, per fare fuori, progressivamente, tutti gli annunci che non risulteranno fedeli, pompati, truccati, con foto palesemente fuorvianti se non del tutto fasulle. Oltre che in condizioni strutturali che mettono a rischio la sicurezza degli ospiti. Proprio come successo a NY oppure nei tanti casi elencati all’interno dello spazio dedicato alla community sullo stesso sito. Racconti di case arrangiate, che sembrano messe insieme “con pezzi riciclati di una discarica di materiale edile”. Oppure possibili truffe e pressioni su annunci relativi ad alloggi inesistenti. Il gruppo dispone ovviamente di un sistema di verifica ma evidentemente non basta: stando alle parole di Chesky ogni annuncio verrà passato al setaccio in tutti i suoi elementi e le proprietà verranno analizzate sotto gli aspetti della pulizia, della sicurezza e per capire se dispongano di servizi e accessori di base.
 


Airbnb, maxioperazione verità: entro un anno verifiche su tutti i 7 milioni di annunci

“La fiducia su internet inizia con la verifica dell’accuratezza delle informazioni sulle piattaforme, è un passo importante per il settore” ha twittato il cofondatore del sito che ha ribaltato il modo di viaggiare in 190 Paesi del mondo e oltre 100mila città. Ribadendo una serie di annunci svelati alla DelBook Conference di Manhattan qualche giorno fa. Così dal prossimo mese, dunque da subito, Airbnb proporrà la sua prima mossa: l’ha battezzata Airbnb Guest Guarantee ed è una specie di assicurazione con cui si adopererà per trovare un’altra sistemazione paragonabile agli ospiti se le loro prenotazioni siano state effettuate in alloggi che non soddisfino i requisiti standard della società. E se questo non sarà possibile, li rimborserà al 100%. Non solo: si impegnerà con “migliori controlli” per le prenotazioni ad alto rischio e attiverà dei numeri telefonici di vicinato con referenti in carne e ossa che abitino nella zona, operativi 24 ore al giorno a ogni latitudine, con i quali affrontare eventuali problemi sul proprio soggiorno. Una specie di concierge a chiamata.
 
Il Ceo del colosso del turismo, che da tempo ha ampliato le proprie offerte alle attività e ad altre proposte di viaggio, ha stilato anche una road map sul punto: l’analisi manuale delle prenotazioni ad alto rischio, individuate dagli algoritmi dell’azienda ma poi passate al vaglio da team umani, si allargherà negli Stati Uniti e poi si espanderà al resto del mondo dal prossimo anno: “Voglio essere chiaro – ha spiegato il 38enne manager – non siamo infallibili. Siamo una piattaforma costruita sulla fiducia. Abbiamo bisogno di innovazioni continue sul punto per rendere la vita difficile a chi vuole sfruttare il sito. Ma la fiducia della comunità è la nostra priorità assoluta”. Questo si farà grazie a questi cambiamenti, i “più significativi” praticamente dal lancio, avvenuto nel 2007.
 


Airbnb, maxioperazione verità: entro un anno verifiche su tutti i 7 milioni di annunci

Il “tugurio” in cui si è imbattuta la turista inglese a NY

Non è ancora chiaro come questo complicato e lungo lavoro di verifica verrà portato avanti, probabilmente con un mi di verifiche in remoto e ispezioni concrete da parte della community. D’altronde quasi due milioni di persone pernottano ogni giorno in un qualche alloggio disponibile su Airbnb: la mole dell’operazione è spaventosa. A breve si avranno nuovi dettagli sulle maxipurghe degli annunci infedeli o anche per le situazioni più complesse e con esiti drammatici come quella del mese scorso nel Nord della California, quando cinque persone sono state uccise in una sparatoria nel corso di una festa a tema Halloween organizzata in una proprietà affittata proprio su Airbnb. Fatto che ha spinto il gruppo a vietare party casalinghi negli alloggi proposti sulla piattaforma. Quasi due milioni di persone pernottano ogni giorno in un qualche alloggio disponibile su Airbnb: “Vogliamo dare tranquillità ai nostri ospiti” ha concluso Chesky.
 

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Non solo neve. Tra Sondrio e le montagne, a zonzo tra fortezze e castelli


Un castello trasformato in museo narrante dedicato alla montagna. Un percorso ciclopedonale lungo 70 Km a una quota compresa tra i 300 e i 700 metri, in una zona tipica del paesaggio valtellinese. Un’antica miniera di talco ritornata a nuova vita e una tra le più grandi funivie al mondo per raggiungere, quando arriverà la neve, le piste della Val Malenco. Sondrio non è solo il pigro capoluogo della Valtellina incastonato tra Alpi Retiche e Orobie, ma può diventare il punto di partenza per andare alla scoperta di un territorio ancora capace di incuriosire e sorprendere. Iniziando dallo storico e bellissimo Castello Masegra, unico rimasto dei tre fortilizi medievali che dominavano la città, al centro del sistema fortificato che anticamente vedeva da una parte il castello dei Santi Giorgio e Lorenzo, poi trasformato in convento, e dall’altra la torre di Moncucco, da tempo demolita.

Qui è stato appena inaugurato il CAST, il CAstello delle STorie di Montagna che indaga il rapporto tra l’uomo e la montagna seguendo tre grandi temi: Arrampicata, Alpinismo e Ambiente. Ideato e realizzato dal collettivo artistico Studio Azzurro con speciali installazioni sui tre livelli del percorso museale, collocati nel corpo centrale del castello, il percorso, volendo, può essere personalizzato. Prima di cominciare vale infatti la pena porsi una domanda: “mi sento più arrampicatore o esploratore dell’ambiente?”. Sarà la risposta a determinare in quale direzione intraprendere la visita: iniziando dal basso, con un itinerario “in salita”, oppure partendo dall’alto, dall’osservatorio sull’ambiente, per poi esplorare il museo al contrario, fino a raggiungere il piano terra.


Non solo neve. Tra Sondrio e le montagne, a zonzo tra fortezze e castelli

Se siete affascinati dagli antichi manieri potere anche visitare il Castello de Piro al Grumello  che domina un dosso roccioso (grumo) terrazzato, in  posizione strategica, a pochi chilometri da Sondrio. Un raro esempio di castello gemino, ovvero costituito da due corpi distinti (uno militare, ad est, e uno residenziale, ad ovest) circondati dalle mura. Se invece preferite passeggiare o pedalare attraverso i vigneti, con piacevoli soste in cantine, potete imboccare la Via dei Terrazzamenti, un percorso lungo circa 70 chilometri che attraversa a bassa quota la Media Valtellina, da Morbegno a Tirano, toccando chiese, edifici storici di  pregio, siti preistorici, cantine rurali, agriturismi e antichi borghi. Lungo la via si incontrano 40 aree di sosta immerse nei terrazzi vitati  con servizi, cartelli informativi, panchine e porta biciclette.

Addentrandosi nella Valmalenco si arriva invece a Lanzada dove visitare la Miniera della Bagnada. Esaurito il giacimento di talco nel 1987, la miniera è stata abbandonata per scoprire successivamente la sua vocazione turistica. Aperta tutto l’anno è in parte accessibile al pubblico per visite guidate che offrono l’opportunità di conoscere la vita dei minatori. Un interessante museo minerario raccoglie oggetti e attrezzature legate all’attività estrattiva. Poi vengono gli sport invernali. Da Chiesa Valmalenco parte la modernissima Snow Eagle, una tra le più grandi funiviae del mondo con le sue cabine da 160 persone, che porta in un sol balzo a quota 2080 metri, su un terrazzo da cui si dominano le Alpi. Siamo nel cuore del comprensorio sciistico  dell’Alpe Palù con oltre sessanta chilometri di piste servite da 11 impianti di risalita, oltre a itinerari per sci di fondo,  sci alpinismo e  ciaspole per gustare la montagna tra silenzi, bellezza dei paesaggi e la maestosità dell’ambiente naturale.


Non solo neve. Tra Sondrio e le montagne, a zonzo tra fortezze e castelli

Miniera della Bagnada


“La Repubblica si batterà sempre in difesa della libertà di informazione, per i suoi lettori e per tutti coloro che hanno a cuore i principi della democrazia e della convivenza civile”

Carlo Verdelli
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Il Tour de France sceglie la lentezza: una ciclabile per la scalata top


Pedalare sulla cima delle montagne. Sulle Alpi francesi c’è una pista ciclabile a oltre 2 mila metri d’altitudine che permette di raggiungere, seguendo una striscia d’asfalto chiusa al traffico, il Col de la Loze a 2.304 metri, sopra la cittadina di Méribel, nell’Alta Savoia. Niente auto e solo silenzio, sudore e fatica, per una scalata spettacolare, irreale e sicura.
La pista ciclabile si trova nell’area sciistica delle Trois-Vallées, una delle più grandi al mondo. Tre valli per tre stazioni sciistiche: Courchevel, Méribel e Val Thorens. E ogni valle è separata da alte montagne. Ma la strada per Col de la Loze è il “primo passo” per collegare tutte e tre con una striscia di asfalto riservata, d’estate, ai ciclisti e ai pedoni. La nuova ciclabile, al momento, consente di raggiungere Courchevel da Méribel tramite il passo della Loze.

in riproduzione….

In precedenza, si poteva solo salire in bici sopra Courchevel fino all’aeroporto a circa 2000 metri d’altitudine. Durante la scorsa estate è stato inaugurato il nuovo tratto di 6 chilometri che sale al Col de la Loze, al di sopra dell’aeroporto. Si tratta di un percorso interdetto alle auto. La striscia d’asfalto scorre proprio dove prima c’era una via di servizio per gli impianti di risalita con fondo in ghiaia dalla topografia irreale e impensabile per una strada progettata per le auto. È proprio questo che lascia la sensazione di essere nel mezzo di un parco divertimenti, su una pista stravagante e un po’ delirante. Se i primi 17 chilometri, da percorrere su strada accessibile in auto ai soli residenti, presentano una salita pressoché costante, gli ultimi 6 chilometri – chiusi al traffico – racchiudono rampe al 16% e una sezione in discesa, oltre a continui cambi di pendenza. Ogni curva e ogni dosso celano una sorpresa poiché la visibilità è ridotta a zero. Il sali-scendi termina con il muro di Huy Way, che senza dubbio lascerà un ricordo indelebile ai ciclisti.

La pista ciclabile farà parte del percorso del prossimo Tour de France e sarà inclusa in una delle tappe decisive della competizione che partirà da Nizza il 27 giugno 2020 e arriverà agli Champs-Elysees il 19 luglio. Questo tratto di saliscendi molto impegnativo non solo sarà il “tetto” del Tour ma promette anche di essere il tratto finale di tappa più imprevedibile del Tour de France. Intanto, lo scorso agosto, i giovani ciclisti del Tour de l’Avenir (under 23) hanno effettuato il primo test del tracciato.


Il Tour de France sceglie la lentezza: una ciclabile per la scalata top

Andare in bicicletta su questa ciclabile in altitudine è come salire su un vagone delle “montagne russe”, con le sue numerose rotture della pendenza, che rendono non significativo il dislivello del percorso (circa 300 metri), un dislivello che si sente solo sulle gambe ma non si legge nelle statistiche. Non si tratta, però, di un percorso pensato solo per professionisti delle due ruote. L’obiettivo dell’amministrazione comunale è quello di attrarre cicloturisti anche non particolarmente allenati grazie alla promozione all’uso delle e-bike. L’inizio della pista ciclabile è a Pralong Farms sopra Courchevel 1850 metri di altitudine, appena sotto l’aeroporto. Poi si affronta una salita di 5,8 km con 377 metri di dislivello, 14% (pendenza massima) e 7% di pendenza media. Insomma, un tracciato forse non per tutti, ma sicuramente per molti. “Abbiamo creato questa via verde per i cicloturisti, per realizzare un collegamento con Courchevel e far crescere l’uso delle biciclette a pedalata assistita d’estate”, spiega il sindaco di Les Allues Thierry Monin. “E il Tour de France, sarà la migliore promozione per noi”.
 

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New York. Il Central Park si rifà il look. 150 milioni per riqualificare l’Harlem Meer


I lunghi viali alberati, le file di panchine, le grandi fontane, il laghetto con le sue barche a remi e i prati ben curati. Central Park è il cuore verde di New York, un immenso rettangolo di natura tra gli sfavillanti grattacieli di Manhattan, tra l’Upper West Side e l’Upper East Side. C’è qualcosa di magico in questo parco che i newyorkesi amano e vivono in ogni stagione dell’anno: gli spettacoli estivi sotto le stelle al Delacorte Theatre, i viali fioriti in primavera, in autunno il foliage lo trasforma in un quadretto romantico e d’inverno, ricoperto di neve, diventa un parco giochi dove pattinare sul ghiaccio o lanciarsi dai pendii con lo slittino.

Ma Central Park non è sempre esistito. Aperto nel 1856 su volere del sindaco Alexander Josephyn, il giardino è stato progettato da Frederick Law Olmsted e Calvert Vaux, su quello che era un terreno dissestato fatto di cave, avvallamenti, paludi, baracche. L’idea era regalare ai cittadini un posto accogliente come i Bois de Boulogne a Parigi o Hyde Park a Londra. Per realizzarlo ci vollero più di 14.000 metri cubi di terreno agricolo, che furono trasportati dal New Jersey, con un lavoro enorme durato anni.

Il parco fu ufficialmente completato nel 1873. Il resto è storia. Oggi il parco è una vera calamita per cittadini e turisti: sono circa 40 milioni le persone che ogni anno lo visitano.

Ma ora Central Park si rifà il look. L’assetto di questa oasi verde sta per cambiare, grazie a un significativo restyling che coinvolgerà gran parte del storico giardino. Il restyling, organizzato dal Central Park Conservancy, interesserà l’area nord di Harlem Meer, confinante con Harlem, meno popolare e frequentata della parte sud, dove si trovano siti turistici come Grand Army Plaza, tra la Fifth Avenue e la 59esima Strada, il Central Park Zoo e la pista di pattinaggio Wollman Rink. L’obiettivo è dare lo stesso lustro anche all’estremità settentrionale. A partire dalla zona dimessa di Lasker Rink and Pool (che attualmente resta chiusa per gran parte dell’anno), che verrà completamente rifatta con spazi coperti, per fungere da pista di pattinaggio d’inverno e laghetto d’estate, diventando finalmente vivibile tutto l’anno.


New York. Il Central Park si rifà il look. 150 milioni per riqualificare l'Harlem Meer

The Mall. Versione autunnale

Verranno risistemati anche il Duke Ellington Memorial, il primo monumento cittadino dedicato un artista afroamericano, il Dana Discovery Center on Harlem Meer, centro polivalente che offre dalle mostre ai laboratori per bambini. Il Conservatory Garden verrà rinnovato radicalmente, con i tre giardini, italiano, francese e inglese.

I lavori, insomma, saranno consistenti: anche nel costo. Per il progetto di riqualifica di Harlem Meer si prevede una spesa di 150 milioni di dollari, quasi 135 milioni di euro, e almeno quattro anni di lavoro. Per ora, infatti, la fine dei lavori (che inizieranno nel 2021) è fissata al 2024, data in cui verrà consegnato a New York un nuovo Central Park. Il tutto nel pieno rispetto della natura.


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New York. Riapre il Moma. L’ampliamento del museo è kolossal


E’ cresciuto il cuore dell’arte moderna nella Grande Mela. Con il 30% di spazio in più a livello espositivo, il 21 ottobre a New York riapre il celebre MoMA (Museum of Modern Art) dopo quattro mesi di ristrutturazione. Un restyling milionario costato 450 milioni di dollari di investimenti, e che ha reso necessaria anche la temporanea chiusura del sito, da giugno. Ora si ripropone al visitatore non solo su uno spazio più ampio, in modo da gustare centinaia di nuove opere, ma anche in un design profondamente rinnovato. 
 
Grazie ai nuovi interventi il museo la cui sede degli anni Trenta ha subito diversi restauri, ora sarà in grado di sfruttare 15.329 metri quadrati per esporre “2.400 opere all’anno, contro le 1.500 in media di prima” ha spiegato il direttore Glenn Lowry. Le opere, che verranno presentate per tematiche, usufruiranno inoltre di una migliore luce naturale. 
 
Per Lowry il nuovo MoMA dovrà riflettere la filosofia del primo direttore del museo, Alfred Barr. “Lo immaginava come un  laboratorio nel quale il pubblico è stato invitato. Il pubblico avrebbe partecipato all’esperimento di guardare e pensare all’arte moderna. Il museo cambia e si evolve mentre l’arte moderna e contemporanea cambia e si evolve”. 
 
I temi e le opere cambieranno ogni sei mesi ma i “pezzi” principali e più rappresentativi, come Les demoiselles de Avignon di Pablo Picasso, rimarranno sempre esposte. “Le icone saranno sempre visibili” ha precisato il direttore. 
 
Quella appena conclusa è la seconda fase di un progetto iniziato nel 2014 da Yoshio Taniguchi e poi arricchito con un ampliamento dell’edificio verso ovest attraverso un varco alla base del grattacielo progettato da Jean Nouvel vicino al museo. Della nuova torre, il Moma di fatto occuperà i primi tre piani.
 
Chi avrà la fortuna di visitare a breve la struttura rimessa a nuovo noterà la scritta “Hello.Again” opera di Haim Steinbach che fungerà da introduzione attraverso le sale dell’edificio della 53esima. Vecchio e nuovo palazzo saranno collegati attraverso ampi varchi di metallo che accompagneranno i visitatori alle varie sale in cui verranno esposte le opere in parte in ordine cronologico ma soprattutto per temi, momenti e tendenze artistiche.  Come sempre, la permanente che ospita Van Gogh, Monet, Matisse, Picasso e tanti altri rimarrà una delle aree più importanti del MoMA ma sarà arricchita dalla possibilità, per i visitatori, di ritrovarsi con pochi passi in percorsi inediti.
 
 Spazio inoltre a “In and Around Harlem”, omaggio alla cultura afroamericana. Camminando poi fra le varie opere di Serra, Rothko, Pollock, Rauschenberg, Warhol e altri, impreziosite da una nuova illuminazione, ci si potrà imbattere in tantissimi capolavori già noti ma “remixati”, come piace dire ai responsabili del Moma.

Ci saranno infatti ambienti dedicati ai live, all’arte sperimentale, a festival, alla ripresentazione di opere emblematiche, ad istallazioni sonore come Rainforest V o a laboratori “per esplorare idee, domande e processi artistici che nascono dalla nostra collezione e dalle nostre mostre. Puoi entrare in qualsiasi momento per partecipare a vivaci conversazioni, interagire con artisti, fare arte, riflettere e rilassarti o trovare suggerimenti per esplorare il Museo” scrivono i responsabili sul sito del MoMA.
 
 Infine la nuova versione del museo promette di essere più inclusiva, di dare più spazio ad artiste donne  e di ospitare opere che rappresentino più Paesi nel mondo. Chiaramente, per offrire una visita ancor completa ai visitatori che dal 21 ottobre godranno del nuovo MoMA, sono stati rivisti anche i punti ristoro con maggiore offerta e orari più estesi.


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